L
immagine online, bene supremo
16.09.09 - Mi pento
di averlo fatto. È stata
una decisione sbagliata,
ha dichiarato quel tale, in
Québec, che ha messo
alla guida dellauto di
famiglia il figlio di sette
anni, e che ha poi posto il
filmato dellavvenimento
su YouTube.
Dopo
le accuse che gli sono piovute
da tutte le parti, questo
padre si è dichiarato
pentito. Ma di cosa esattamente?
Di aver diffuso il filmato
su YouTube? Di aver messo
al volante il figlioletto?
A
mio parere, sarebbe sbagliato
scindere le due azioni, perché
senza YouTube nulla sarebbe
avvenuto. Infatti, il Nostro
non avrebbe mai fatto guidare
il figlioletto in quella maniera
la velocità,
la lunga distanza percorsa,
i commenti strategici incitanti
il figlio a continuare
se non fosse stato per lambito
traguardo finale: YouTube.
In
questo e in tantissimi altri
casi, la celebrità
su Internet è il traguardo
supremo. Tutto quanto viene
prima sono semplici tappe,
che esistono solo in funzione
del magico traguardo finale;
senza il quale, la corsa
la corsa allimmagine
non ci sarebbe.
Di
questo fenomeno rivoluzionario
si parla poco, eppure i suoi
effetti sono sotto gli occhi
di tutti: la distruzione del
senso critico, morale, logico,
consumata su interi strati
della popolazione dallavvento
di Internet. Limmagine
urbi et orbi
questo è il
fenomeno giustifica
tutto anche i progetti più
balordi. Stuoli di vandali,
di aggressori, di stupratori,
e di protagonisti dei più
indecenti crimini, misfatti
e carognate o delle più
incredibili stupidate autolesionistiche
basta vedere la maniera
in cui ragazzine, protagoniste
di atti che definire indecenti
è puro eufemismo, offrono,
tra un groviglio di membra
e di membri maschili, il volto
gioioso allobiettivo
sono quotidianamente
identificati e costretti a
pagare lo scotto per aver
voluto diffondere online,
urbi et orbi,
le proprie discutibilissime
gesta. Si direbbe che lautosputtanarsi
che mi si permetta
il crudo neologismo
tramite videocamera e Internet
sia divenuto per molti il
summum bonum.
Forse perché il Web
trasforma la sostanza stessa
dei contenuti, innalzandoli
ad un livello superiore di
realtà: una iperrealtà
sempre contemporanea. Il tutto
a beneficio delle menti un
po tarate di milioni
dinternauti, genuflessi
di fronte a questo Moloc che
si alimenta di foto e film,
e reca attraverso il pianeta,
alla velocità della
luce, il nuovo Verbo. Non
altrimenti si spiega il fatto
che gli autori di atti turpi,
criminosi, o di disgustose
gesta pornografiche, o di
imprese di una stupidità
assoluta, godono nel ritrarsi
o nel farsi ritrarre mentre
li compiono con il preciso
intento di diffonderli sulla
Rete; dove questi narcisi,
creatori di una nuova realtà
da pianeta delle scimmie,
possono contemplarsi con voluttà,
assurti finalmente alla celebrità
virtuale: nuova virtù
cardinale di una umanità
di internauti guardoni, felicissimi
di avere online
le prove della loro mente
tarata.
Una lingua capricciosa
In un forum online della lingua
italiana un partecipante pone
il quesito: Si
dice davanti la chiesa
o davanti alla
chiesa?.
La
risposta è che in italiano
si dice davanti alla
casa piuttosto che
davanti la casa.
Viceversa si dice, o si dovrebbe
dire, dietro la casa
e non dietro alla
casa.
Accanto
a davanti
vi sono poi avanti,
dinnanzi,
dinanzi,
innanzi,
inanzi...
A ciò si aggiungano
le varianti di uninfinità
di parole: denaro, danaro,
perfino, persino, insieme,
assieme
La
nostra lingua è capricciosa,
con regole poco osservate
e piena di varianti inutili
che ci complicano inutilmente
il parlare e lo scrivere.
Claudio Antonelli (Canada)