Casapound,
Acca Larentia e le immorali presenze
08.01.09
- I giornali locali del Verbano-Cusio-Ossola riportano
che, mercoledì 7 gennaio 2009, alle ore
18, in Piazza Ranzoni a Verbania (VB), si e' svolta
la fiaccolata organizzata da Casa Pound Italia
per ricordare i 3 ragazzi missini uccisi a Acca
Larentia nel gennaio 1978 e tutti gli altri missini,
giovani e meno giovani, uccisi in quegli anni.
Alle 18 precise esco dalla Federazione del MNP
e raggiungo la piazza.
Ci sono una dozzina di ragazzi riconducibili a
Casapound e, accanto a loro, ben 5 esponenti di
Alleanza Nazionale, non semplici iscritti, ma
dirigenti ed esponenti locali.
Poco dopo, sotto lo sguardo attento di alcuni
poliziotti e carabinieri, inizia la manifestazione.
Vengono accese 15 fiaccole. Gli alleanzini ne
reggono 4, mentre il quinto alleanzino, dirigente
regionale e assessore comunale si piazza al centro
dello striscione che viene esposto.
Lo stomaco mi si blocca, ma non per il freddo
pungente del lago e rimango in disparte assieme
ad uno dei nostri iscritti , non posso mischiarmi
con "certa gente" .
Il responsabile di Casa Pound Italia legge ad
uno ad uno i nomi dei giovani caduti missini e,
ad ogni nome, viene gridato il presente.
Poi un minuto di silenzio e la manifestazione
finisce.
Una ridda di pensieri mi si accavallano nella
mente.
Com'è possibile ricordare dei caduti missini,
che notoriamente credevano e difendevano il fascismo,
assieme agli esponenti di quel partito il cui
Presidente ed i cui colonnelli sputano in continuazione
su quel fascismo?
Forse quegli esponenti alleanzini non la pensano
come Fini?
Ma la tessera che da ben 14 anni pagano e portano
in tasca da chi è firmata?
E se hanno in tasca una tessera firmata da Gianfranco
Fini come possono far credere che non la pensano
come lui?
E poi, si ricordano che una delle prime disposizioni
del nuovo MSI-AN diceva che "non bisognava
più tenere cerimonie commemorative dei
giovani missini assassinati per non dare l'immagine
di un partito estremista e reducistico"?
E che per anni, salvo rarissime eccezioni, questa
disposizione è stata rigidamente applicata
ovunque, Verbania compresa?
Mi allontano disgustato e amareggiato.
E penso che, se potessero, lo stesso disgusto
lo proverebbero i "nostri" giovani e
meno giovani Caduti, nel vedere la presenza alle
cerimonie in loro ricordo di gente che ha messo
tranquillamente sotto i piedi i "loro"
e "nostri" ideali per un posticino di
terz'ordine alla mangiatoia del sistema.
Adriano Rebecchi
Segretario Provinciale del MNP del Verbano-Cusio-Ossola
e Componente dell'Ufficio Politico
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Una puntualizzazione necessaria
COMUNICATO STAMPA
11.01.09 - La risposta di Giovanni Ceniti,
responsabile Casapound del Verbano-Cusio-Ossola,
in merito alla commemorazione del 7 gennaio a
Verbania, merita una puntualizzazione.
Innanzitutto sulla frase che in piazza ci fossero
"non partiti o associazioni ma una comunità
che non vuole scordare".
Il dizionario definisce "comunità"
un "insieme di persone appartenenti a uno
stesso gruppo etnico, religioso o di altra natura",
nel caso specifico quindi un gruppo di credenti
negli Ideali che accomunavano i giovani martiri
missini che venivano commemorati.
Com'è possibile allora che esponenti di
A.N. che, come già detto, a suo tempo aveva
"vietato" questo tipo di commemorazioni
e che con i suoi massimi dirigenti ha rinnegato
e abiurato gli Ideali nei quali quei martiri credevano,
possano essere ritenuti appartenenti alla stessa
comunità di chi dice di "non volerli
scordare"?
E' poi il caso di ricordare al giovane responsabile
di Casapound che, non più tardi di tre
anni fa, i rappresentanti parlamentari di A.N.
approvarono compatti, in doppia lettura alla Camera
e al Senato (come dice la legge), quella grossa
riforma della Costituzione voluta da Berlusconi
(poi bocciata dal referendum popolare e anche
da "noi"), riforma che, pur modificando
quasi un terzo degli articoli della Costituzione,
lasciava inalterata e operante la "XII disposizione
transitoria e finale" che recita: "E'
vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma,
del disciolto partito fascista".
Una norma liberticida dove, quel "sotto
qualsiasi forma", rappresenta un'autentica
spada di Damocle sulla testa di tutti quelli che
non intendono rinnegare "l'Idea", compresa
Casapound se è coerente con i suoi postulati
ideali e sociali.
Non si tratta di semplici "diatribe di bottega",
come ha scritto il giovane di Casapound, ma di
"macigni" che gravano sulla vita politica
di tutti noi e sui quali occorre estrema chiarezza.
Se poi "qualcuno", quando magari si
avvicinano le elezioni, ama ripetere di non identificarsi
nel partito del quale porta in tasca la tessera
e per il quale fa il rappresentante nelle istituzioni,
lasciamo all'umana intelligenza valutare la credibilità
di tali asserzioni.
Noi abbiamo la presunzione di sapere dove andiamo,
perché abbiamo l'orgoglio di sapere da
dove veniamo, il guaio, per "qualcuno",
è che sappiamo anche da dove vengono gli
altri.
Adriano Rebecchi
Segretario Provinciale MNP del Verbano-Cusio-Ossola