La
conquistata rispettabilità
22.05.07 - I Quebecchesi
e Canadesi di origine
italiana hanno di che
rallegrarsi: mai nel passato
essi hanno conosciuto
un periodo così
favorevole come l'attuale.
O almeno tutto sembra
indicarlo. Che si prenda
l'esempio del Québec,
dove noi, di origine italiana,
siamo passati da un gradino
basso della scala dell'accettabilità
- alias scala sociale
- ad una posizione di
tutto rispetto. La parola
stessa "italiano"
non è più
negativa.
Lo era invece in un passato
ancora recente, quando
il dichiararsi antitaliani,
per molti della maggioranza
francofona, era un fatto
normale, come tanti di
noi possono testimoniare.
La consolidazione, la
prosperità, la
rispettabilità
sono la conseguenza dei
sacrifici da noi compiuti.
Anche l'atteggiamento
dell'Italia, dei suoi
politici e dei suoi cittadini
è cambiato. O almeno
così sembrano indicare
tanti indizi.
Ma bisogna confessare
che è difficile
capire quanto sia dovuto
ad una diversa percezione
ed a vero senso di solidarietà
umana e di simpatia, di
cui noi oggi beneficiamo,
e quanto invece a certe
strategie e a certe mode.
Di immigranti dall'Italia
non ne vengono più,
salvo casi isolati. E
il grosso dei trapiantati
è composto in gran
parte di gente anziana,
che finalmente gode di
agiatezza e di tranquillità,
conquistate con tanto
sudore. Il centro Leonardo
da Vinci di Montréal
è un po' il simbolo
della prosperità
e rispettabilità
raggiunta dalla nostra
comunità. Data
l'età avanzata
di molti di noi immigrati,
però, in tutto
ciò c'è
come un senso di tramonto
dorato.
E c'è da chiedersi:
sapranno i figli conservare
e trasmettere le nostre
caratteristiche più
valide di gente italiana?
Coltiveranno la memoria?
Proveranno un senso di
riconoscenza? Sapranno
mantenere una particina
di quello che noi fummo?
La nostra lingua sopravviverà,
almeno in parte? Proveranno
il desiderio, un giorno,
di approfondire il rapporto
con l'Italia?
L'esito dell'emigrazione
italiana negli Stati Uniti
è stata l'assimilazione.
Succederà la stessa
cosa, qui, in Canada,
con i nostri figli e i
nostri discendenti? Molto
anche dipenderà
dall'esempio che saprà
dare l'Italia nella compagine
delle nazioni. La nostra
identità di trapiantati
dipende in notevole misura,
infatti, dall'immagine
che la nostra patria d'origine
è capace di suscitare
presso gli altri.
Claudio Antonelli (Montréal)