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Fini, la forza del leader antipatico

di Ermanno Filosa

30.12.07, SANTO DOMINGO - Si parla tanto di politica impazzita. Di aria irrespirabile e di polpette avvelenate. Si afferma che la non-governabilità e la qualità della rappresentanza mette in severa crisi la autorevolezza delle Istituzioni; e si descrive una immagine dell’Italia appannata. Insomma, sembra che ci sia un costante rischio di inesorabile declino, un Sistema Italia spinto verso il precipizio e le forze politiche che innervano il sistema incapaci di avviare uno scambio franco e costruttivo, al di sopra dei personalismi. Ecco l'immagine, quindi, di una sorta di “impazzimento continuo”. E non sono balle, canzoni da furbetto cantastorie. Magari lo fossero. Abbiamo dinanzi agli occhi quello specchio chiamato “fare politica” colpito da mille pietre, con relative lesioni.

In questo quadro, lo stesso Presidente della Repubblica Napolitano, ha sentito la necessità di affermare ”non spetta a me suggerire soluzioni, ma solo insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto e sull’urgenza di giungere a scelte largamente condivise. Se non si raccogliesse questo bisogno nei prossimi mesi, superando i paralizzanti sospetti reciproci e i giochi di interdizione, si correrebbero seri rischi". C’ è insomma, «urgenza» di «improrogabili riforme istituzionali» e di un «clima nuovo nella vita politica, e più in generale nella vita nazionale». Quindi, ripeto, non sono canzonette.

Tutto sembra avvolto da chiacchiare. Ma non lo sono. Vi sono tensioni e forti contrapposizioni. Aria pesante. Il Presidente Napolitano lo sa bene: il sistema politico italiano non è orfano, è figlio prediletto di un establishment economico-finanziario sempre più invasivo, autoritario, sempre più autoreferenziale; e da qui non si scappa facilmente. E' quindi sempre piu’ complicato superare i sospetti reciproci paralizzanti.

Nella descrizzione di questo clima politico, Gianfranco Fini appare certamente come l’uomo politico del momento, altro che Berlusconi propositore di progetti politici realistici, portatore di risposte politiche costruttive. Fini fa ogni sforzo per apparire un sistematico “signor no”, impossibile farne a meno; è un caso forse unico di leader politico carico a volte di antipatia, dispettoso. Irritante ma non maligno, provocatorio, con sgarbata gentilezza sventola un manto permanente di sospetti e dubbi: è difficile essere Fini, ma lui lo fa bene.

È innegabile, senza Fini e An il nascente Popolo della Libertà avrebbe serie difficoltà. E Berlusconi deve fare un grande sforzo teso al recupero. Ed è riduttivo parlare di “tanta voglia di leadership e un amore nuovo maltrattato in televisione“, visto che la visione finiana ha una profonda consistenza strategica legata al Tempo e alle Circostanze.

Ma Fini sa che esiste sempre quell' establishment che conta e che già nel '94, dopo aver attivato tangentopoli, tentò la scalata al potere con la gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Silvio Berlusconi ha rotto le uova nel paniere, ha rallentato la spinta propulsiva del colpo di Stato strisciante e ha portato l' ex-Msi fuori dal ghetto. Oggi abbiamo dinanzi una democrazia leaderistica, un modello in cui il leader è figlio paziente e rispettoso di ben individuati centri di potere; e così assistiamo alla emarginazione dei gruppi dirigenti, considerato che il rapporto diretto tra il leader di turno e la «gente» toglie peso e ruolo ai cosidetti emergenti.

Eppure si dovrà discutere “insieme” di politica da qualche parte. Gianfranco Fini ci ha insegnato in che maniera: con la forza di un leader antipatico e dispettoso, ma che comunque, prima o poi, dovrà cessare di essere un malizioso e scaltro “signor no”. Ah, Fini!


Ermanno Filosa - Italia chiama Italia-Corriere d'Italia



Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è il Presidente dell' Associazione
"Azzurri nel Mondo - FORZA ITALIA della Repubblica Dominicana"

ed attualmente riveste la carica di
Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)