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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Claudio Antonelli

I bambini spediti oltremare

08.12.09 - Il triste capitolo dei bambini “indesiderabili” che l'Inghilterra spedì in Australia, in Canada e in altre lontane terre del suo impero, dovrebbe suscitare qualche commento sferzante da parte italiana sulla tanto esibita superiorità morale degli inglesi e affini. Come reazione se non altro al fatto che questi ultimi si compiacciono di qualificare gli abitanti della Penisola come esseri moralmente dubbi e anche un po' da barzelletta. Io conosco bene questo giudizio. Mi riferisco anche agli spernacchiamenti che i giornali britannici (“The Economist” ad esempio) rivolgono volentieri all'Italia. Invece no, niente di tutto questo, anzi un lettore ha tratto spunto da questa pagina vergognosa della recente storia inglese e ha scritto al “Corriere della Sera”, ma solo per deridere le “tanto decantate origini cristiane dell'Europa”.
Mi aspetto ora che i tipi alla Gian Antonio Stella - legioni in Italia - afflitti come sono dalla sindrome peninsulare della voluttà autodenigratoria si affrettino a rimettere le cose a posto. Un suggerimento a Stella: che scriva un libro autoflagellatorio del tipo “Quando anche noi italiani maltrattavamo ed espellevamo i bambini...”

Il muro di Berlino

Il muro di Berlino, conosciuto oggi soprattutto come “Muro della vergogna”, fu costruito come un muro di difesa contro il Fascismo. Pochissimi sembrano ricordarlo oggi, ma la designazione ufficiale del Muro, fatta dal governo della Germania dell'Est, fu: “Muro di protezione contro il Fascismo”. Pochissimi ricordano che allora chi avesse osato proporre la riunificazione della Germania, trovando disumana e assurda la divisione di quel Paese in due, sarebbe incorso nell'infamante accusa di “fascista”. In quei tempi, la disumanizzazione e “bestializzazione” antropologica dei tedeschi, presentati come una razza portata geneticamente alla guerra, all'antisemitismo, al razzismo, al superomismo, dilagava come credo indiscusso attraverso il pianeta. Basti pensare alla sterminata lista di film contenenti l'abituale, sacrosanto, virtuoso messaggio di propaganda razziale diretto alla disumanizzazione di quel popolo.
Oggi tutti esultano commemorando la caduta del Muro divenuto semplicemente “comunista”. Esultano in tanti anche in Italia, patria in tempi più gloriosi del più forte partito comunista al di fuori della cortina di ferro, e oggi patria degli aspiranti rifondatori del comunismo. Tutta questa gente sembra aver dimenticato che il Muro, a suo tempo, ebbe anche una sua nobiltà antifascista.

La lingua italiana - “Condividere”

Tempo fa scrissi: “Un verbo non sempre facile da tradurre in italiano è l'inglese ‘to share' o il francese ‘partager'. Come renderli? Con ‘ripartire', ‘dividere', ‘condividere', ‘spartire', o ancora ‘partecipare', ‘far parte', ‘rendere partecipe'? Dipende, beninteso, dal contesto. Ho semplicemente voluto ‘farvi partecipi' della questione, e ‘condividere' con voi - ‘to share with you' - questa difficoltà di traduzione.” Oggi - la cosa è chiarissima - nella summenzionata lista dei sinonimi è stato “condividere” a trionfare. “Condividere” è infatti onnipresente nel linguaggio degli italiani, soprattutto dei politici. Il Parlamento italiano è un'arena da combattimento? Tutti si saltano alla gola? La faziosità impedisce ogni intesa? Nel parlare è invece tutto un “condividere”. Il saggio Giorgio Napolitano, presidente “bipartisan” e “condivisore” per eccellenza: “Vanno ricercate regole condivise!” Ciò che conta in Italia è “portare avanti il discorso”. Un discorso che chi lo fa vuol “condividere” con gli altri. Ma ognuno, purtroppo, ne fa uno diverso...



 
 

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Claudio ANTONELLI

c.antonelli@videotron.ca

Corriere Italiano







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