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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Adriano Rebecchi

A proposito di "veleni", "intrighi giudiziari" e "magistrati coraggiosi"

05.12.08 - Sono riesplose in queste ore le vicende giudiziarie legate al nome del magistrato Luigi De Magistris.
Si tratta delle inchieste "Why Not" e "Poseidone" che ipotizzavano un comitato d'affari che dirottava i finanziamenti europei destinati alla Calabria.
Nelle inchieste comparivano i nomi di politici di centro-sinistra, di centro e di destra, parlamentari, magistrati, un generale della GdF, esponenti della Compagnia delle Opere e dell'associazionismo cattolico, consiglieri regionali e imprenditori.
Le due inchieste furono successivamente "tolte" al Pm. De Magistris e avocate da altri magistrati che le avrebbero svuotate o fatte cadere nel nulla ed ora anche questi magistrati sono indagati.
Noi abbiamo sempre solidarizzato con giudici come De Magistris e come la sua collega milanese Giuseppina Forleo, senza unirci però al coro dei "falsi e interessati moralisti", di una parte o dell'altra, anche perché l'unica cosa evidente di queste vicende di malcostume e malgoverno è la loro trasversalità.
Oltretutto abbiamo l'onore, oltre di non averli mai votati, di non esserci mai alleati con nessuno dei personaggi coinvolti, né con i loro partiti.
Ma non tutti possono dire altrettanto!
Nelle inchieste calabresi sui fondi europei è infatti indagato anche l'ex Presidente di centro-destra della Regione, Giuseppe Chiaravallotti di Forza Italia, mentre nell'inchiesta abruzzese sullo scandalo della sanità ', che ha portato alla caduta della giunta di Ottaviano del Turco, è indagato anche l'ex Presidente di centro-destra della Regione, Giovanni Pace di A.N.
Ebbene si tratta dei due Presidenti di Regione eletti nel 2000 con l'appoggio ufficiale e determinante del M.S.-F.T. di Pino Rauti.
Solo pochi mesi prima, in una affollata manifestazione di Piazza S.Apostoli a Roma, Rauti aveva tuonato "correremo da soli", invece aveva già stipulato il patto con Berlusconi per l'appoggio diretto della Fiamma in Calabria e in Abruzzo, cioè a Chiaravallotti e a Pace.
Fu grazie a quell'accordo che l'allora Casa delle Libertà vinse 9 a 7 la sfida col centro-sinistra delle regionali del 2000.
Fu quell'accordo una delle cause della protesta della minoranza al Congresso di Chianciano del M.S.-F.T., che portò anche alla denuncia di Rauti alla magistratura per brogli congressuali e all'uscita dalla Fiamma di molti camerati e, tra questi, della nostra Federazione in blocco.
Adesso che, implacabilmente, tornano alla ribalta tutto il malcostume, la corruzione ed il malgoverno, del sistema di potere TRASVERSALE instaurato in quelle due Regioni, ci piacerebbe vedere la faccia di quelli che allora difesero quell'accordo e ci accusarono di incapacità a capire la tattica e l'elasticità della politica e di voler spingere la Fiamma all'isolamento e tagliarla fuori dai giochi.
Il tempo è galantuomo, ma intanto quanti errori, quanti militanti delusi, quanti anni persi per inseguire le sirene di un sistema antifascista, falsamente democratico e corrotto, che ci è nemico e del quale dobbiamo essere assolutamente antagonisti e alternativi.


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Scrivono per Voi

Adriano Rebecchi


Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R. RSI-Continuità Ideale e del
Movimento Nazionalpopolare del Verbano-Cusio-Ossola








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