A
proposito di "veleni", "intrighi
giudiziari" e "magistrati coraggiosi"
05.12.08
- Sono riesplose in queste ore le vicende giudiziarie
legate al nome del magistrato Luigi De Magistris.
Si tratta delle inchieste "Why Not" e
"Poseidone" che ipotizzavano un comitato
d'affari che dirottava i finanziamenti europei destinati
alla Calabria.
Nelle inchieste comparivano i nomi di politici di
centro-sinistra, di centro e di destra, parlamentari,
magistrati, un generale della GdF, esponenti della
Compagnia delle Opere e dell'associazionismo cattolico,
consiglieri regionali e imprenditori.
Le due inchieste furono successivamente "tolte"
al Pm. De Magistris e avocate da altri magistrati
che le avrebbero svuotate o fatte cadere nel nulla
ed ora anche questi magistrati sono indagati.
Noi abbiamo sempre solidarizzato con giudici come
De Magistris e come la sua collega milanese Giuseppina
Forleo, senza unirci però al coro dei "falsi
e interessati moralisti", di una parte o dell'altra,
anche perché l'unica cosa evidente di
queste vicende di malcostume e malgoverno è
la loro trasversalità.
Oltretutto abbiamo l'onore, oltre di non averli
mai votati, di non esserci mai alleati con nessuno
dei personaggi coinvolti, né con i loro partiti.
Ma non tutti possono dire altrettanto!
Nelle inchieste calabresi sui fondi europei è
infatti indagato anche l'ex Presidente di centro-destra
della Regione, Giuseppe Chiaravallotti di Forza
Italia, mentre nell'inchiesta abruzzese sullo scandalo
della sanità ', che ha portato alla caduta
della giunta di Ottaviano del Turco, è indagato
anche l'ex Presidente di centro-destra della Regione,
Giovanni Pace di A.N.
Ebbene si tratta dei due Presidenti di Regione eletti
nel 2000 con l'appoggio ufficiale e determinante
del M.S.-F.T. di Pino Rauti.
Solo pochi mesi prima, in una affollata manifestazione
di Piazza S.Apostoli a Roma, Rauti aveva tuonato
"correremo da soli", invece aveva già
stipulato il patto con Berlusconi per l'appoggio
diretto della Fiamma in Calabria e in Abruzzo, cioè
a Chiaravallotti e a Pace.
Fu grazie a quell'accordo che l'allora Casa delle
Libertà vinse 9 a 7 la sfida col centro-sinistra
delle regionali del 2000.
Fu quell'accordo una delle cause della protesta
della minoranza al Congresso di Chianciano del M.S.-F.T.,
che portò anche alla denuncia di Rauti alla
magistratura per brogli congressuali e all'uscita
dalla Fiamma di molti camerati e, tra questi, della
nostra Federazione in blocco.
Adesso che, implacabilmente, tornano alla ribalta
tutto il malcostume, la corruzione ed il malgoverno,
del sistema di potere TRASVERSALE instaurato in
quelle due Regioni, ci piacerebbe vedere la faccia
di quelli che allora difesero quell'accordo e ci
accusarono di incapacità a capire la tattica
e l'elasticità della politica e di voler
spingere la Fiamma all'isolamento e tagliarla fuori
dai giochi.
Il tempo è galantuomo, ma intanto quanti
errori, quanti militanti delusi, quanti anni persi
per inseguire le sirene di un sistema antifascista,
falsamente democratico e corrotto, che ci è
nemico e del quale dobbiamo essere assolutamente
antagonisti e alternativi.
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Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R. RSI-Continuità
Ideale e del
Movimento Nazionalpopolare del Verbano-Cusio-Ossola
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