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Le Firme * Adriano Rebecchi

Per conoscenza,
lettera oggi pubblicata ( 10 settembre08 ) dal quotidiano di Parma "l'Informazione".

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Ricordando Ettore Muti

Signor direttore,

intervenendo al Congresso per la Libertà della Cultura che si era tenuto a Parigi nell'estate del 1935, Gaetano Salvemini disse fra l'altro: "Colui che dopo la vittoria della libertà, nega la libertà ai vinti, dà prova di non avere fede nelle proprie idee e di non aver alcuna fiducia nelle capacità intellettuali o nella forza morale dei suoi compagni. E' per questo che lottando contro i fascisti del mio paese e rifiutando loro qualsiasi libertà finché dura la lotta e non è assicurata la vittoria, non chiedo altro che di arrivare al più presto possibile al momento in cui potrò accordare loro la pace".

Ciò premesso, il 24 agosto u.s. si è tenuta al Cimitero monumentale di Ravenna la commemorazione del 65° anniversario - e sottolineo sessantacinquesimo! - della morte di Ettore Muti, il soldato più decorato d'Italia, freddato con un colpo alla nuca dalle "forze dell'ordine" per ordine di Badoglio.
Ai partecipanti a questa cerimonia è stato impedito di parteciparvi con i propri labari e bandiere, così come è stato vietato qualsiasi discorso commemorativo. Unica concessione, la posa di una corona di fiori sulla tomba dell'Eroe e il triplice "Presente!"; pare, infatti, che la locale Questura fosse momentaneamente sprovvista di addetti alla cucitura di bocche anche se non è esclusa una possibile denuncia per il solito reato di apologia se non di ricostituzione del Pnf.
Sarebbe in ogni caso interessante sapere quale potrebbe essere oggi il giudizio complessivo di Salvemini su questa sedicente democrazia che si dice nata da quella resistenza che, a distanza di 65 anni, pare voglia ancora fieramente resistere ai fascisti, sia ai pochi vivi che ai molti morti, poco importa.
Il fatto poi che oggi siano al potere schiere di neoantifascisti di matrice missista, rende ancora più squallido, se possibile, l'insieme di questa pseudo democrazia veteroantifascista di ieri e neoantifascista di oggi.
L'assurda e stolta proibizione della cerimonia di Ravenna, all'interno di un cimitero, è stata evidentemente concordata a livello governativo tramite disposizioni al Prefetto e da questi al Questore e ciò sta a dimostrare come la destra oggi al potere si riconosca nello specchio dei più truci atti badogliani, arrivando a negare perfino l'omaggio funebre ad una vittima del tutto incolpevole come Muti mentre, al contrario, si festeggia coerentemente l'onta nazionale dell'8 settembre.
Non a caso a "festeggiare" questa data obiettivamente infausta per tutti gli italiani ha provveduto, fra fanfare e bandiere al vento, il ministro La Russa di cui mi sento di respingere col massimo sdegno quella sua sottile quanto ipocrita distinzione fra la condanna del Fascismo come errore, o più ancora in quanto "male assoluto" e l'assoluzione condizionata da lui concessa a quei poveri erranti, sempreché in "buona fede" (sic!) che il fascismo hanno voluto seguire fino all'ultimo giorno di guerra e qualcuno anche oltre.


Franco Morini



Inviata da

Adriano Rebecchi
Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R.RSI-Continuità Ideale e del
Movimento Nazionalpopolare del Verbano-Cusio-Ossola



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Adriano Rebecchi


Presidente del Movimento Nazional Popolare








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