Un
popolo di razzisti...
03.02.09
- Ancora prima di conoscere
chi fossero gli autori dellefferato
crimine commesso contro l'immigrato
indiano cui è stato
dato fuoco mentre dormiva
nella stazione di Nettuno,
è echeggiato nella
penisola il grido di orrore:
"Siamo razzisti! Siamo
i peggiori! Abbasso gli italiani!"
accompagnato dall'immancabile:
"Ve l'avevo detto
io!"
È
tipica degli italiani la precipitazione
nell'autoflaggellarsi, la
voluttà di autoignominia,
il compiacimento autodenigratorio
nellaccusarsi di ogni
male, questa volta di razzismo,
male hollywoodiano per eccellenza.
O piuttosto accusando gli
altri di razzismo; "gli
altri": quelli che
non appartengono alla propria
fazione politica. Difatti
non sono mancati quelli che
hanno attribuito la responsabilità
di quel che ha accaduto...
a Berlusconi e ai suoi alleati.
Cosa volete, tutto è
politica in Italia.
Che
paradosso: quanto più
si è faziosi e carenti
di un elementare senso di
solidarietà nazionale
e di amore per la propria
gente, tanto più nella
penisola ci si proclama amanti
dellintero pianeta.
Si ama il prossimo - a parole
- ma si odia chi non appartiene
alla propria fazione, partito,
mangiatoia. Napolitano, invece,
da buon presidente al di sopra
delle parti ha elevato un
monito contro il razzismo...
di tutto un popolo.
Ma
andiamoci piano: smettiamola
di ululare, demonizzando gli
italiani e facendo di tutt'erba
un fascio. Non si deve ravvisare
"a priori" in un
crimine l'intenzione razzistica,
solo perché sono stati
degli italiani a commetterlo.
Non molto tempo fa ci fu un
episodio simile, ma il barbone
al quale dei balordi diedero
fuoco era italiano. Dovremmo
forse adesso premiare con
una medaglia di "non
razzismo" quei criminali
che ebbero l'accortezza di
dare fuoco a un italiano e
non a uno straniero? Inoltre,
perché un intero popolo
dovrebbe essere considerato
responsabile di ciò
che commette, nel caos cronico
della penisola, uninfima
porzione di degenerati?
Un'ultima
considerazione, formulata
a bassa voce perché
è uninezia rispetto
alla gravità del crimine
commesso, ma significativa
del disordine italiano: come
mai era permesso, da tempo,
a questo malcapitato di dormire
nellatrio della stazione
senza che nessuno fosse mai
intervenuto per contestargli
questo abuso?
Claudio
Antonelli (Montréal)