Seniores
29 settembre 2008
di Francesco Paolo d'Auria
30.09.08
- Riunione infuocata alla serata dei "seniores"
di Roma di ieri 29 settembre. L'argomento era
"l'assassinio del Duce", una
conferenza di Fabio Andriola sui fatti di Dongo
ma, all'inizio della discussione il socio Ignazio
Di Minica ha chiesto alla presidenza di pronunciare,
a nome della Assemblea, parole di sdegno e di
dissociarsi dalle vili frasi denigratorie, ultime
di una lunga serie, pronunciate dall'attuale presidente
della Camera Gianfranco Fini secondo cui "i
giovani di destra devono riconoscersi nei valori
dell'antifascismo e della resistenza".
Oltre ad altre panzane senza ritegno, senza dignità
e senza onore come la affermazione che : "non
ci fosse assolutamente compatibilità fra
chi combattè per la R.S.I. e chi combattè
con la resistenza, perché i primi combatterono
per una causa sbagliata, mentre i secondi combatterono
per una causa giusta", per non dire del
fascismo "male assoluto" ormai
detto troppe volte.
Ne é seguito un acceso dibattito in cui
il Presidente della Xa MAS, Bartolo Gallitto,
ha, con passione, rievocato la sua vita dedicata
agli Ideali della Patria e della R.S.I., di cui
lui é stato valoroso combattente. Ideali
che sono stati poi la base fondante del M.S.I.
a cui egli ha per decenni dato il suo contributo.
Gallitto ha poi detto come non esistano VALORI
nell'antifascismo che é basato sul nulla,
non esistono valori della resistenza che si é
limitata a sparare alle spalle dei combattenti
mentre gli unici valori in quel tragico periodo
sono stati quelli dei combattenti e del governo
della R.S.I. Essi hanno difeso strenuamente le
risorse italiane, le popolazioni bombardate dagli
invasori, hanno rintuzzato giorno per giorno,
con tenacia, i soprusi degli alleati tedeschi
diventati ostili e arroganti dopo il "tradimento"
e la pugnalata alla schiena di Badoglio. La funzione
della R.S.I., ha detto Gallitto non era solamente
una vampata di sdegno e di ribellione al tradimento
ma anche una necessità per salvaguardare,
come fu ampiamente fatto con successo, l'Italia
e gli italiani da possibili inimicizie e soprusi
tedeschi.
Gente con il passato di Bartolo Gallitto non deve
esse chiamata a dissociarsi da Fini. Fini può
dire ciò che vuole ma i documenti sono
quelli che restano e resteranno nel futuro. A
questa ricostruzione documentale della verità
storica, Bartolo Gallitto sta dando la sua opera
presso il Centro di Studi Storici della R.S.I.
di Terranova Bracciolini dove sono raccolti migliaia
e migliaia di documenti importanti che dimostrano
la efficienza legislativa e operativa della R.S.I..
Decisioni che erano tutte volute da Mussolini.
Accorato e appassionato discorso quello di Bartolo
Gallitto che comunque non ha calmato lo sdegno
della platea che non può e non vuole assistere
passivamente al continuo uso, da vigliacchi, di
falsità e giudizi sfavorevoli da parte
dell'ex fascista Fini e di altri suoi compari,
passati senza onore ne dignità o pudore,
all'antifascismo più bieco e gratuito (Berlusconi
non ha mai diffamato il fascismo mentre Fini lo
fa continuamente). Cosa, infatti potrebbe Fini
vantare per essere o sentirsi antifascista? Quali
sarebbero i suoi meriti resistenziali visto che
il padre era della R.S.I.? Per anni ha militato
nel MSI essendo chiamato il "delfino"
di Almirante che antifascista non era davvero.
Covava Almirante una serpe nel seno o era Fini
un infiltrato dei servizi segreti della CIA o
del Mossad? Oppure semplicemente un opportunista
come tanti in una Paese di traditori, versipelle
e voltagabbana?
Per tranquillizzare la platea, la seguente mozione,
"scritta sul tamburo", é stata
letta e approvata grande maggioranza:
"Questa associazione, riunita in Roma
il 29 settembre 2008, considerando le proprie
origini e i propri ideali radicati nella Storia
Italiana del XX secolo, sdegnata per le dichiarazioni
del presidente della camera dei deputati Gianfranco
Fini che ha invitato i giovani di destra ad una
militanza antifascista ed a considerare la R.S.I.
e i suoi Combattenti "LA PARTE SBAGLIATA",
RESPINGE CON SDEGNO
tali affermazioni che seguono precedenti affermazioni
sempre denigratorie nei confronti del fascismo
e della R.S.I. nonché degli eroici Comnbattenti
e Martiri (della RSI) ed invita la Presidenza
a pubblicizzare e diffondere a mezzo stampa l'espressione
di tale sdegno ed a ribadire la fede negli Ideali
che fecero grande l'Italia.
Seguono alcune firme come da documento allegato.
Francesco Paolo d'Auria