L'
8 settembre della Fiamma Tricolore
24.11.09
- Chi scrive fa parte della schiera di coloro
che nella fiamma tricolore vedevano non solo il
più bel simbolo per un partito politico,
ma l'insieme di Ideali e Valori da riscoprire,
difendere e tramandare a chi verrà dopo
di noi.
Per questo avevamo aderito subito con entusiasmo
al tentativo di Rauti, Pisanò ed altri
per non farla morire come avevano deciso di fare
un migliaio di rinnegati a Fiuggi.
Con lo stesso entusiasmo avevamo cercato di contrastare
la deriva rautiana del "riposizionamento
a fianco del polo berlusconian-finiano" e,
come componenti dell'agguerrita minoranza al II°
Congresso del MS-FT del 2000 a Chianciano, non
abbiamo esitato a denunciare lo stesso Rauti alla
Magistratura per le irregolarità e brogli
di quel congresso, ottenendo una vittoria legale
e morale che però poi non potemmo utilizzare
politicamente.
Una deriva rautiana che fece sì che, mentre
a Roma in Piazza S.Apostoli Rauti tuonava "correremo
da soli", in realtà aveva già
stipulato l'accordo per appoggiare nelle Regionali
del 2000 il polo berlusconiano, al quale la Fiamma
fece vincere le due regioni in bilico: Abruzzo
e Calabria.
Grazie ai voti della Fiamma Tricolore divenne
Presidente dell'Abruzzo tale Giovanni Pace e Presidente
della Calabria tale Giuseppe Chiaravallotti. Oggi,
entrambi sono inquisiti e rinviati a giudizio
per gravi reati legati agli scandali della Sanità
e dei Fondi Europei!!! Fu allora che, come
opposizione interna, lasciammo definitivamente
la Fiamma, chi per Forza Nuova, chi per il nascente
Movimento Nazionalpopolare, chi per costruire
delle Comunità Militanti, autentiche cittadelle
per la difesa dei nostri Ideali e Valori.
Non ci trattenne lo sbandierato ricambio generazionale
tra Rauti e Romagnoli, quest'ultimo con gli stessi
limiti del primo ma senza nemmeno la sua preparazione
culturale ed il suo passato.
Anche allora abbiamo visto giusto, perché
la Fiamma con Romagnoli ha veramente toccato il
fondo, tra inciuci e compromessi, sempre alla
disperata ricerca di un posticino tra le salmerie
di Arcore.
Adesso anche l'ultima foglia di fico è
caduta, Romagnoli getta al vento l'ultima parvenza
di dignità e si prepara ad entrare anche
lui, seppure dalla porta della servitù,
nella grande mangiatoia del centrodestra, sperando
di avere almeno un po' di briciole per se e per
i suoi pretoriani.
Qualcuno nell'imminente Congresso della Fiamma
Tricolore cercherà di contrastarlo?
Siamo molto scettici, perché francamente
in questi anni non abbiamo sentito denunciare
pubblicamente le scelte di Romagnoli, anzi........
Concordiamo quindi pienamente con l'appello-invito
di Rutilio Sermonti, morale prima che politico,
ai fiammisti ancora in buona fede perché
restituiscano la tessera e tornino su quella barricata
che da tempo hanno abbandonato per andare ad arrancare
nella palude maleodorante del sistema.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP