Il
Golpe della CIR
05.10.09 - Il Giornale titola "al golpe"
sulla sentenza del tribunale di Milano che condanna
la Fininvest a risarcire il gruppo CIR con 750
milioni di euro.
Al solito i "Bravi" di Berlusconi, e
con Feltri partono all'attacco anche Cicchito,
Brunetta e soci, sono pronti a scannare chiunque
attacchi il loro padrone, non importa se a torto
o a ragione perché appunto essi sono dei
mercenari politici e non certo dei sodati politici.
Se lasciamo però decantare il polverone
da sindrome da "ultimo bunker" che sta
prendendo sia Berlusconi che i suoi "bravi"
ed analizziamo con calma e soprattutto con logica
la situazione, vediamo che le cose stanno un po'
diversamente e che i Feltri, i Cicchito ed i Brunetta
stanno dicendo delle sciocchezze oltre a fare
un clamoroso autogol.
1. Da quando il tribunale ha riconosciuto che
l'avvocato della Fininvest Previti ha corrotto
un giudice per ottenere l'annullamento della sentenza
arbitrale che assegnava alla CIR di De Benedetti
il gruppo Mondadori, che solo così passò
alla Fininvest, era già implicito che la
Fininvest deteneva in modo illegale la proprietà
della Mondadori a danno della CIR e pertanto la
sentenza di Milano che condanna la Fininvest a
risarcire tale danno non poteva avere esito diverso
e non é altro che la logica conseguenza
di una situazione legale già accertata.
Tra l'altro i ricavi netti della Mondadori in
questi 18 anni é stato di 1.100 milioni
di Euro e pertanto il risarcimento stabilito ripaga
solo in parte il danno subito dalla CIR!
A noi, la sentenza del tribunale di Milano sembra
sin troppo mite perchè dà alla CIR
un risarcimento solamente parziale e perché
mantiene un diritto di proprietà della
Fininvest che, secondo noi é nullo in quanto
acquisito illegalmente e con dolo ed a nulla incide
il fatto del danno economico che la Fininvest
subirà né il pericolo di fallimento
della stessa Fininvest, paventato dai legali,
perché nessuna giustificazione economica
o sociale può giustificare o avallare un
illecito legale.
2. I "Bravi" di Berlusconi hanno sempre
e costantemente ripetuto, a chi voleva ed a chi
non voleva ascoltare, che Berlusconi imprenditore
é cosa diversa e da non confondere con
Berlusconi uomo politico, addirittura affermando
che la Fininvest non é più una sua
proprietà diretta ed esclusiva e che pertanto
il famoso "conflitto di interessi" che
l'opposizione sbandierava ( e che non ha mai saputo
o forse voluto risolvere quando era al governo)
era un "Falso problema" che in effetti
non esisteva.
Ora, delle due una, o Berlusconi é il padrone
di Mediaset e la sentenza lo rovina economicamente,
oppure non lo é ed allora le lamentazioni
dei suoi "Bravi" sono stupide isterie.
Le due cose insieme sono impossibili perché
si contraddicono a vicenda!
Se é vero che Berlusconi Politico é
indipendente dal Berlusconi ricco imprenditore
e se i larghi consensi ottenuti tra gli elettori
sono da attribuire al politico e non all'imprenditore,
nulla impedisce a Berlusconi di continuare a governare
il Paese.
Vuol dire che, se sarà meno ricco, rinuncerà
ad alcuni agi come villa Certosa, gli aerei privati,
le feste con le belle e giovanissime donne, ecc.
ecc.
Questo
lo farà essere più vicino ai Cittadini
che faticano la vita quotidianamente.
Oltre tutto ne guadagnerà sicuramente in
immagine e nessun o potrà più dire
che egli tiene assieme il PDL comprando gli uomini
politici che ne fanno parte.
Come si vede, non tutto il male viene per nuocere
ed alla fine, se non ci guadagnerà Berlusconi,
ci guadagneranno certamente l'Italia e gli italiani
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