Inviato
da Claudio Antonelli
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«Dormo sulla spiaggia,
qui arrivano clienti»
Cronache
Come
cambiano le mete e le abitudini
dei «Predatori»
«Dormo sulla spiaggia,
qui arrivano clienti»
Josìa, dodicenne a
Santo Domingo, dove la prostituzione
è alla luce del sole
DAL
NOSTRO INVIATO
25.03.08
- SANTO DOMINGO (Repubblica
Dominicana) «La
notte, quando non piove, dormo
con gli altri sulla spiaggia,
sotto le palme. Ogni tanto
qualche turista ci avvicina
nel buio. Che cosa vuole da
noi? Rapporti orali, sexo
por atrás». Josìa
ha occhi verdi e capelli scoloriti
dal sole, il sopracciglio
tagliato da una cicatrice,
«una manganellata della
polizia », dice. Josìa
vive sulle strade di Boca
Chica, si porta indosso tutto
ciò che possiede: un
paio di pantaloncini da basket
infilati sui jeans, una t-shirt
lisa, in tasca una moneta
da 25 pesos, meno di un dollaro.
Josìa parla di sesso
anale («por atrás»)
con lindifferenza di
chi nella vita ha già
provato molto. Josìa
ha 12 anni.
I
Bimbi Sperduti di Santo Domingo
dormono sulle sabbie immacolate
di unIsola- che-non-cè:
quella dei resort a 5 stelle
e dei viaggi all inclusive,
dove il ritmo del merengue
scandisce giornate fatte di
sole, mare e piña colada.
Unisola che esiste per
i 4 milioni di stranieri che
ogni anno sbarcano nei suoi
aeroporti, ma non per gli
8,9 milioni di abitanti di
un Paese che vanta l11?
posto nella classifica mondiale
della disoccupazione, un Pil
pro capite di 8.220 dollari
(contro i 28.530 italiani),
il 40% della popolazione di
età inferiore ai 15
anni. I bambini vittime di
sfruttamento sessuale sono
almeno 35mila, chiunque può
portarseli a letto per un
pugno di dollari, dai 10 ai
30 dicono le stime. Per un
turista, il prezzo di una
cena. Per un dominicano, la
paga di una settimana.
Sulla
spiaggia di Las Terrenas,
nel nord della penisola di
Samanà, si sente parlare
quasi solo italiano. Giovani
coppie con figli, comitive
di pensionati, villette immerse
nel verde. Nessuno sembra
far caso al turista sessantenne
che amoreggia con due ragazzine,
a mollo nellacqua trasparente.
Abbracci, carezze, baci appassionati.
I costumi scollati rivelano
seni inesistenti, i fianchi
sono appena pronunciati. Non
hanno più di 14 anni.
A Boca Chica, nel sud del
Paese, lora dello «struscio
» scatta alle 7, quando
il buio cala su sdraio e ombrelloni.
Davanti ai pub di Calle Duarte
sfrecciano i motorini. A bordo,
turisti di mezza età
che rallentano di fronte alle
dodicenni in minigonna ferme
sui marciapiedi. Niente bordelli
in stile Bangkok: qui il mercato
della carne avviene alla luce
del sole, senza pudori o sensi
di colpa; per il gruppo di
trentenni romani alle prese
con un cuba libre al bancone
del bar, ladolescente
con le treccine che si lascia
accarezzare le gambe con sguardo
assente è solo un piacevole
elemento darredo.
Del
resto, lall inclusive
è la formula che, da
queste parti, va per la maggiore.
«I turisti valutano
le opportunità: ci
sono la barriera corallina,
la Zona Coloniál (il
centro storico di Santo Domingo,
patrimonio dellumanità,
ndr)... e poi, perché
no, si può fare sesso
con minorenni», commenta
amara Maria Elena Asuad, che
per lUnicef segue i
progetti di contrasto allo
sfruttamento sessuale dei
minori nella Repubblica. «Quando
si parla di questo problema,
il focus è sempre sullAsia.
