Niente di nuovo sotto il sole!
13.01.2012 - Non siamo stupiti più di tanto dell’odierno vergognoso voto della Camera dei Deputati che ha salvato dall’arresto, per la seconda volta, tale Nicola Cosentino, parlamentare campano sul conto del quale la Magistratura ha raccolto una montagna di indizi e di riscontri, ridicolmente ritenuti “non sufficienti” dai suoi colleghi e servi della lobby berlusconiana.
Ciò è stato possibile per il voltafaccia della Lega che in Commissione ha votato per l’arresto, mentre in aula ha votato per salvare Cosentino.
Ma, ad osservatori attenti della realtà quotidiana quali ci riteniamo, non è sfuggito che proprio nei giorni scorsi è uscita la notizia dello scandalo dei finanziamenti pubblici della Lega, finanziamenti che il tesoriere padano fedelissimo di Bossi ha dirottato su fondi esteri della Tanzania e di Cipro, mentre le sezioni leghiste non riescono a pagare l’affitto e il quotidiano La Padania e sull’orlo del fallimento.
I distratti, o coloro che volano troppo alto per vedere cosa succede in basso, hanno liquidato la notizia come una fase della lotta tra “bossiani” e “maroniani”, ma non è così.
Lo scandalo dei finanziamenti dirottati dalla Lega, alla faccia dei militanti padani, è uscito sui giornali perché “qualcuno” ha ritenuto di richiamare la Lega all’ordine, ricordandogli cosa potrebbe succedere nel caso la Lega si disimpegnasse dall’ossequiosa e ubbidiente fedeltà al berlusconismo.
“Qualcuno” che, com’era apparso chiaro nell’inchiesta sui Servizi segreti militari deviati di un paio di anni fa, inchiesta stroncata proprio da Berlusconi con l’imposizione del “segreto di Stato”, attraverso le varie P3 e P4 intercettava e spiava decine di migliaia di cittadini per conto della lobby berlusconiana, per acquisire notizie e fatti che permettessero di controllare, condizionare, ricattare e, se del caso, distruggere, o tentare di distruggere, chiunque desse fastidio.
Basta pensare ai casi Sircana, Marrazzo, Boffo, Del Turco, Mastella, Fini (casa di Montecarlo), Scilipoti, e via dicendo.
Adesso è toccato alla Lega di Bossi che, infatti, è immediatamente ritornata nei ranghi.
E’ solo il caso di notare l’abisso morale che separa il “tecnico” e ex Sottosegretario Carlo Malinconico, incolpato per delle vacanze pagate da un imprenditore che sperava poi di avere favori che non ha mai avuto, il quale Sottosegretario, pur non avendo commesso nessun reato, si è immediatamente dimesso, dall’onorevole (sic!) Nicola Cosentino, Sottosegretario nell’ultimo governo Berlusconi, rimasto sul suo scranno parlamentare ieri e che ci rimarrà anche domani, grazie ai voti delle precettate salmerie di Arcore e a quelli degli abiuratori e rinnegati della ex Alleanza Nazionale e dei leghisti tornati all’ovile.