Marcello
Veneziani sulla destra "fantasma"
30.11.08
- L'analisi di Veneziani, sia pure simpatica e
brillante, arriva tardiva e non lo assolve dai
precedenti silenzi. In ogni caso la destra politica,
di per sè naturalmente invertebrata, non
poteva avere altro destino. Per i fascisti veri
è giusto che le cose siano andate così.
Un' annotazione. Veneziani oltre i nani e le ballerine
ha dimenticato i Gay di destra, che a detta di
Cecchi Paone, che di queste cose se ne intende,
sono bravi a letto e "dolci come femmine".
Nicola Cospito
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LA DESTRA? CERCATELA TRA I FANTASMI
di
MARCELLO VENEZIANI
da LIBERO del 22 Novembre 2008
Parlami
di destra.
Sono in Veneto, giro l'Italia e ovunque sento
chiedermi una cosa: parlaci della destra, per
favore, almeno tu. Hai scritto libri e pezzi sulla
destra, per anni; ora non ne parli più,
eviti l'argomento, ti occupi d'altro, non polemizzi
più nemmeno; ma
non sei preoccupato della scomparsa rapida e indolore
della destra? C'è chi si riferisce allo
scivolare nella notte di Alleanza Nazionale e
del suo capo in testa; c'è chi si riferisce
all'annessione forzista, come qualcuno con residuo
orgoglio di appartenenza dice, che si
papperebbe come una balena la destra italiana.
E c'è chi intende proprio la cultura politica,
le idee. Alcuni allineati e coperti nell'agonia
di An, il partito-eluana a cui staccheranno il
filo tra qualche mese, chiedono di tener vivo
almeno il ricordo della destra. È come
se avessero rinunciato alla realtà e si
accontentassero del suo racconto. Finita la cronaca
vogliamo la narrativa, il romanzo della destra.
Cantaci o diva del pelide
Si, è vero,
non ho voglia di parlarne, non ho interesse, ho
nausea. Considero ormai chiuso il
discorso, inutile.
Mi
chiedono suggerimenti sulla destra? Ma chiedeteli
a Nicola Latorre, lui vi manda un pizzino con
le istruzioni. A chi mi domanda di parlare della
destra chiedo di osservare un minuto di silenzio,
per ricordarne la scomparsa. Agli ottimisti che
invece notano la sopravvivenza vegetativa della
destra, suggerisco di evitare l'accanimento terapeutico.
Staccate la spina, anche se dispiace alla conferenza
episcopale degli eletti. O magari compiace le
minisette scismatiche che vedo affollarsi come
monolocali in periferia. Ho visto perfino gigantografie
in tutta Italia di neopartiti che non riuscirebbero
a conquistare nemmeno la maggioranza condominiale,
con leader ignoti non dirò alla destra
italiana, ma anche allo stretto parentado.
Auto-negazione
Di
che vogliamo parlare, dell'eutanasia della destra
in Italia mentre è al governo? Delle dichiarazioni
pubbliche dei suoi leader esclusivamente incentrate
su Auschwitz e dintorni, col sottinteso permanente
di scusateci, non siamo più quelli di prima,
viva la legge Mancino, perseguitiamo chi esprime
solo un'opinione sgangherata sul passato? No,
però colpisce l'atmosfera: la loro destra
finisce e continuano a scherzare e ballare. La
destra finisce e ti chiedono che ore sono, cosa
fai di bello
Nessuno accenna un'analisi,
una protesta, un'obiezione. Tutto naturale, come
l'arrivo dell'autunno e dell'inverno. Non raccolgono
consensi ma castagne. E tu? Io mi occupo di altro,
ormai; faccio l'idraulico. Se qualcuno uccide
la realtà, io non tengo in vita il racconto,
non celebro i trigesimi, non faccio la vedova
o il cappellano militare per impartire l'estrema
unzione. Sciolte le righe ognuno a casa sua, anche
se continua a far politica, facendo saggiamente
coincidere la professione politica con gli affari
propri. In una coalizione come questa, la destra
avrebbe dovuto essere la forza con più
storia e più cultura, più senso
dello stato e spirito pubblico, più difesa
della famiglia e della tradizione italiana, mediterranea
ed europea, più voglia di incidere sulla
formazione civica e sui beni culturali. E invece,
totale latitanza, abbandono di ministeri culturali
e postazioni strategiche ad altri, liberisti,
ex socialisti, nani e ballerine, ottimi nani e
brave ballerine, poeti sciampisti, cassiere dell'Upim
e via dicendo. Che stanno facendo bene, per fortuna.
Voi dite annessione: ma no, chiamatela evaporazione
della destra. No, mi dicono ancora i militanti
inferociti, evaporazione è
troppo nobile, è un esalare, verso l'alto,
qui è in giù. Allora chiamatela
evacuazione, in senso corporale, o se volete restare
alla metafora gasosa, parlate della destra scomparsa
come «una scorreggia nello spazio»
per dirla con i versi di un celebre poeta padano,
in un
raptus lirico ispirato dal dio Po. Non ne parla
più nessuno, del resto, nemmeno i media,
che anzi salutano l'eutanasia come un atto gioioso
e civile, una modernizzazione; sia quella di Eluana
che la Finis Dexterae. A proposito, un aneddoto.
Ovunque parli le platee di
destra inveiscono contro il presidente della camera
ardente, che per loro ha ucciso la destra. Nel
padovano finalmente trovo uno che difende Fini.
Poi si presenta, è un assessore di sinistra
che non voterà certo Fini. Ah, ecco, ora
capisco.
Idee
in disarmo
Non
è importante la pelliccia, l'etichetta
di destra e tutta quella fenomenologia cogliona
che di solito l'accompagna. No, parlo dei contenuti
anche pratici. Finitela con questa destra, dico
finitela come si fa con le bestie in agonia. L'unica,
vera consolazione è che
si tratta di un disarmo bilaterale, perché
accanto hanno staccato la spina anche alla pessima
sorella, la sinistra. Se la destra è sparita,
la sinistra stramazza a terra. Però là
i contenuti, allo stato virale, ancora incidono;
in politica la sinistra non c'è più,
ma nel potere
mediatico e culturale eccome. Da partito e gruppo
parlamentare si è fatta cosca, ha perso
visibilità, ma esiste e spaccia abecedari,
dosi e tanto fumo. Invece a destra chi fa politica
si è ritirato a vita privata, pensa solo
a sè, gli basta la citazione sui giornali
e il potere di scambio per ottenere piaceri: il
personale viaggiante della destra oscilla tra
la citazione e l'eccitazione. E allora mi dite
di che dobbiamo parlare e soprattutto di chi,
con chi, quali sono le menti lucide e le orecchie
attente a cui rivolgersi? Ma no, parliamo d'altro
per favore; di cielo, terra, amori, anime e persone.
Alla politica ci pensa lui, il Cavaliere. A sbrigare
le faccende domestiche badano i filippini. Noi
viaggiamo. Dov'è la destra? Ma chiedetelo
al navigatore satellitare, io che c'entro.
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http://it.groups.yahoo.com/group/annosa_virescit/