La
saggezza del dopo terremoto
20.04.09- Il terremoto che ha
colpito lAbruzzo ha permesso
alla popolazione italiana di
mostrare il suo volto migliore:
mobilitazione senza risparmio,
aiuti tempestivi, governo e
partiti dopposizione uniti
e non più divisi secondo
le linee ideologiche, ampia
solidarietà nazionale,
piani di rinascita dei luoghi
colpiti... Ed infine questi
interessanti programmi televisivi
che riversano, su unopinione
pubblica apprensiva e commossa,
le analisi, le discussioni e
le proposte di stuoli di personaggi
celebri e di esperti...
Secondo questa edificante tesi,
il terremoto avrebbe avuto come
conseguenza di maturare gli
italiani. Lattenzione,
il tono drammatico, le lacrime
che accompagnano lintensa
fase mediatica in corso in Italia
proverebbero questa conquistata
maturità, da parte degli
abitanti del Belpaese, nel trattare
i gravi problemi di sicurezza
cagionati dallalto rischio
sismico del territorio.
Io dico invece che questa Italia
divenuta improvvisamente matura
e responsabile è solo
unillusione. La teatralizzazione
del terremoto fatta dai mass
media, Tv in testa, non è
altro che la conferma del carattere
nazionale e del suo gusto per
un eccesso di parole, di emozioni,
di propositi, di moralismo,
di buone intenzioni, di accuse
agli altri; e della sua straripante
passione per lattualità,
ossia per lattimo presente.
Il tutto a vantaggio delle chiacchiere
e delle polemiche, e a scapito
della sobrietà, della
concretezza e dei veri piani
a lunga scadenza.
Lattualità e le
mode tiranneggiano gli italiani.
Oggi al centro dellattualità
cè una calamità
degna senzaltro di lacrime,
di discussioni, di denunce,
di recriminazioni, di polemiche...
Ma non dimentichiamoci che questa
stessa Tv dove tutti
urlano, piena di tromboni superpagati,
e di tronisti, e cubiste e veline
scosciate e con le labbra rifatte
tornerà ben presto
ai temi imposti dallora:
le interminabili chiacchiere
del dopo-partita, i gossip,
le polemiche tra esponenti delle
varie caste (soprattutto le
polemiche pro- e anti-Berlusconi),
il sensazionalismo sui fatti
di cronaca nera suicidi inclusi,
e gli altri mille microavvenimenti
su cui gli italiani desiderano
sapere tutto. Ritornano poi
sempre, in una sorta di bolero
di Ravel: il delitto di Perugia,
Cogne, Erba, Garlasco, Pippo
Baudo, Mike Bongiorno, il festival
di San Remo...
I rischi sismici e le tecniche
di costruzione sono oggi al
centro dellattenzione.
Ma domani non lo saranno più.
Invece, accanto allimprevidenza
antisismica, occorrerebbe mettere
in un ordine del giorno permanente
i mali cronici italiani: abusivismi
in ogni campo, cementificazione
e scempi edilizi à
gogo(vedi anche gli agglomerati
urbani costruiti proprio sotto
la bocca del Vesuvio), corruzione,
gestione di una parte del territorio
da parte della malavita organizzata...
Bisognerebbe anche, una volta
per sempre, affrontare il tema
della grave confusione che molti
fanno in Italia tra le parole
e i fatti. Perché, anche
in questo caso, non erano le
parole che mancavano
le parole delle norme antisismiche,
in vigore in Italia ma
la loro messa in atto. Il tema
dei controlli, anzi della mancanza
di controlli, dovrebbe poi essere
posto in cima alla lista. Infatti,
nel paese in cui si stipendiano
legioni di controllori
dogni ordine e grado,
a controllare sul serio sono
in pochissimi.
Claudio Antonelli (Montréal)
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Claudio ANTONELLI
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