Il
superaereo "F-35 JSF"a Cameri (NO)
14.12.08
- Sul numero di novembre di "Aeronautica",
mensile dell'Associazione Arma Aeronautica, si
parla finalmente ed ampiamente del progetto per
l'assemblaggio a Cameri (No) dell'aereo Usa F-35
JSF, il superaereo del futuro invisibile ai radar.
Finora sul notiziario, pur ricco di tutte le novità,
la cosa era stata ignorata e solo sul numero precedente
era apparso un breve cenno.
Il progetto, avviato nel 1999 con il governo di
centro-sinistra, aveva visto la firma del primo
protocollo da parte di Berlusconi, quella del
secondo protocollo da parte di Prodi ed ora è
in attesa della firma finale dell'attuale Governo
per l'avvio dell'operatività.
Le relazioni del Ministero della Difesa e di quello
dell'Industria dovrebbero essere presentate alle
competenti Commissioni di Camera e Senato entro
fine anno e le Commissioni avranno 30 giorni per
dare lo "scontato" parere favorevole.
Intanto, all' aeroporto dell'Aeronautica Militare
Italiana di Cameri (No), dove si svolgerà
l'assemblaggio finale dell'aereo, sono già
in corso da tempo le operazioni di allungamento
delle piste e la costruzione di nuovi capannoni.
A Cameri affluiranno le sezioni anteriori di fusoliera
fornite da Lockeed Martin, quelle centrali fornite
dalla Northrop Grumman, quelle posteriori costruite
da Bae Systems, l'ala prodotta da Lockeed Martin
e le semiali esterne prodotte dall'Alenia di Torino.
I primi aerei verranno consegnati a partire dal
2011, con due anni di ritardo sul progetto iniziale,
ma questa volta senza ulteriori ritardi, indipendentemente
dalla crisi attuale, in quanto per gli Usa
l'F-35 JSF è una priorità assoluta.
Ma qual'è per noi l'aspetto "negativo"
di questo progetto, al di là dell'ingente
costo dei 131 aerei F-35 JSF che l'Italia si è
impegnata ad acquistare da qui al 2023, costo
forse in parte bilanciato dall'apporto di lavoro
agli stabilimenti italiani di Alenia?
Gli aerei che spettano all'Italia verranno consegnati
a partire dal 2014 e nel frattempo i piloti italiani
saranno addestrati nella base Usa di Eglin in
Florida, dove entrerà in funzione la scuola
unificata internazionale.
I piloti italiani però "non potranno
partecipare allo sviluppo delle nuove tattiche
e modi d'impiego consentiti dalla rivoluzionaria
concezione dei sistemi di missione".
Lo stesso Istituto Affari Internazionali che ha
partecipato allo studio del progetto, nella sua
relazione parla inoltre di "qualche incognita
per la sovranità operativa nazionale e
per l'eccessiva protezione del know-how americano"
e precisa che "senza l'accesso al codice
sorgente e all'architettura del sistema i futuri
utilizzatori del F-35 JSF non solo non potrebbero
modificare l'aereo, ma forse neppure sfruttarne
a pieno il potenziale". C'è insomma
il rischio di "creare utilizzatori di
serie A (gli Usa e forse l'Inghilterra) e di serie
B (l'Italia e gli altri stati europei coinvolti
nel progetto)".
Con la differenza, rispetto alle altre Nazioni
europee, che l'Italia in pratica appalta la base
dell'Aeronautica Militare Italiana di Cameri agli
Usa, creando così un'altra pesante servitù
internazionale a danno della propria sovranità
e mettendo a rischio le popolazioni locali ed
il territorio per le migliaia di voli di prova
e collaudo e per l' inquinamento acustico e ambientale.
Per tutto questo, ribadiamo alto e forte il
nostro "NO" all'assemblaggio finale
degli aerei F-35 JSF a Cameri (No)!
"Comitato DISAMERICANIZZIAMOCI"
di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola
Il Portavoce: Adriano Rebecchi