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Scalata ad Antonveneta, Bnl e Rcs.
Intercettazioni, Forleo ( Gip Milano): "Politici complici di un disegno criminoso"
Implicati Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre ( DS), Salvatore Cicu e Romano Comincioli ( FI)
Gasparri: “Perché la sinistra teme la verità?”. La posizione di Bertinotti e Di Pietro. L'appello di Napolitano, capo dello Stato.

di Ermanno Filosa

23.07.07 - Roma. È di fuoco la ordinanza con la quale il Gip Clementina Forleo ha disposto la trasmissione al Parlamento delle intercettazioni richieste dalla procura di Milano, chiedendo l'autorizzazione ad usarle come prove nell'ambito dell’inchiesta sui tentativi di scalata ad Antonveneta, Bnl e Rcs. I politici , scrive il Gip, ''all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalemente rilevanti, né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata''.

Spiega la Forleo, "sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri” definiti nell’ordinanza “inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni”. I risparmiatori: la mancata scalata alla Bnl era, secondo l’ordinanza, un ''disegno criminoso di ampia portata'', ossia un piano che ''si stava consumando proprio ai danni dei piccoli e medi risparmiatori in una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale''.

Il danno all’immagine del Paese sui mercati internazionali. Forleo spiega infatti che “nelle vicende di cui si tratta, pure, a un certo punto, bloccate attraverso l'intervento della Consob e della magistratura, non può non sottacersi la grave ricaduta delle condotte incriminate non solo sull'immagine del paese, messo a nudo nella sua realtà istituzionale anche nei confronti della comunità internazionale, ma anche sul singolo risparmiatore investitore, debole e ultimo anello della catena su cui riversare le conseguenze di tali condotte”. Il Gup ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati. Una è dedicata alla vicenda Antonveneta e in questo caso le intercettazioni riguardano il senatore Luigi Grillo (FI). L’altra ordinanza è quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs. In questo caso, il Gip ha chiesto al Parlamento di utilizzare le conversazioni di Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti Ds), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia). Ora tocca alle Camere valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo politico alla diffusione dei punti salienti delle ordinanze. Per primo ha parlato il presidente dei senatori dell’Ulivo Anna Finocchiaro, che ha definito “forzata la ricostruzione operata dal Gip di Milano”. Commento al quale si è associato Dario Franceschini, capogruppo dell’Ulivo alla Camera. Marina Sereni, vice presidente dei deputati ulivisti ha reputato “gravi” le considerazioni della Forleo e anche il suo “tono assertivo”. Piero Fassino ha lapidariamente ribadito la sua “assoluta estraneità” alla vicenda. Stesso discorso per il compagno di partito Nicola Latorre. Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, ribadendo la sua “totale estraneità”, ha anche aggiunto: “Tutti possono constatare l'infondatezza di quanto sembra mi venga contestato, poiché le intercettazioni telefoniche sono state rese pubbliche su tutti i giornali italiani”. Il coordinatore della Quercia Maurizio Migliavacca ha fatto sentire la sua opinione con quattro parole: “Né partecipi né complici”. Più in là è andato il vicepresidente dei senatori dell’Ulivo Luigi Zanda, che ha parlato di “una vera e propria sentenza”. Bersani ha definito la ricostruzione del Gip “sproporzionata”. Particolarmente attivi i parlamentare dell’Idv. Di Pietro ha annunciato il voto favorevole del suo partito all’autorizzazione, ma ha aggiunto che su Fassino sarebbe pronto a “mettere la mano sul fuoco”. Orlando (Idv) ha ribadito il concetto di libertà della magistratura, il suo compagno di partito Donadi ha auspicato l’autorizzazione del Parlamento. Manuela Palermi (Pdci) e Angelo Bonelli (Verdi) hanno parlato della necessità di fare chiarezza. Clemente Mastella, nella sua qualità di ministro della Giustizia, ha annunciato di aver dato mandato ai suoi uffici “di acquisire la richiesta fatta al Parlamento” dalla Forleo “ravvisando, secondo quanto riferito da notizie di agenzia, singolarità rispetto sia al contenuto riportato che al ruolo” assunto dal magistrato “con una potenziale lesione dei diritti e dell'immagine di soggetti estranei al processo”.

"La diffusione di notizie riguardanti il rapporto tra magistratura e Parlamento costituisce un problema". E' quanto sottolineano ambienti vicini al presidente della Camera Fausto Bertinotti, a proposito delle informazioni relative alla richiesta di autorizzazione all'uso di intercettazioni telefoniche che chiamano in causa sei parlamentari, nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata Unipol a Bnl.

"Non capisco perche' la diffusione delle notizie sulle intercettazioni telefoniche sia un problema". Lo ha detto Antonio Di Pietro. "La questione - ha affermato il ministro in una nota - non puo' essere che la diffusione delle telefonate faccia sapere all'opinione pubblica che ci sono politici intercettati, ma che gli stessi potessero sponsorizzare i cosiddetti furbetti del quartierino. Questa e' il problema e non che qualche cronista lo dica o qualche giudice indaghi".

Un appello è stato rivolto da Napolitano al plenum del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici presieduto dal capo dello Stato.Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, lancia “un richiamo alla massima responsabilità e riservatezza nello svolgimento di tutte le funzioni proprie dell’autorità giudiziaria; in particolare - sottolinea il presidente della Repubblica - il richiamo a non inserire in atti processuali valutazioni e riferimenti non pertinenti e chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti .

“Questi - ha aggiunto il presidente del Csm - sono temi cruciali della giustizia rispetto ai quali mi pare opportuna una ulteriore rigorosa riflessione del Consiglio”. La prima carica dello Stato entra così nel vivo della polemica innescata dal gip milanese Clementina Forleo, che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a utilizzare i contenuti delle intercettazioni telefoniche riguardanti le scalate ad Antonveneta, Bnl e Rcs. Denunciando al contempo che in quelle vicende i politici sono stati “complici consapevoli”.

Dall’opposizione, arriva solo il commento di Gasparri, che si è chiesto: “Perché la sinistra teme la verità?”.

di Ermanno Filosa



Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)