I
Piemontesi del Québec
24.01.09
- Les Piémontais
du Québec 1665-2008
di Bruno Villata (Montréal:
Losna & Tron, 2008)
è uno studio in tre
lingue francese, italiano,
piemontese consacrato
alla storia dei Piemontesi
del Québec; e ciò
dagli inizi, ossia dall
arrivo del Reggimento Carignano,
fino ai giorni nostri.
Il
Reggimento Carignano ha scritto
una pagina di storia molto
cara ai Franco-Canadesi.
L invio nella Nouvelle
France, nel 1665, da parte
di Luigi XIV, del Régiment
de Carignan contro le
incursioni degli Irochesi
è un avvenimento importante
sul piano storico. Ed è
edificante sul piano morale
poiché, con linvio
di questi combattenti, la
Francia svolgeva un ruolo
prezioso di protettrice dei
propri figli, si comportava
insomma da vera madrepatria.
In seguito invece, li abbandonerà
alla mercè degli Inglesi...
Ad
operazioni militari ultimate,
molti soldati del Reggimento
decideranno di restare nella
nuova terra, formando famiglia
e aumentando così il
numero dei pure laine.
È comprensibile quindi
lo sguardo damore che
ancora oggi i Quebecchesi,
che si vedono come le eterne
vittime dei tradimenti e delle
ingiustizie altrui, rivolgono
a una delle loro rare pagine
di storia non intrise di lacrime.
Qualche
anno fa, lo studioso Bruno
Villata, piemontese trapiantato
a Montréal, ha sostenuto
in un saggio che il Reggimento
Carignano era composto in
gran parte da savoiardo-piemontesi.
È
stato un sasso nella piccionaia.
Molti hanno considerato una
tale ipotesi troublante.
Nessuno aveva mai messo in
dubbio lidentità
francese pure laine
degli uomini del valoroso
contingente. Lidea che
nelle vene di molti di loro
scorresse sangue piemontese,
quindi in definitiva italien,
era puro anatema per molti.
Ma la tesi di questo docente
universitario, persona serissima,
profondo conoscitore del mondo
piemontese, e francofilo senza
macchia, era corroborata da
argomenti storici e linguistici
non da poco.
Tra laltro: la realtà
geografica e storica della
Savoia e di Carignano; lidentità
del fondatore del Reggimento:
il principe Tommaso Francesco
di Savoia; i fregi indiani
della facciata del palazzo
Carignano di Torino attestanti
le gesta del Reggimento nella
Nouvelle France... Villata
ci ricordava anche che, in
quellepoca lontana,
le frontiere politiche tra
il mondo piemontese e il mondo
francese non erano quelle
di oggi, e che tra i due mondi
è sempre esistita una
grande vicinanza culturale
e linguistica.
Sottolineo
laspetto linguistico
perché questo studioso,
autorità mondiale per
tutto ciò che attiene
alla lingua piemontese, ha
apportato una serie di argomenti
molto convincenti circa la
lista dei nomi dei soldati
del reggimento e la maniera
dinterpretarla.
In
questo libro, Villata ci propone,
con qualche aggiunta, gli
argomenti già presentati
in quel suo saggio.
Ma
la storia del Reggimento sinserisce
nel quadro più ampio
della presenza dei Piemontesi
nel Québec, tema che
lautore tratta con perizia,
e con uno stile agile e preciso,
nella seconda parte del libro,
dove dà il dovuto rilievo
anche alla Famija Piemôntèisa
di Montréal. Dopo tutto,
questo docente universitario
rigoroso, serio, pacato, autore
di innumerevoli saggi, e avverso
alle luci della ribalta, è
un esponente molto rappresentativo
della Famija,
anchessa piemontese
a pieno titolo come lui, ossia
operosa, tenace, dinamica,
e nel contempo schiva e modesta.