Italia:
verso la terza Repubblica?
di Ermanno
Filosa
26.06.07
- SANTO DOMINGO - Parisi , il ministro della
Difesa dice: La scommessa è la
costruzione di un partito che sceglie un leader,
non di un leader che sceglie il partito.
Un
attacco polemico a Veltroni , e al metodo
per scegliere-imporre un condottiero
che non ha la capacità di essere leader-guida.
Veltroni ha tutta laria di un Prodi
dipinto, un discorso monotono e senza emozioni,
ovvio, grigio. Si è detto al Lingotto,
Veltroni è lultima spiaggia.
Ma allora, siamo alle porte della Terza Repubblica?
Noi Italiani allestero abbiamo più
dimestichezza nel leggere la stampa estera,
perché la troviamo nelle edicole, è
vicina noi. E da qualche tempo siamo colti
da una seria preoccupazione. Si ha limpressione
che il Sistema Italia sia allo sbando, il
Governo incapace di decidere con prestigio,
scombinata la coalizione, la rete consolare
- diplomatica allestero che si dibatte
tra mille difficoltà, avvilendo utenti
italiani e stranieri con un persistente disservizio.
La democrazia italiana sembra unimbarcazione
che sta per naufragare, scrive Eric
Jozsef,corrispondente da Roma del quotidiano
Le Temps. La maggioranza di governo è
troppo eterogenea e, come se non bastasse,
al Senato ha solo due voti in più dellopposizione.
Larticolo riprende lallarme lanciato
pochi mesi fa dal ministro degli esteri Massimo
DAlema uomo politico con un self control
non comune, e che non ha esitato a dire in
una intervista ormai citatissima che «è
in atto una crisi della credibilità
della politica che travolgerà il Paese
con sentimenti come quelli che segnarono la
fine della Prima Repubblica».
Lo stesso capo dello Stato, Giorgio Napolitano,
appare pessimista se pubblicamente esprime
preoccupazioni per la sorte delle istituzioni.
La situazione è serissima, e Napolitano
lo sa, forse vorrebbe far qualcosa, ma la
Costituzione e le convenzioni gli legano le
mani. I diesse sono scossi dalla pubblicazione
delle intercettazioni sulla presunta commistione
fra affari e politica; qualcuno doveva correre
ai ripari. Ecco Veltroni : il bambolotto,
il buonismo o la retorica dei principi non
è soltanto un errore, è una
sciocchezza grossolana. Come certa carità
a buon mercato. Lo comprenderete, Veltroni
non è un fuoriclasse ma un cavallo
zoppo.
Ci sono commentatori che parlano addirittura
di pericolo di uno tsunami politico: non sono
pessimista fino a tal punto. È vero,
piuttosto, che non cè mai stata
tanta sfiducia nella politica come oggi. Disincanto
e indifferenza prevalgono tra la gente, forse
addirittura avversione e sprezzo.
Il rischio del collasso, come evitarlo? Se
la Seconda Repubblica, è già
un cadavere in attesa di funerale, che fare?
In che sperare. Ma come sarà - se ci
sarà - la Terza Repubblica? Possiamo
immaginare un sussulto, una orgogliosa e fantasiosa
scossa della politica. Dunque, una forte soprassalto,
quasi uno sconvolgimento da parte di tutto
il mondo politico italiano. Non dico una rivoluzione,ma
una fermentazione creativa. Un rinnovamento-rovesciamento.
De Gaulle, cercò di costruire nuove
istituzioni, la Thatcher, ridiede vigore agli
ideali liberisti. In Italia? Il malinconico
Veltroni non ha la stoffa del grande condottiero
del sussulto.
Mi aggrappo alla speranza che dal centrodestra
vengano simili tentativi, e che Berlusconi
abbia ancora la voglia di dare forza e contenuto
alla idea della immaginazione al potere
e quindi accenda la miccia del cambiamento
globale che apre le porte alla possibile Terza
Repubblica. Concepibile e ammissibile. Riflessione
finale : può la ipotetica leadership
di Veltroni, nata nel clima da ultima spiaggia,
impensierire un centrodestra in vantaggio
nei sondaggi di ben 18 punti percentuali?