Ma oggi le rotte si sono spostate».
Le nazionalità «sotto
accusa»? Sempre quelle,
in ogni angolo dellisola:
Italia, Germania, Francia,
Canada. Qualche svizzero,
pochi americani. Da Puerto
Plata a Boca Chica, Punta
Cana, Samanà: «Tutti
i luoghi dove cè
una spiaggia e un intorno
urbano sono a rischio»,
spiega Camilo Medina, della
Fondación Azúcar.
Nella sede scalcagnata dellassociazione,
a Las Terrenas, gli scaffali
sono carichi di fascicoli
su casi di violenza a danno
di minori; a farla da padroni
sono i «turisti della
seconda casa, che stanno qui
3-4 mesi, stabiliscono un
rapporto di fiducia con la
famiglia... Ma denunciarli
è quasi impossibile:
se la legge (la 136/2003)
è buona, le politiche
di attuazione sono inefficienti».
Perché per un arresto
servono le prove. E prima
ancora, una denuncia. «Ma
guardi che qui le ragazze
si sviluppano presto
sbotta Nathalie, una francese
sui 35 anni che a Las Terrenas
gestisce unagenzia turistica
, sono loro che si offrono
ai turisti...». «Un
ex diplomatico italiano ricorda
la Asuad mi disse: meglio,
così gli danno qualche
soldo per mangiare, no?».
In Calle del Carmen i bambini
giocano nei canali di scolo,
le strade sono fiumi di fango,
le baracche si appoggiano
esauste alle recinzioni di
ville hollywoodiane. Una ragazzina
in tacchi alti e hot pants
candidi aspetta nel buio.
A
Santo Domingo, le statistiche
dicono che la clientela dei
«baby prostituti»
è in maggioranza nazionale.
A Boca Chica, lassociazione
Caminantes accoglie i niños
de la calle fuggiti da un
padre stupratore, una madre
prostituta. «Ma qui
vediamo uomini camminare per
il barrio sventolando mazzette
di euro, resort dove le turiste
si portano in camera ragazzini
di 14-16 anni racconta
la responsabile, Denisse Pichardo
. È inutile:
lo straniero che viene qui
lo fa per il sesso. Per i
responsabili del settore,
l85% dei turisti sono
famiglie; ma lo chieda ai
dipendenti, cosa capita nelle
stanze...». Quanto a
quello, basta sfogliare le
pagine del Listín Diario:
«In un hotel di Boca
Chica hanno scoperto un turista
che realizzava pellicole porno
con minori », ricorda
il caporedattore Tomás
Aquino Méndez. Dieci
anni fa, stesso luogo, un
italiano è stato ucciso
da un 13enne che imbottiva
di droga, filmando gli abusi.
«Dopo sei anni di galera
è venuto da noi. Completamente
impazzito », dice Denisse.
Allo
scalo internazionale Las Américas,
chi sbarca è accolto
da un cartello: «Luso
di minori per prostituzione
e pedopornografia è
punito con il carcere (fino
a 10 anni) e multe (fino a
un milione di pesos)».
È uno dei risultati
del lavoro della Commissione
interistituzionale contro
labuso e lo sfruttamento
sessuale dei minori (che riunisce
governo e Ong, Unicef e Ilo,
associazioni del turismo,
polizia...). I fronti aperti
sono molti, dalla campagna
realizzata con Unicef, Ecpat
e cooperazione italiana alle
9 «case di accoglienza
» per minori a rischio,
alle convenzioni con hotel
e guide turistiche. Perché
«labuso sessuale
è un crimine. Ignorarlo
pure», ricorda uno spot
in tv. Alle 19.30, ai tavolini
del Café Las Flores,
in piena Zona Coloniál,
un americano sui 65 anni,
occhialini dorati e barba
da Babbo Natale, circonda
con un braccio la vita di
una ragazzina di 14, forse
15 anni. Il flusso di turisti
prosegue oltre, lo sguardo
fisso sui negozietti di sigari
e souvenir.
Gabriela
Jacomella