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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

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Claudio Antonelli

Un abruzzese in Canada...
Un onore ben meritato

17.02.09 - Nicola Marrone ha ricevuto dalle mani del console generale d’Italia a Montréal Francesco Paolo Venier l’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine della ‘Stella della Solidarietà italiana’”.

Queste nomine potrebbero apparire a taluni degli atti formali, puramente esteriori. Niente di meno vero: la “Stella della solidarietà” appaga, in chi ha il privilegio di riceverla, un’ansia nobile di veder riconosciuta la propria “italianità” basata sui sentimenti e espressa nelle realizzazioni.

La vita all’estero fa scoprire a molti una misteriosa realtà dello spirito: la Patria. Patria intesa non come un pennacchio con cui pavoneggiarsi e far retorica, ma come un legame insopprimibile, nel bene e nel male.

I pregiudizi antitaliani mostrano che l’italianità, in questo e in altri paesi, non suscita sempre, per così dire, il plauso immediato della maggioranza. Lo si veda nella maniera in cui, nello stesso Canada, ci viene incollata allegramente l’etichetta di mafioso. Quindi l’italianità, come vuota retorica, va bene per i discorsi dei politici, in l’Italia, non per l’estero, specie in un paese “multiculturale” come il Canada, dove l’italianità parla veramente al nostro cuore perché fattore primordiale d’identità.

Simili riconoscimenti, quindi, non possono che essere profondamente graditi a chi crede nella solidarietà basata sull’origine comune. La “Stella della solidarietà” deve essere giunta quindi sommamente gradita a Nicola Marrone, questo nostro abruzzese di Montréal, originario di Fossacesia, che ha tanto dato allo sport quebecchese e canadese, per non parlare del contributo da lui dato alla nostra vita associativa. Sempre con un contagioso ottimismo, con signorilità, con spirito di armonia e di concordia.

Io apprezzo grandemente la signorilità, l’entusiasmo e l’idealismo di Marrone, che in lui vanno di pari passo con la concretezza. Doti che invece, duole dirlo, non sono sempre presenti in tanti altri nostri italiani che, pur lodevolmente attivi nella vita delle nostre comunità di espatriati, sono spesso afflitti da un eccessivo protagonismo, promotore di rivalità, beghe, discordie.

Sarebbe veramente troppo lungo tracciare qui il “cursus honorum” particolareggiato di Nicola Marrone. Ricorderemo semplicemente ch’egli ha ottenuto grandi successi come atleta nella marcia su strada, nella corsa e nella marcia su racchette, e che ha continuato poi a svolgere, per tanti anni, un ruolo maiuscolo nell’atletica del Québec e del Canada come allenatore, tecnico, organizzatore, giudice di gara; e ciò tanto a livello nazionale quanto internazionale.

Alla motivazione della sua onorificenza, così eloquente, non mi sento di aggiungere una sola parola:

Il suo impegno nell’atletica leggera, come agonista, allenatore, organizzatore e giudice di gara ai massimi livelli internazionali ne ha fatto un protagonista non solo della Comunità italiana di Montréal. Ma anche un esponente di spicco nel panorama sportivo del Québec e del Canada. A ciò si aggiunge la sua dedizione nell’opera di aggregazione dei connazionali, in particolare quelli di origine abruzzese. Degno di nota appare anche il fatto che tutta la sua attività sportiva, professionale e sociale sia sempre stata improntata alla modestia e un genuino entusiasmo”.


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