Il
4 novembre ed i pacifinti della sinistra
04.11.08
- I flebili belati patriottici del Ministro della
Difesa, Ignazio La Russa, emessi in occasione della
ricorrenza del 4 Novembre e della vittoria italiana
nel "primo conflitto mondiale",
al solo scopo di far dimenticare ed oscurare i tradimenti
e le abiure di Alleanza Nazionale e suoi personali,
anche e soprattutto nei confronti dei tanti Caduti
italiani nel "secondo conflitto mondiale",
a cominciare dai tanti in camicia nera, non potevano
non suscitare le ire e le polemiche di questa stupida
sinistra pacifinta e social-comunista.
Una sinistra pacifinta catto-socialcomunista che
è l'erede di quei socialisti e di quei cattolici
che prima, dal 1915 al 1918, si distinsero per il
loro disfattismo internazionalista e per il sabotaggio
dell'Italia in guerra e poi, dal 1919 al 1921, si
distinsero per le umiliazioni, aggressioni e omicidi
nei confronti dei reduci dal fronte e dei loro familiari.
E' così che, oltre ad opporsi alla proclamazione
del 4 novembre come festività nazionale come
già fecero negli anni '70, i pacifinti catto-comunisti
dichiarano che quella data non va ricordata come
un giorno di festa perchè, in realtà,
sarebbe "un giorno di lutto".
A sostegno della loro tesi elencano l'immane tragedia
dei soldati mandati al macello contro le barriere
di filo spinato, quelli morti per ferite, stenti,
fame, nelle putride trincee, quelli sacrificati
per conquistare e riconquistare decine di volte
la stessa inutile posizione, quelli fucilati per
diserzione o presunti tali ecc.
Tutto vero.
Però le stesse cose, identiche, ma cento
volte più grandi, le ha vissute nel 1940-45
l'Armata Rossa sovietica, con milioni di soldati
male armati ed equipaggiati mandati al macello contro
le divisioni corazzate tedesche, con milioni di
soldati morti per ferite, stenti, privazioni, fame,
al punto che nel Caucaso ci furono parecchi episodi
di cannibalismo, con la fucilazione in massa di
interi reparti di disertori o presunti tali, con
la fucilazione di molti abitanti dei villaggi che
si opponevano ai soldati rossi che bruciavano i
villaggi stessi per fare terra bruciata davanti
ai soldati dell'Asse.
Quella stessa Armata Rossa che, in seguito ben rifornita
ed equipaggiata dagli alleati Usa, ha potuto dilagare
dall'est Europa fino a Berlino massacrando, violentando,
stuprando, bruciando e distruggendo tutto quello
che trovava al suo passaggio.
Eppure non mi pare che i pacifinti catto-socialcomunisti
considerino tutto ciò "un giorno
di lutto" anzi, le celebrazioni della vittoria
sui "nazifascisti" sono pompose, apologetiche
ed enfatizzate al massimo.
Persino il 25 aprile, una data che in altre Nazioni
ricorda la fine della guerra ma che in Italia ha
segnato l'inizio di una delle più feroci
mattanze su nemici o presunti tali, indifesi, inermi,
disarmati, per la sinistra pacifinta social-comunista
è un grande giorno di festa.
E allora la piantino di straparlare di pace, di
diritti umani, di rispetto della persona umana,
oltretutto in questo "meraviglioso" mondo
democratico imposto dai vincitori del secondo conflitto
mondiale, dove le guerre, i genocidi, le atrocità,
la fame, le epidemie, continuano a colpire interi
continenti.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP
|
|
Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R.RSI-Continuità
Ideale e del
Movimento Nazionalpopolare del Verbano-Cusio-Ossola
|
|