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Weltru-Berluscon duo asimetrico ma parallelo.

di Ermanno Filosa

03.12.2007 - La situazione politica italiana è in gran movimento. Sembra che, come d’incanto, stia sparendo quella aria avvelenata che rendeva irrespirabile il clima politico italiano. Certo, la questione Governo è lì sul tappeto: sembra ormai cotto, prigioniero delle proprie contraddizioni, con un Prodi che ci appare un buon-povero uomo.Servitore paziente di un destino politico infausto.E poi con Boselli(Sdi) che afferma: «Dovevamo evitare arroganza e autosufficienza. Invece siamo stati arroganti e autosufficienti fin da quando abbiamo imposto al centrodestra due presidenti di Camera e Senato scelti da noi. Abbiamo fatto una bella abbuffata di poltrone governative, oltre cento, quasi un record ; l’Unione viene seppellita, visto che il Pd prende tutte queste iniziative da solo.L’Unione è finita». Tant’è.

L’analisi , comunque, della prospettiva politica vera e propria si muove adesso dalla azione di Veltroni e Berlusconi. Si osservano asimmetrie e parallelismi tra i due leader.

Berlusconi. Sarà genio, come mi confidava Dario Rivolta, attuale responsabile della politica estera in Forza Italia, in una visita qui a Santo Domingo ( “uomo come Silvio, nasce uno ogni cento anni in Europa” affermava il buon Dario), sarà costruttore e fondatore per temperamento, ha naso e arguzia. Furbizia politica e tempismo, un uomo collegato sempre con lo sviluppo degli eventi futuri. Ma Berlusconi adesso ha un problema vitale : ha bisogno di una legittimazione democratica. In Forza Italia è padre-padrone ; mentre gli altri , i democratici e gli ulivisti, ci hanno messo tredici anni per rompere le righe e formare un nuovo soggetto politico, il Cavaliere in mezza giornata scioglie e rifonda un nuovo partito “ Il popolo della libertà”, salvo poi dire che Forza Italia esiste e che sarà un “ partito rete” aperto a tutti i movimenti e a tutte le tendenze in attesa di confluire nel “Popolo della libertà”.Insomma, pressapoco così.Di più : il nostro Silvio tenta di dimostrare che si mette in gioco, che persino il suo ruolo di leader è da convalidare e riqualificare, attraendo così nella nuova formazioine politica i partiti alleati o loro movimenti di rilievo. Parla di congresso trasparente, di partecipazione della gente. È possibile che Fini e Casini ,per non fare regali alla sinistra, finalmente diventino meno gelosi e si avviino nelle prossime settimane ad incontrare il Cavaliere, e chiudere la partita; altrimenti corrono il rischio di rimanere isolati e rappresentare solamente frazioni significative dello schieramento del centro destra; basta veti e ripicche, dice accorato il Cavaliere. E ancora : “La gente vuole che tutti noi stiamo uniti, che tutti coloro che appartengono al campo dei moderati e dei liberali e non si riconoscono nella sinistra, la smettano di litigare, la smettano con i veti, con i distinguo, con le ripicche e con i ricatti".

È necessario prendere atto, comunque, che con la svolta di San Babila, Berlusconi ha deciso di mettersi con convinzione alla testa del suo popolo, della gente, e ha ritrovato la sua più autentica vocazione popolare verso la difesa della libertà. La carta vincente di Berlusconi è data dalla sua capacità di essere interprete della realtà in divenire.

Veltroni. Mette in campo tutte le energie per acquisire nel Partito Democratico un fascino simile a quello che Berlusconi esercita in Forza Italia ; insomma essere leader senza subire le pressioni dei colonelli e quindi scendere continuamente a trattative logoranti. Difficile, ma questa è una meta che Veltroni ha in testa, con il volto gommoso che si ritrova. Il carisma è una dote naturale, non si compra o si vende. È evidente che nel vertice del Pd esiste un profondo dibattito sulla opportunità o meno di stabilire fin d’ora la data del congresso; esiste il confronto tra due modi differenti di vedere la natura del nascendo partito : Veltroni che pensa di formare un partito” leaderistico”, e coloro che pensano ad un partito “ colonellato”, ingessato cioè in un sistema decisionale tradizionale . È da ritenere che Veltroni sia fortemente convinto che un partito ingabbiato in lacci e lacciuoli nei processi decisionali, ancorché formalmente più democratico, rappresenti un peso non indifferente nel momento della ricerca di agilità per il rilancio del Sistema Italia.

Il sindaco di Roma, guida un partito che è la somma di due strutture; i leader hanno esperienza, sono noti e determinati.Deve rapidamente procedere dall’alto alla nomina degli organismi dirigenti,e Berlusconi insegna; solo coì , forse, potrà evitare che i vari ragruppamenti e potentati centrali e periferici mettano in campo una stretta oppressiva che toglierebbe fiato alla volontà di costruire un partito “ leaderistico”: e in effetti un pò di “cesarismo” ci vuole se ci si vuole confrontare con il Cavaliere.

Berlusconi e Veltroni, in altre parole, dovranno dare risposta a problemi complessi, vasti e articolati, nel realizzare la piattaforma di partito che hanno in testa. Una scommessa molto impegnativa, che vale la pena di seguire attentamente.Il resto è noia, aria fritta e rifritta; a meno che non si voglia cadere nelle smanie di Beppe Grillo.


Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)