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Le Firme * Adriano Rebecchi

Accordo Italia-Libia: la svendita della dignità nazionale

31.08.08 - I giornali e telegiornali, più o meno enfaticamente, elogiano l'accordo Italia-Libia e inneggiano al Berlusconi decisionista che risolve tutti i problemi nazionali.

Ci spiace per la vulgata democraticamente corretta, ma per noi l'accordo Italia-Libia è semplicemente la svendita, questa si una vera e propria svendita, della nostra dignità nazionale e........., oltretutto, a caro prezzo.

Dovremo dare alla Libia 5 miliardi di dollari (9.000 miliardi delle vecchie lire) "a risarcimenti dei danni del periodo coloniale italiano", periodo nel quale abbiamo trasformato una zona desertica, dove scorrazzavano bande tribali e predoni che schiavizzavano le popolazioni, in una nazione civile e moderna.

In Libia tutto, dalle strade agli ospedali, dalle scuole alle chiese, dalle piantagioni ai porti, è stato fatto dagli italiani!
In cambio di tutto ciò, un dittatore-predone arrivato al potere con un colpo di stato militare, ci tiene in scacco da decenni, dopo aver scacciato nel 1970 i circa ventimila italiani ancora residenti spogliandoli di ogni cosa e confiscando loro persino i beni personali.

Ovviamente Silvio Berlusconi ha chiesto anche scusa al Beduino a nome del popolo italiano (sic!) e come dono gli ha anche restituito la statua della "Venere di Cirene" portata in Italia dalla Libia nel 1913!
I laudatori del governo ci dicono che in cambio avremo più petrolio e meno immigrati clandestini via mare.

Sono solo barzellette!

I quantitativi del petrolio estratto ed il suo prezzo vengono fissati volta per volta dall' Opec- Associazione dei Paesi Esportatori-, che sono tanti, e tra i quali la Libia è tra le nazioni meno influenti, quindi non in grado di fissare autonomamente i quantitativi di petrolio estratto ed il loro prezzo.

Quanto ai controlli misti di terra e di mare contro i clandestini, non fermeranno il fenomeno, perché la Libia è solo luogo di transito e Gheddafi non è in grado di fermare i flussi in arrivo (anche per non scontrarsi con i paesi confinanti) e certamente non intende diventare un raccoglitore di profughi come fa l'Italia e, quindi, continuerà "discretamente" a lasciarli partire per le nostre coste, discretamente.

Quanto al megalomane che si è arrogato il diritto di "chiedere scusa a Gheddafi a nome del popolo italiano per i danni del colonialismo italiano", possiamo solo assicurargli che oggi ci ha confortato ancora di più nella nostra battaglia per "l'abolizione del lodo Alfano" e perché tutti i processi a suo carico vengano portati a conclusione e, se è il caso, RIAPERTI!


Adriano Rebecchi
Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R.RSI-Continuità Ideale e del
Movimento Nazionalpopolare del Verbano-Cusio-Ossola



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