25
Aprile 1945: sangue e morte nelle contrade d'Italia...
E dovrebbe diventare un giorno di «festa
della libertà di tutto il popolo italiano»
27.12.08 - In
una recente intervista rilasciata ad un quotidiano
milanese, il ministro Ignazio La Russa
(AN) ha definito fondamentale la ricorrenza
del 25 aprile. Ossia fuor da ogni
metafora- ha rivendicato per quella data una delle
paternità fondanti dellattuale Repubblica
italiana, ovviamente nata dalla Resistenza. Evidentemente,
per lardimentoso ministro della Difesa,
questo ennesimo acrobatico passaggio dal più
giovanile fascio littorio allattuale
antifascismo militante rappresenta un atto dovuto
in nome e per conto di una carriera politica che
si sta rivelando sommamente redditizia.
Ne prendiamo atto. Come prendiamo atto che nel
riconoscimento di quella data non possono essere
che onnicomprensive (ogni eventuale capzioso distinguo
è pura fumisteria) le gloriose tappe che
la connotano. Ossia tutte le stragi, le torture,
gli ammazzamenti indiscriminati di decine di migliaia
di militari e civili che la sostanziano. Dunque,
una oggettiva adesione di principio perché
di questo si tratta- che colloca il Nostro, indiscutibilmente,
tra gli attuali esegeti della più straziante
e aperta pagina della nostra storia unitaria.
Detto questo sul rappresentante autorevole di
un partito (con tutto ciò
che di degenerativo può essere contenuto
nel termine), è con autentica costernazione
che troviamo proposto ufficialmente il 25 Aprile
quale Festa della Libertà di tutto
il popolo italiano (sic!) da parte del
Presidente dellUNCR-RSI, in una lettera
aperta al Presidente del Consiglio. Per noi, per
tutti noi del Raggruppamento e per le famiglie
dei massacrati, il 25 Aprile rimane, emblematicamente,
giorno di lutto, di indicibile dolore e martirio
che mai potrà assumere un significato condiviso
di Festa né, per estensione,
di pacificazione nazionale. Quella pacificazione
che potrà avviarsi soltanto quando la Repubblica
italiana questa Repubblica- riconoscerà
i Valori politici, militari e sociali interpretati
dalla RSI. I sussurri e gli ammiccamenti sotto
banco sui ragazzi di Salò in buona
fede (ovviamente dalla parte
sbagliata) li respingiamo al mittente,
chiunque esso sia. Di certe elemosine (vedi anche
certe proposte di riconoscere quali belligeranti
i soldati della Repubblica Sociale) ne facciamo
volentieri a meno.
Rifacendoci poi per naturale collegamento-
alle esternazioni del Presidente Fini in occasione
della riunione nazionale di Azione Giovani
(AN), crediamo illuminante sul piano delle
reazioni- un breve passo di una lunghissima e
articolata lettera di Luigi Cortesi, consigliere
comunale AN-MSI Seriate, pubblicata da LEco
di Bergamo
Da
parte nostra scrive Cortesi- nessuna
abiura, nessuna apostasia. Se la legittima, per
alcuni versi anche smodata ambizione del presidente
della Camera dei deputati è quella di diventare
capo del governo prima, poi, forse, presidente
della Repubblica, poi, forse, presidente dellorbe
terracqueo...; se, per arrivare a questi traguardi
trascina, come bene ha scritto Marcello Veneziani
...in un vortice cinico e nichilista tutto
un mondo, unarea politica, perfino una cultura:
se, per raccattare qualche caramella dai media
e dai salotti buoni abbandona milioni di elettori
e getta fango su chi si trova ancora oggi a subire
disprezzo e discriminazione solo perché
ha un diverso giudizio storico del Novecento...,
ebbene, la smetta di raccogliere voti a destra,
voti nostri, per poi spenderli in modo opposto
ingannando un mandato, una fede, una tradizione.
Un discorso chiaro, anzi di una limpidezza esemplare
che passiamo per competenza (e per la dovuta riflessione)
a quel residuo di camerati
(così si autodefiniscono ancora) che rimangono
in AN turandosi il naso e, aggiungiamo noi, tappandosi
le orecchie.
Gianni Rebaudengo
Presidente
Nazionale Rggruppamento Combattenti e Reduci della
Rsi
Movimento
Continuità Ideale Rsi
Estratto
dal n. 10 di 'Gladio' dicembre 2008 attualmente
in distribuzione.
Ricordando ad un anno dalla sua scomparsa Umberto
Scaroni, indimenticabile fondatore e Presidente
del R.N.C.R.-RSI, invio ai Combattenti superstiti
della Rsi e ai più giovani di 'Continuità
Ideale' i più sinceri auguri di un sereno
2009. Confermando nel contempo l'assoluta fedeltà
del Raggruppamento ai Valori che ne hanno originato
la nascita e che rappresentano l'asse portante
della nostra stessa esistenza ed attvità.
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