Merimar
ha ragione. Che si formi un collegio di avvocati:
Chi ha sospeso Valvo ha violato l' Art. 21 della
Costituzione.
Chi può, si deve mobilitare. E' in gioco
la libertà d' espressione di tutti noi.
IL MNP Ufficio Politico
23.11.08 - Nota di Merimar:
dato che di questi episodi se ne stanno verificando
parecchi e molti altri, presumo, se ne verificheranno
in futuro, sarebbe il caso che al di là
delle divisioni "gruppettare"
dei camerati, si addivenga, nel caso specifico,
ad una unità di intenti operativa e sistematica
nella difesa, in ogni sede, di tutti coloro che
vengono presi di petto o dai quotidiani di regime
o dalla magistratura in questioni come quelle
che hanno interessato il prof. Valvo.
Se il nostro ambiente umano non sarà in
grado di fare ciò, è mia convinzione
che ogni altro tipo di azione politica non abbia
alcun senso, comunque intesa e strutturata.
La sicurezza dei singoli camerati, come dei gruppi
politici organizzati, deve essere un obbiettivo
di primaria importanza, senza il perseguimento
della quale abbiamo mani e piedi legati, indipendentemente
dalle illusioni di chi crede che sta facendo politica.
Nel caso specifico del prof. Valvo che non conosco,
e di cui ignoro la collocazione politica, bisogna
trovare uno o più avvocati del nostro ambiente,
e se non ci sono, fra liberi professionisti indipendenti,
per creare un Comitato di Difesa.
Per i soldi dobbiamo quotarci tutti in rapporto
alle nostre possibilità. Io sono pronto
a farlo.
Attendo notizie da parte di chi vive a Roma e
che, essendo a capo di qualche struttura politica,
deve attivarsi in tal senso.
Incominciando, per prima cosa, a contattare questo
professore per fargli sentire una certa solidarietà.
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Sospeso il prof.
negazionista
Carlo Alberto Bucci, in "la Repubblica"
(22 novembre 2008, p. 18)
ROMA - Negazionismo, la lezione è finita.
Il portone del liceo artistico di via Ripetta
da oggi rimane chiuso per il professor Roberto
Valvo. È stato sospeso dall´Ufficio
scolastico regionale del Lazio il docente che
la settimana scorsa ha messo in dubbio lo sterminio
degli ebrei davanti a colleghi (in consiglio)
e studenti (sabato, in classe) affermando, tra
l´altro: «La Shoah è un´invenzione
degli alleati»; «le prove mancano
e sono state spesso contraffatte»; «gli
ebrei non sono italiani». Oggi è
scattato l´allontanamento per il professore
di storia dell´arte del più antico
liceo artistico romano, a due passi da piazza
Augusto imperatore. Un provvedimento d´urgenza
e temporaneo - ma netto, che scarta compromessi
come l´assenza per malattia - in attesa
che il procedimento disciplinare segua il suo
lungo iter. Gli ispettori dell´Ufficio scolastico,
mandati subito dal direttore Raffaele Sanzo, nonostante
il settore sia sotto organico, si sono più
volte recati nei giorni scorsi a scuola. La richiesta
di tempi celeri, e di «provvedimenti
esemplari», era stata espressa domenica
scorsa da un «offeso» Gianni
Alemanno: era stato lo stesso sindaco ad accompagnare
quattro studenti di via Ripetta, con altri 246
ragazzi romani, nel viaggio della Memoria ad Auschwitz.
Quale sarà la sanzione per il professore
- che da domenica scorsa, quando Repubblica ha
riportato le farneticazioni sulla Shoah espresse
durante il consiglio di classe della IVC di mercoledì
12, ha continuato a fare lezione - lo deciderà
la disciplinare del Consiglio nazionale della
Pubblica istruzione.
Ma intanto s´è mossa la Procura di
Roma che ha aperto un fascicolo dopo l´esposto
presentato sabato scorso ai carabinieri dalla
preside, Maria Teresa Strani.
In Italia manca un legge come esiste in Francia,
Germania o Austria, dove il negazionista inglese
David Irving è stato condannato nel 2006
a tre anni in primo grado. Il magistrato incaricato
dovrà quindi stabilire se il professore
ha violato la legge Mancino che punisce fino a
tre anni «chi diffonde in qualsiasi modo
idee fondate sulla superiorità o sull´odio
razziale o etnico».
Ieri tensione al collegio docenti straordinario.
I docenti di via Ripetta avrebbero votato a maggioranza
per dissociarsi dalla preside perché non
li ha immediatamente informati dell´accaduto
e perché non avrebbe manifestato agli organi
di stampa la totale estraneità del liceo
rispetto alle tesi negazioniste di Valvo, né
evidenziato le iniziative del liceo in ricordo
delle vittime della Shoah.
La scuola ha molte volte partecipato ai viaggi
della Memoria. E nel 2004 l´aula magna ha
ospitato un´installazione realizzata dai
ragazzi usando la frase piazzata dai nazisti all´entrata
di Auschwitz, Arbeit Macht Frei. «La
prima cosa - fa notare una professoressa -
che leggono i nuovi studenti nel nostro libricino
di benvenuto è: "Nessuna discriminazione
può essere compiuta per motivi riguardanti
sesso, razza, etnia, lingua, religione"».