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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Adriano Rebecchi

Merimar ha ragione. Che si formi un collegio di avvocati: Chi ha sospeso Valvo ha violato l' Art. 21 della Costituzione.

Chi può, si deve mobilitare. E' in gioco la libertà d' espressione di tutti noi.


IL MNP Ufficio Politico


23.11.08 - Nota di Merimar:

dato che di questi episodi se ne stanno verificando parecchi e molti altri, presumo, se ne verificheranno in futuro, sarebbe il caso che al di là delle divisioni "gruppettare" dei camerati, si addivenga, nel caso specifico, ad una unità di intenti operativa e sistematica nella difesa, in ogni sede, di tutti coloro che vengono presi di petto o dai quotidiani di regime o dalla magistratura in questioni come quelle che hanno interessato il prof. Valvo.

Se il nostro ambiente umano non sarà in grado di fare ciò, è mia convinzione che ogni altro tipo di azione politica non abbia alcun senso, comunque intesa e strutturata.

La sicurezza dei singoli camerati, come dei gruppi politici organizzati, deve essere un obbiettivo di primaria importanza, senza il perseguimento della quale abbiamo mani e piedi legati, indipendentemente dalle illusioni di chi crede che sta facendo politica.

Nel caso specifico del prof. Valvo che non conosco, e di cui ignoro la collocazione politica, bisogna trovare uno o più avvocati del nostro ambiente, e se non ci sono, fra liberi professionisti indipendenti, per creare un Comitato di Difesa.

Per i soldi dobbiamo quotarci tutti in rapporto alle nostre possibilità. Io sono pronto a farlo.

Attendo notizie da parte di chi vive a Roma e che, essendo a capo di qualche struttura politica, deve attivarsi in tal senso.

Incominciando, per prima cosa, a contattare questo professore per fargli sentire una certa solidarietà.


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Sospeso il prof. negazionista
Carlo Alberto Bucci, in "la Repubblica" (22 novembre 2008, p. 18)


ROMA - Negazionismo, la lezione è finita. Il portone del liceo artistico di via Ripetta da oggi rimane chiuso per il professor Roberto Valvo. È stato sospeso dall´Ufficio scolastico regionale del Lazio il docente che la settimana scorsa ha messo in dubbio lo sterminio degli ebrei davanti a colleghi (in consiglio) e studenti (sabato, in classe) affermando, tra l´altro: «La Shoah è un´invenzione degli alleati»; «le prove mancano e sono state spesso contraffatte»; «gli ebrei non sono italiani». Oggi è scattato l´allontanamento per il professore di storia dell´arte del più antico liceo artistico romano, a due passi da piazza Augusto imperatore. Un provvedimento d´urgenza e temporaneo - ma netto, che scarta compromessi come l´assenza per malattia - in attesa che il procedimento disciplinare segua il suo lungo iter. Gli ispettori dell´Ufficio scolastico, mandati subito dal direttore Raffaele Sanzo, nonostante il settore sia sotto organico, si sono più volte recati nei giorni scorsi a scuola. La richiesta di tempi celeri, e di «provvedimenti esemplari», era stata espressa domenica scorsa da un «offeso» Gianni Alemanno: era stato lo stesso sindaco ad accompagnare quattro studenti di via Ripetta, con altri 246 ragazzi romani, nel viaggio della Memoria ad Auschwitz.
Quale sarà la sanzione per il professore - che da domenica scorsa, quando Repubblica ha riportato le farneticazioni sulla Shoah espresse durante il consiglio di classe della IVC di mercoledì 12, ha continuato a fare lezione - lo deciderà la disciplinare del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione.
Ma intanto s´è mossa la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo dopo l´esposto presentato sabato scorso ai carabinieri dalla preside, Maria Teresa Strani.
In Italia manca un legge come esiste in Francia, Germania o Austria, dove il negazionista inglese David Irving è stato condannato nel 2006 a tre anni in primo grado. Il magistrato incaricato dovrà quindi stabilire se il professore ha violato la legge Mancino che punisce fino a tre anni «chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull´odio razziale o etnico».

Ieri tensione al collegio docenti straordinario. I docenti di via Ripetta avrebbero votato a maggioranza per dissociarsi dalla preside perché non li ha immediatamente informati dell´accaduto e perché non avrebbe manifestato agli organi di stampa la totale estraneità del liceo rispetto alle tesi negazioniste di Valvo, né evidenziato le iniziative del liceo in ricordo delle vittime della Shoah.
La scuola ha molte volte partecipato ai viaggi della Memoria. E nel 2004 l´aula magna ha ospitato un´installazione realizzata dai ragazzi usando la frase piazzata dai nazisti all´entrata di Auschwitz, Arbeit Macht Frei. «La prima cosa - fa notare una professoressa - che leggono i nuovi studenti nel nostro libricino di benvenuto è: "Nessuna discriminazione può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione"».



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Adriano Rebecchi


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