Il
nuovo Trudeau
27.03.07
- MONDO, Canada -
Negli ultimi tempi vi è
stata una fioritura di libri
su Pierre Elliott Trudeau,
lanticonformistico primo
ministro che immise nella
grigia scena politica canadese
uno stile quasi hollywoodiano.
Di lui io ricordo bene la
straordinaria capacità
di assumere anche nell
abbigliamento il ruolo del
momento: egli letteralmente
si travestiva,
come attestano le tante foto
che ci sono offerte nelle
varie biografie e nella sua
stessa autobiografia, dove
lo si può ammirare
nei panni dagente segreto,
dindiano dAmerica,
desploratore, di profeta
(in un suo viaggio nella Terra
Santa), etc. Ricordiamo poi
le donne celebri con cui si
esibiva con leterna
rosa rossa allocchiello,
da dandy daltri tempi.
Ma soprattutto ricordiamo
di lui la profonda cultura,
la notevole capacità
oratoria in francese e in
inglese, il rigore logico,
la fortissima volontà
di riuscire, il coraggio anche
fisico, il progressismo, il
rispetto dei diritti umani,
e la sua visione di un Canada
paese multiculturale, che
affrancò dalla simbolica
tutela britannica attraverso
il rimpatrio della costituzione.
Egli fu un nemico senza pietà
del separatismo quebecchese.
Anzi di ogni nazionalismo,
espressione, secondo lui,
di quanto più retrivo
vi sia nella natura umana.
Le sue sferzanti accuse di
tribalismo rivolte ai nazionalisti
del Québec gli valsero
lodio imperituro di
questultimi. La maggioranza
della popolazione francofona
del Québec, comunque,
fedele alla propria natura
ambivalente continuò
ad eleggere contemporaneamente
ad Ottawa Trudeau, campione
dunità canadese,
e a Québec Lévesque,
campione di separatismo.
Trudeau fu un personaggio
controverso. Non si dimentichi
che da giovane fu contrario,
in Québec, alla coscrizione
per la guerra contro Hitler.
Fu un ammiratore di Fidel
Castro. Fu tiepido nei confronti
dellespansionismo comunista.
Inoltre, lui campione di pacifismo
e di diritti umani, usò
il pugno di ferro nel 1970
instaurando le misure
di guerra. In economia
fu un nazionalista portato
al dirigismo economico e al
protezionismo. Fu sostanzialmente
antiamericano. Promosse, un
po pateticamente occorre
dire, la Società
Giusta, sogno che non
si materializzò mai.
Dimenticavo: egli tenne sempre
un atteggiamento sprezzante
nei confronti dei giornalisti,
e forse anche per questo il
popolo considerò vicino
a sé questo personaggio
così lontano dal canadese
medio.
In una frase: Trudeau volle
sempre apparire contro corrente,
irriguardoso delle idee dominanti,
anticonformista. Volle sempre
épater les bourgeois.
Cosa aggiungono di nuovo,
su Trudeau, questi recenti
libri? Qualcosa di straordinario
che dovrebbe stravolgere la
nostra maniera di guardare
al Trudeau che fece dellantinazionalismo
il suo focoso cavallo di battaglia.
Egli fu da giovane, nientedimeno,
un nazionalista franco-canadese,
favorevole addirittura alla
separazione del Québec.
Lo dimostrano i suoi scritti
dellepoca, divulgati
in questi libri. È
difficile credervi, ma è
così: ben prima di
Lévesque, Trudeau auspicò
lindipendenza del Québec.
Ciò dimostra semplicemente
che Trudeau non fu leterno
bastian contrario che i suoi
successivi atteggiamenti in
politica mostrano, ma che
fu invece molto sensibile
al presente, proprio come
la sua straordinaria capacità
di travestirsi
indica. Unaltra cosa
ci è rivelata da questi
libri: egli conobbe, nel senso
biblico, la donna, solo trascorsi
i trentanni. Cosa che
stupisce, dato il gusto con
cui esibirà al suo
fianco donne belle e celebri,
più tardi nella vita,
quando molti lo vedranno come
un Casanova. Quando sarà
diventato il Trudeau della
nota leggenda.