Gli
arcivirtuosi
15.06.08
- Chi non dimostra un pronto
e aperto entusiasmo nei confronti
della propaganda omosessuale
rischia di essere denunciato
come omofobo.
Anche usando il termine propaganda
rischio grosso... Ma se esiste
una propaganda fidei,
trovo che un tal sostantivo
ben si adatta alle professioni
di fede e di proselitismo
che sono gli aspetti che più
colpiscono in queste crociate
dei diversi. Attenzione: questi
ultimi non vogliono essere
chiamati diversi, preferendo
definirsi con un termine che
dovrebbe invece essere caricaturale:
gay.
Nelle società occidentali,
dal rigetto (in molti ambienti
ma non in tutti) ingiusto
e anche crudel
e di certe epoche passate,
si è passati nei loro
confronti non solo alla tolleranza
e allaccettazione, ma
alla simpatia ufficiale e
ora allesaltazione.
È avvenuto addirittura
limpensabile: in certi
paesi listituto del
matrimonio ha dovuto far spazio
alle nozze gay.
Sono i valori tradizionali
a venir messi oggi alla berlina
in un Occidente dove il moralismo
ha indossato nuovi panni,
anzi se li è tolti,
rimanendo con i tacchi a spillo,
e assumendo pose sadomasochistiche...
e vuole che tutti applaudano.
Le Gay Parades
hanno sostituito, in molti
luoghi (vedi Montréal),
le antiche processioni dei
santi.
In Inghilterra vi è
stata la proposta di legge
del ministro Balls (sic) deciso
a mettere fuori legge nelle
scuole l'espressione "mamma
e papà", perché
da lui considerata omofobica
e discriminatoria nei confronti
degli alunni che non hanno
una mamma e un papà
di tipo tradizionale, ma che
hanno invece due mamme, lesbiche,
o due papà, omosessuali.
Sembra una barzelletta...
Il ministro italiano delle
Pari opportunità,
Mara Carfagna, ha dichiarato
che non darà il patrocinio
al Gay Pride, poiché
«per il governo
gli omosessuali non sono discriminati»?
Per il leader storico dell'Arcigay,
Franco Grillini, quelle del
ministro sono «battutacce
da bar che confermano quanto
la destra italiana sia omofoba
e non ami la diversità».
Insomma, oggi abbiamo un intero
governo omofobo,
a detta di un arcigay,
arcivirtuoso e arciveritiero.
Durante la campagna elettorale
italiana, un generale, candidato
nelle file del Pd, aveva detto
che i gay sono inadatti alla
vita nellesercito. Ma
aveva dovuto fare, il giorno
dopo, un precipitoso mea culpa
avendo la sua dichiarazione
scatenato reazioni virulente.
È mancato poco che
non lo degradassero... La
sua osservazione, anche se
poco opportuna, non mi è
parsa completamente campata
in aria. Dopo tutto, i soldati
dormono assieme... Immaginiamo
per un attimo un sergente
oppure un generale omosessuale
del tipo militante, un arcigay
insomma, come sembra essere
la norma oggi. Con ciò
non voglio dire che un militare
omosessuale vada discriminato.
Ritengo semplicemente che
ognuno dovrebbe tenere per
se le proprie preferenze sessuali,
e non farne propaganda.
La privacy e il rispetto dovrebbero
essere a doppio senso. Loltranzismo
in campo omosessuale sembra
invece essere la nuova regola.
Estremisti
sono considerati gli altri,
gli straight
per usare questa parola dalla
connotazione ormai ingiuriosa.
Arcigay
è invece lo strombazzante
nome dellassociazione
che promuove i diritti degli
omosessuali italiani. Se nella
virtù non vi sono eccessi,
pare che non ve ne possano
essere neppure nellomosessualità,
come mostra larci
accoppiato al gay...
Perché prendo posizione
su un tema che considero pericoloso?
Perché il
troppo stroppia.
E in molti paesi occidentali
si è passati da un
eccesso allaltro, da
un tabù allaltro,
da un conformismo allaltro.
A spese dei valori della famiglia,
quella vera, cardine della
società.
Claudio
Antonelli