Italia:
la magia del discorso
12.03.08
- Per molti italiani, politici
in testa, il verbo, la favella,
la parola, il discorso - orale
o scritto - tiene luogo d
azione. Il fenomeno è
più evidente al Sud,
ma oggi è diffuso un
po ovunque a causa della
napoletanizzazione
progressiva della Penisola.
La scorsa estate mi trovai
a Napoli, in vacanza. Quel
giorno ero in compagnia di
un caro amico napoletano.
Osservando il traffico ebbi
la conferma che allombra
del Vesuvio non sono numerosi
i conducenti di moto e motorini
che indossino il casco, che
pur è obbligatorio.
Feci allora al mio amico,
ridendo, unosservazione
sulla latitanza del casco.
Questi, di rimando, mi volle
bonariamente correggere spiegandomi
che ormai vi era il sequestro
del mezzo per chi guidava
senza casco. E aggiunse che,
grazie a una tal misura, il
rispetto dellobbligo
del casco era stato imposto
una volta per sempre. Io non
capii: il mio amico napoletano,
pur vedendo che ben poche
teste di centauri erano fasciate
dallobbligatorio
copricapo, mi diceva che il
problema non esisteva. Poi
capii: per lui tutto era stato
risolto grazie alla nuova
norma che stabiliva il sequestro
del mezzo, in caso di violazione
dellobbligo del casco.
Risolto sulla carta, e quindi,
per lui, il problema non esisteva
più.
La parola, orale e scritta,
tende ad assume per certi
popoli una vita autonoma sovrapponendosi
alla realtà. Il portare
avanti in discorso
tende così a prendere
il posto del fare.
In Italia, ogni epoca ha la
sua retorica (alla retorica
del fascismo è seguita
quella dellantifascismo...).
Cosa ha fatto il sindaco di
Napoli di fronte al caos di
questa città impestata
dai tubi di scappamento e
dalla puzza e dal fumo delle
immondizie date alle fiamme?
La Iervolino ha stabilito
che a Napoli è proibito
fumare nei parchi pubblici
quando nei paraggi vi sono
donne incinte o bambini al
di sotto dei 12 anni, sotto
pena di forti multe. La città
ha applaudito alla misura.
A Roma, il ministro dellambiente
Pecoraro Scanio ha proclamato:
Ora Napoli è
allavanguardia.
Nessuno ha fatto valere che
nella città dove le
proibizioni di comportamenti
ben più gravi restano
lettera morta, dove in sostanza
quasi tutto è permesso,
e dove i bambini e le donne
incinte sono esposti ai miasmi
della monnezza,
è assurdo e grottesco
proibire una fumatina allaperto.
Soprattutto non serve a nulla
proibire, se poi non si provvede
a far rispettare i divieti.
Ma quel che conta è
portare avanti il
discorso, meglio
ancora se un discorso inserito
nella Gazzetta Ufficiale,
Magna Carta
degli italiani.
Grazie a questa logica basata
sulla magia delle parole,
si può dire che il
problema della spazzatura
a Pianura e nel resto del
Napoletano fu risolto nel
1973 con la legge "Finanziamenti
regionali per la costruzione,
ampliamento e completamento
di impianti per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani".
La legge stanziava 30 miliardi
di lire per "costruire
i necessari inceneritori.
Da allora nulla è stato
fatto. Ma il problema fu considerato
risolto grazie al discorso.
Intanto i 30 miliardi sono
spariti.
Nel Belpaese non passa giorno
senza che le autorità
annuncino un inasprimento
delle sanzioni per
questa o quellinfrazione.
Però nei fatti nulla
cambia, perché esattamente
come prima nessuno interviene
per punire i contravventori.
Ciò che conta in unItalia
divenuta una grande Napoli,
è il discorso, la polemica
da portare avanti,
di preferenza in TV, la stanza
dei giochi di questo popolo
guardone: a Porta
a Porta, a Ballarò
o in unaltra di quelle
trasmissioni intelligenti
avidamente seguite ogni sera
da una massa di spettatori
cornuti e mazziati.