Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Claudio Antonelli

Il modello transessuale

19.11.2010 - La popolarità dei transessuali è travolgente in Italia. Lo dimostrano gli scandali che hanno colpito il mondo politico della penisola, come anche la forte presenza di travestiti, ambitissimi, nei ranghi delle prostitute.

Avete notato lo strano modello femminile propagandato dalla TV italiana? Il modello offerto è una donna dalla femminilità caricaturale: labbra gonfie come ciambelle, pelle del viso tirata, trucco pesante, mammelle straripanti, capelli tinti di biondo, movenze eccessive, e una mimica facciale ammiccante da “lupa” felliniana. Il tutto evoca un padiglione di chirurgia plastica alla Barnum. 

Quel che importa, in Tv,  è apparire “donna” senza sfumature, con toni pesanti. È il modello “transessuale” di stile ingombrante, casareccio, all'amatriciana. 

Era inevitabile: nella patria del conformismo, la popolarità dei travestiti ha creato un desiderio  irrefrenabile di apparire come loro. Sembra che anche  l'alta moda stia per aggiornarsi ai nuovi gusti “transessuali”, limitandosi per il momento, però, al modello slanciato e tenue. Ha iniziato Givenchy che nella presentazione delle sue collezioni ha proposto la misteriosa Lea T. L'accoglienza degli addetti ai lavori è stata entusiastica, con un coro di approvazione non solo per le qualità fisiche ma “morali” del soggetto in passerella. Daniela Fede ( Il Giornale ): “ un transessuale di rara eleganza, classe e intensità, invece della solita top model più scema che bella .” Lo stilista di Givenchy, che ha deciso la storica svolta è un italiano: Riccardo Tisci. Il suo giudizio sul transessuale: “ È una vera dea. È molto femminile - superfragile, molto aristocratica. ”

Purtroppo, il travestito-transessuale, cui tante donne italiane si ispirano,  tutt'è  fuorché “ molto femminile, superfragile, aristocratico ”. Invece di ispirarsi ai tipi come Lea T., “teleprotagoniste” e telespettatrici, evidentemente, hanno preso a modello i trans marchettari che Piero Marrazzo frequentava. È un vero peccato. Estetico beninteso.

Politici da avanspettacolo

Berlusconi continua con le sue infelici battute - questa volta sui gay - che dovrebbero ridicolizzare gli avversari, in questo caso Nichi Vendola, ma che ridicolizzano invece l'Italia. E le principali vittime  dei luoghi comuni e degli stereotipi antitaliani che queste battute alimentano - l'ho già detto e lo ripeto -  siamo noi “italiani all'estero”. 

Da parte sua, l'opposizione, animata da vera e propria frenesia antiberlusconiana, approfitta di ogni occasione per demonizzare un Primo ministro da lei considerato - benché questi sia stato eletto e rieletto democraticamente - un tiranno da abbattere. Sia la maniera da “padrone delle ferriere” che Berlusconi ha di dirigere la cosa pubblica (con comiche punte di narcisismo ed esibizionismo all'italiana), sia l'accanimento (vedi Di Pietro) con cui l'opposizione si scaglia con la bava alla bocca contro di lui, accusandolo di essere un pazzo da legare, un ladro, un mafioso, un pedofilo, ecc., rivelano un forte spirito di parte, e l'assenza di un normale senso del bene della Nazione. Per soprammercato, l'umorismo di cui danno prova i protagonisti delle beghe italiane è un umorismo da avanspettacolo, ricco com'è di pesanti allusioni, gesti volgari, starnazzamenti (vedi Bossi e Di Pietro). E dire che l'attuale governo di cose valide ne ha fatte, come Sergio Romano riconosce in un recente equilibrato fondo del C. della S. Ma l'opposizione non vede tutto ciò. Vede e addita a tutti, invece, un premier da barzelletta. E purtroppo per noi, Berlusconi, nel “teatrino Italia” superaffollato di macchiette e saltimbanchi, svolge gongolante proprio il ruolo di primattore.



Claudio Antonelli (Montréal)

http://www.corriereitaliano.com/Rubriche/Losservatorio-11687



 
 

Scrivono per Voi

Claudio ANTONELLI
c.antonelli@videotron.ca
onisip@hotmail.com







Aiutaci
Grazie !