Un giornalista "intelligente e preparato"
27.04.2010 - Sul "Corriere della Sera" di oggi, 26 aprile, compare in prima pagina una fotografia che ritrae un gruppo di partecipanti alla commemorazione a Giulino di Mezzegra in ricordo di Benito Mussolini e Claretta Petacci, con in primo piano una bambina con camicetta nera e basco con gladio.
Il sopra titolo recita: "Proteggiamo i piccoli dal nostro odio" ed il sotto titolo "La bimba in camicia nera".
Nell'articolo poi, tale Goffredo Buccini, giornalista "intelligente e preparato" (forse) che scrive su un giornalone indipendente (forse), esterna tutta la sua disapprovazione e indignazione per quella bambina di sei anni in divisa e per un altro bambino poco più grande con maglietta gialla che filma la croce e l'effige di Benito Mussolini e scrive che: "una giornata piena di sole cozza con le cupe icone di battaglia, una banalità del male che profuma di frittata di maccheroni", che "i bambini andrebbero lasciati in pace, in questa Italia pacificata", che "i bambini hanno una fantasia dura da incastrare in una pagina di odio".
Probabilmente "l'intelligente e preparato" giornalista crede di vivere in un altro mondo, oppure è molto distratto e non si è accordo delle migliaia e migliaia di scolaresche che annualmente vengono portate in visita premio ai lager nazisti, dove gli viene messa una stella gialla come coccarda e ricordo e dove, come tutti sanno, si insegna solo amore, concordia, pacificazione, verità e rispetto per l'avversario.
Analogamente non si è mai accorto delle scolaresche precettate alle cerimonie ufficiali del 25 aprile, come nella giornata di ieri, con tanto di fazzoletti al collo, rosso, verde o azzurro (per la par condicio tra le varie anime della resistenza), che cantano come tanti balilla antifascisti "Bella Ciao", il tutto in un tripudio del solito amore e della solita concordia, pacificazione, verità e rispetto per l'avversario.
Così come non si è mai accorto dell'amore che trasuda dalle varie trasmissioni televisive, film, documentari, fiction ecc. dove si parla del secondo conflitto mondiale, del Fascismo, del Nazismo, della Resistenza, trasmissioni che vedono anche i bambini, anzi, che in molti casi sono proprio dedicate ai bambini.
Ma forse siamo noi che non abbiamo capito bene: la martellante e ossessiva propaganda antifascista che ci accompagna da oltre sessant'anni non è all'insegna dell'odio, ma dell'amore, beninteso, l'amore ipocrita, melenso, falso, che trasuda dalla pubblicità e dalle trasmissioni televisive.
Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP
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