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Bin Laden e il terrore psicologico

di Ermanno Filosa

05.10.07, SANTO DOMINGO - Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante? Il Papa , è il Papa : rispettiamolo. Sarà anche infallibile, ma non per questo noi uomini liberi perdiamo il valore del nostro giudizio. Papa Benedetto XVI ha detto che nel mondo non è in corso "uno scontro di civiltà", ma che spesso i responsabili di attentati "sono solo piccoli gruppi di fanatici" ; lo ha ripetuto piu`volte in questi anni . Benedetto XVI ha detto inoltre che "il terrorismo è irrazionale", mentre è "importante il dialogo tra le tre religioni che hanno Abramo come padre", riferendosi a Islam, Cristianesimo ed Ebraismo."Si può solo pregare perché si rafforzi questa volontà che esiste nel mondo ... così forte e visibile", affinché "sia più forte della violenza".

Tutto bene. Però non siamo d’accordo con una parte del giudizio affermato dal Papa , e cioè che “ non è in corso uno scontro di civiltà...”.Dobbiamo pensare che il nostro stimato Benedetto XVI è mal consigliato.La questione terrorismo Islamico è vasta e complessa,è una sfida globale alle sorti della umanità; lo sceicco del terrore Bin Lade è ancora vivo, Al Jazeera ha trasmesso di recente il suo ultimo messaggio. La Cia avverte: al Qaida prepara azioni clamorose contro gli Stati Uniti. Riecco allora il comportamento spavaldo di Bin Laden: «Convertitevi o morirete».Abbiamo il dovere di analizzare con criteri sereni ciò che abbiamo dinanzi, per non cadere vittime poi della nostra incapacità di guardare con chiarezza le vicende di questi anni.Vediamo.

L’immaterialità del terrore. L'effetto «terrore» puo’ colpire senza dall'effetto «morte»: questa è una considerazione ancora più sconcertante, perché mostra lo effetto di massa e collettivo degli attentati. Esso non si misura dal numero delle vittime , ma dalla capacità di terrore generale che l'attentato suscita, non nella sua materiale concretezza, ma nella vasta realtà dello immaginario colletivo.E così possiamo parlare di immaterialità delle terrore; gli attentati di Londra e dell’Egitto, quelli continui in Irak ci fanno riflettere, oltre le apperenti azioni criminali; le sole apparizioni televisive di Bin Laden hanno “ un effetto terrore e preoccupazione” al di là dello evento –fatto vero e proprio.

La nuova strategia di Al Qaida in Irak, poi , è ripugnante : corre sulle gambe dei ragazzini, gioca sulla loro facile influenzabilità, sulla scarsa percezione della paura e, più banalmente, sull’insospettabilità di queste facce innocenti; i ragazzi passano i check-point senza troppe perquisizioni, girano per le strade delle città irachene sopraffatte dalla guerriglia, senza attirare sospetti e senza destare paura. Ma seminano bombe, provocano massacri. I baby-terroristi all’estremismo sono irretiti dalla influenza psicologica del mito vita-guerra, perchè non hanno avuto modo di conoscere altro tipo di esistenza.

Ricordiamo, l'Islam è una religione .Conosce i percorsi per soggiogare lo spirito e la psiche: non solo alleva centinaia di uomini e donne disposte a farsi saltare in aria per uccidere , ma sa anche come indurre l’anima collettiva al terrore praticamente con simboli, con bombe finte; è il massimo del terrore che ci viene inflitto .Ecco manifestarsi il nuovo scenario, incredibile , di chi può prescindere anche dalle vittime, per ottenere l’ effetto programmato: quello di diffondere il terrore, praticamente, con la beffa e la bizzarria, con la rappresentazione dello emblema. Ci appare così chiaro il paradigma classico della guerra psicologica; le accademie militari dedicate alla preparazione di agenti sofisticati lo insegnano già da qualche decennio.

E allora, alla violenza si uniscono la scarsa considerazione, e l'irrisione.La beffa del finti attentati come quello di Londra di qualche anno addietro; senza morti.Senza macerie. Non basta mostrare che si può ripetere il gesto, ma che si è così potenti e addestrati da ripeterlo” simbolicamnete” come una allegoria, scomparendo nell'ombra.Preoccupante. E' la guerra psicologica, emotiva, si mira ad attaccare la mente senza colpire il corpo.

Oggi noi sperimentiamo il terrore che i cristiani hanno già conosciuto e la violenza che ovunque l'Islam scatena contro di essi. La multiculturalità è fallita in l'Inghilterra: l'ha più rigorosamente praticata, fino ad accettare di essere la patria dei terroristi; noi italiani all’estero ci chiediamo, come si possa pensare di intrecciare un dialogo inter-culturale autentico e responsabile se la prima cultura social-religiosa-politica ad essere negata è la propria. Possiamo in questo modo predisporre credibili difese? Il fanatismo e l’odio dell’Islam non possono essere fermati con semplici invocazioni.

Dobbiamo prendere atto che stiamo assistendo ad una vera e propria guerra di civiltà: sono in gioco valori di libertà e rispetto della dignità umana.E`in gioco il grande principio della libertà di espressione. La libertà di pensiero e la libertà di organizzazione politica sono minacciate.L’Islam invita alla conversione, e chi non lo fa è un nemico; sottovalutare la pressione maomettana è un errore imperdonabile.Paesi islamici che si occidentalizzano o Occidente che si islamizza? Il futuro dirà, una sfida epocale. Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante?

*Ermanno Filosa



Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)