Santo
Domingo e gli Italiani uccisi.
di Ermanno
Filosa
19.10.07 - Eleganza anni Quaranta e smorfie
punk, foto scandalo e bianchi e neri vecchio
stile, quadri naif haitiani nelle strade,
la febbre del risparmio energetico e le luci
ad alto voltaggio. Da quel formidabile campionario
di contraddizioni che sono le tendenze
si muovono nei Caraibi i sogni e le illusioni.
Lincredibile desiderio di incontrare
lincantesimo.
La Repubblica Dominicana vive uno dei momenti
piu difficili della sua storia.La delinquenza
è scatenata, la sicurezza un ricordo
del passato, forti e pesanti le diseguaglianze
sociali, con i poveri sempre piu poveri,
quasi senza speranza.
In questo clima di forte tensione sociale,
si avvia una campagna elettorale per le elezioni
presidenziali del prossimo anno.Il Governo
del Presidente Leonel ha dato allinizio
del proprio mandato un forte impulso positivo
sulla credibilità del sistema dominicano,
e sono state avviate importanti iniziative
che hanno dato stabilità alla macroeconomia;
ma non è bastato.Rimangono forti le
contraddizioni, la sanità e la istruzione
, il sistema scolastico,la stessa Università,
lasciano molto a desiderare, ancora fragili
le istituzioni in generale, ed una magistatura
che fa ogni sforzo per apparire indipendente.
Sembra evidente che le forze dellordine
non sono padrone del territtorio, e la stessa
polizia non è immune da continui atti
da vera delinguenza organizzata ; lultimo
caso eclatante : nello stesso edificio in
cui era presente un distaccamento di polizia,
prosperava un grosso centro-laboratorio di
droga.Tutto il personale delle forze dellordine
è stato sospeso, e sono in corso profonde
indagini.La questione di fondo è comunque,
di matrice cultural-politica : giganteggia
il senso del particulare,la ricerca
del proprio personale interesse a tutti i
costi, e nella Repubblica Dominicana è
diffusa la cultura del primeggiare
se si è capaci di apparire con bella
macchina e bella vita, a tutti i costi.Anche
usando il raggiro, lintrigo piu
fantasioso e creminale, la truffa,e poi lomicidio.
Sono decine gli Italiani uccisi in questi
ultimi 20 anni.Ma anche spagnoli , tedeschi,
americani , turisti e residenti .Un imprenditore
canadese, proprietario di un hotel, è
stato ucciso proprio due giorni fa. Recentemente
gli Italiani uccisi , hanno visto protagonista
una località balneare a 45 minuti da
Santo Domingo, si tratta di Boca Chica. Le
chiamate persone amiche hanno
con trucchi e intrigo vile giocato brutti
tiri, togliengo la vita a persone serie che
desideravano solo godere delle bellezze naturali
che i Caraibi comunque offrono.
Marino era una persona tranquilla di 85anni.
Viveva in una casetta vicino al mare.Fu assaltato
con una mazza mentre apriva la porta di casa,
e colpito alla testa; svenuto e agonizzante,
è deceduto il giorno dopo in ospedale;
è stato ucciso da giovani dominicani
, ragazzi che lui conosceva bene, ai quali
a volte soleva dare una propina,
una mancia a titolo grazioso. Una vita uccisa,
per un cellulare, una catena d'oro, pochi
spiccioli, e un televisore.
Sergio era solito frequentare belle giovani
ragazze.Era un uomo che dava fiducia al prossimo
con generosità; due donne sempre lo
accompagnavano a cena, al casinò, nella
festa di compleanno con gli amici italiani.
Un simpaticone, un ottimista. Lo hanno trovato
ammazzato con forbici conficcate nel collo;
e così le bravi due ragazze allegre
e simpatiche si sono tramutate in assassine
per rubare i soldi che Sergio teneva in una
cassetta di sicurezza.
E infine luccisione di Maurizio e il
ferimento di Didy. Assaltati in casa, a causa
si ritiene di una soffiata di chi conosceva
bene le abitudini degli aggrediti.E altri
casi ancora, che trasmetteno solo malinconia
a riferirli tutti.In Repubblica Dominicana,
bisogna aprire gli occhi, selezionare con
cautele le persone che si frequentano, sia
donne che uomini, sia poliziotti che civili,
tenendo in mente che i lupi per toglierti
la vita e un cellulare a volte hanno il volto
di cappuccetto rosso. Fare buon viso a cattivo
gioco, qui ai Caraibi vuol dire a volte aprire
le porte dellavventura impossibile,
e regalare la propria pelle al diavolo. Il
sogno della dolce vita, la ricerca di piaceri
proibiti e colorati, alla lunga sa presentare
il conto della festosità dipinta da
inganni non sempre piacevoli.No alla droga,
no alle minorenni, no al proibito proibire
. Si al conformismo vigilante, stucchevole
ma salva-vita.Non sempre la originale diversità
è simbolo del gusto del buon
vivere.Cosi è , se vi pare.E
non solo ai Caraibi.
Ermanno Filosa* LItaliano.