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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -


Claudio Antonelli

Il complotto della febbre suina

16.05.09 - La temuta pandemia d’influenza causata dal virus A/H1N1 ha ringalluzzito i dietrologi, particolarmente numerosi in Italia, patria dei superfurbi ai quali non si può darla a bere... “Eh già! Una pandemia senza che vi sia lo zampino del governo occulto mondiale o almeno della CIA? Andate a raccontarla a qualcun altro!” è stato il furbesco commento dei nostri machiavellici adepti del complottismo, che hanno tralasciato per un attimo di arzigogolare sull’“autoattentato americano alleTorri Gemelle’”, organizzato, come tutti ormai hanno capito, dalla stessa Casa Bianca.

È sorprendente constatare che la dietrologia colpisce menti non mediocri, anzi acute. Forse troppo acute... Prendiamo Maurizio Blondet. Questi si chiede provocatorio: “Cosa facevano i generali nel laboratorio delle pandemie?” riferendosi ad una misteriosa riunione di alti militari americani ed europei in un laboratorio biochimico, a Saranac Lake (N.-Y.) lo scorso ottobre. Anche per il giornalista Marcello Foa, la psicosi da influenza porcina è molto sospetta...

E perché i governi di tanti paesi avrebbero avuto interesse a creare un’epidemia di questa portata? I motivi possono essere tanti. “Può essere il modo migliore di gestire l’ira delle masse nel collasso dell’economia americana”, è la tesi di Blondet. Ma le cause del complotto planetario possono essere altre. C’è solo l’imbarazzo della scelta. I dietrologi ammiccano, alludono, accusano, sottintendono, evocano... Una ragione rinvia ad un’altra, quasi all’infinito, come in un gioco di specchi. Insomma, vattelapesca! Una sola certezza: mai fidarsi di ciò che appare, dell’“evidenza”, perché questa è solo un’illusione, creata ad arte dai poteri occulti.

Claudio Antonelli (Canada)




 
 

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