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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Adriano Rebecchi

E alla fine anche "falso" martire Gheddafi scappò!

25.08.2011 - E’ finita!

Il beduino predone e dittatore, falso rivoluzionario, falso socialista, falso difensore della causa panaraba, falso amico dei palestinesi, falso nemico di Israele ed ora anche falso martire, è SCAPPATO!

Siamo stati facili profeti nel prevederlo, mentre nei mesi scorsi sproloquiava assicurando che “non si sarebbe mai arreso e sarebbe morto da martire”, che “avrebbe sconfitto i nuovi crociati”, che “avrebbe mandato migliaia di kamikaze in Europa”, che “il popolo libico era con lui e avrebbe combattuto con lui fino alla morte” ecc.

Invece è SCAPPATO, da tiranno e predone quale è sempre stato, fin da quando nel 1970, appena arrivato al potere, scacciò gli oltre 20.000 coloni italiani che tanto avevano dato e tanto avevano fatto per rendere la Libia una nazione fertile, moderna e progredita.

Li scacciò depredando tutti i loro beni e lasciando loro solo i vestiti che portavano e confiscò anche tutte le Filiali delle Banche e delle Aziende italiane con i loro depositi e le loro attrezzature, nella quasi indifferenza dell’Italia di allora ubriacata dalle dilaganti tesi sessantottine e marxiste.

Nei decenni successivi non mancò mai di insultare e umiliare l’Italia in tutti i modi, specie nei consessi internazionali, con la continua richiesta del rimborso dei danni per l’occupazione italiana, quando TUTTI sapevano quanto avevano fatto gli italiani in Libia e per la Libia.

Ma mentre insultava l’Italia, il beduino predone e dittatore faceva affari d’oro con gli imprenditori pubblici e privati e con i politici italiani, di centro, di sinistra e di destra.

Forse gli investimenti italiani in Libia e quelli libici in Italia hanno avuto un ritorno positivo per il nostro Paese, anche se ci sarebbe da capire come mai in molti altri Paesi europei, che pure importano gas e petrolio come noi, questi due prodotti costano meno che in Italia che pure gode delle condizioni “di favore” libiche!

Sicuramente però hanno avuto un ritorno positivo per la “casta” di imprenditori, manager e politici di tutti i colori, perché se c’è un settore dove i “fondi neri” e le “tangenti” girano alla grande è proprio quello dell’import-export di gas e petrolio e questo potrebbe spiegare il grande credito che Gheddafi ha continuato a godere tra gli imprenditori, i finanzieri, i politici ed i galoppini dei media del sistema in Italia.

Lui non ha mai perso occasione per insultarci ed umiliarci e, grazie “all’amico” Berlusconi, è riuscito anche ad estorcere all’Italia ben 5 miliardi di euro come compensazione per l’occupazione italiana in Libia.

Penose le immagini di un anno fa della visita di Gheddafi in Italia, quando i servili Berlusconi e Alemanno gli hanno dato in pratica le chiavi di Roma, per fargli fare una plateale lezione di Corano (sic!) a 500 fanciulle appositamente precettate e pagate, per far scorrazzare i suoi cavalli berberi e per ritrovarsi poi, assieme al “meglio” del mondo economico-finanziario e politico italiano, al lussuoso banchetto dove hanno ammirato la sua guardia del corpo composta interamente da aitanti soldatesse libiche.

Adesso è finita e all’Italia non resta che sgomitare per riacquistare la credibilità persa nei confronti della nuova Libia e dell’Europa, per la nostra ambigua e defilata partecipazione all’ennesima rivolta dei popoli arabi.

Perché quella della Libia non è storia a sé, è l’ennesima rivolta dei popoli che spazzano via i governi e le dittature fantoccio imposte dai vincitori del Secondo conflitto mondiale e che spezzano gli equilibri sui quali si basano il mondialismo e la globalizzazione, dai Paesi Arabi a quelli asiatici, dall’Africa all’America del Sud.

Presto toccherà alla Siria dov’è alle corde la dittatura della famiglia Assad, un’altra famiglia di falsi rivoluzionari e di falsi difensori della causa panaraba che, dopo non aver mai sparato un solo colpo dal 1974 per riconquistare le alture del Golan occupate nel 1967 dagli israeliani e mai restituite malgrado le ingiunzioni dell’Onu, ha sparato con carri armati, aerei e navi sul proprio popolo in rivolta.

Il mondo sta cambiando e la crisi accelera questo cambiamento e l’Italia e l’Europa rischiano di essere tagliate fuori ed emarginate nei nuovi scenari mondiali se non capiranno i cambiamenti epocali in atto e continueranno a guardare agli avvenimenti del 2011 con le vecchie e superate analisi geopolitiche del secolo scorso.



 
 

Scrivono per Voi

Adriano Rebecchi
 

Il Presidente Provinciale
Ufficio Politico del M.N.P.
Per le Federazioni del R.N.C.R. RSI-Continuità Ideale e del
Movimento Nazional Popolare del Verbano-Cusio-Ossola

altafiamma@hotmail.com






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