Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Claudio Antonelli

Papa Wojtyla e l'amore per la Patria

01.05.2011 - Dai giornali: "Benedetto XVI ha pronunciato la formula di beatificazione di Giovanni Paolo II".

Forse potrà interessare qualche lettore questo mio scritto del lontano 1980:

"Il discorso fatto da papa Giovanni Paolo II all'Unesco ha probabilmente sorpreso più d'uno. I papi precedenti, pur essendo italiani, non sempre mostravano un forte legame con l'Italia. Erano, o almeno mostravano di essere, “neutrali”. La loro cultura nazionale rimaneva in ombra, e più che figli della cultura italiana qualche volta dimostravano di essere figli della diplomazia vaticana. Ecco invece un papa la cui filiazione con la Polonia è un dato manifesto e vibrante. Come potrebbe dimenticare, papa Wojtyla, un passato nazionale che lo ha formato quale egli oggi è? So bene che, in nome di un internazionalismo snob e fasullo, legioni di cittadini dichiarano di essere liberi da ogni condizionamento culturale e nazionale. Costoro forse avranno ascoltato con fastidio il papa che parlava della Polonia e dell'amore per la cultura nazionale. In realtà, il papa, anche se non trascura l'amore per la piccola patria, è un degno padre universale dei cattolici e il suo afflato trascende le frontiere. Ma è proprio vero che la radice d'amore con la terra d'origine è un impedimento ad un amore più vasto? L'amore, anche se vuol aspirare ad essere universale, deve dapprima esercitarsi verso le cose e le persone che ci sono più vicine. Del resto, l'intenzione di amare l'umanità tutt'intera è molto più facile che il fatto di amare concretamente il proprio vicino di casa. Di internazionalisti che non possono fare a meno degli spaghetti al dente e che disdegnano gli usi e i costumi degli altri popoli, l'Italia è piena. Un papa, proveniente da un paese che ha dovuto lottare e lotta ancora per la difesa della chiesa cattolica contro la prepotente presenza della chiesa marxista, non può certo parlare con l'esangue distacco di un figlio della diplomazia vaticana.

Dopo aver sottolineato il profondo legame che esiste in Polonia tra cultura e religione, il papa ha detto: “La nazione è una grande comunità di uomini tra cui esistono vari legami, di cui il più importante è quello della cultura. La nazione esiste a causa della cultura e a vantaggio della cultura di un popolo. Quindi essa è una grande educatrice d'uomini. Questi ultimi, grazie alla nazione, imparano a vivere meglio in una più grande comunità. Io sono figlio di una nazione che ha vissuto le più grandi prove della storia: di una nazione che è stata condannata a morte dai vicini, ma che tuttavia ha saputo risorgere e restare fedele a se stessa.”
Papa Wojtyla non si è limitato ad esaltare il giusto amore per la patria, oggi che, in nome di un falso internazionalismo, l'imperialismo rosso persegue i suoi fini egemonici; egli ha osato riprendere dei temi che i circoli intellettuali asserviti all'ideologia dominante troveranno assai scomodi. (...)

Forse nel discorso del papa io ho voluto ascoltare soprattutto quello che suona dolce alle mie orecchie. Sarà. Ma anche in altri discorsi “il papa della certezza” ha parlato diritto al cuore dell'uomo (...). Sì, l'amore per la propria terra, quell'amore che si sviluppa con particolare intensità quando la patria è lontana, oppure quando è dominata da una potenza straniera, è un sentimento cristiano. La nostalgia delle nostre origini collettive, il rispetto del passato e della tradizione non sono sentimenti di cui avere vergogna. Anche se i luoghi, la lingua e la cultura non sono valori assoluti su cui costruire una mistica, per molti uomini il legame con la terra perduta, vedi Ovidio e Dante, ha aperto la porta ad una nuova purezza.

Claudio Antonelli (18-06-1980)

 
 

Scrivono per Voi

Claudio ANTONELLI
c.antonelli@videotron.ca
onisip@hotmail.com







Aiutaci
Grazie !
in