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Ermanno Filosa

I pericoli per la destra

I processi elettorali sono frutto della intellighenzia.Ma a volte il celebralismo si scontra con la prassi e l’azione di base; e i voti non si contano in tv o nelle piazze, ma nei seggi elettorali dove la volontà di brogli è sempre viva e permanete. Speriamo che questa volta Belusconi e amici della destra non siano indotti a ricriminare piu’ di tanto. Ma le esperienze del passato non ci consolano molto.

04.02.08, Santo Domingo - Vi è aria di trionfo nel quartier generale del centro-destra. Si danno per scontate le elezioni, e si descrive la sconfitta per la sinstra. E già si parla dei programmi del prossimo governo, delle inizitive da mettere in campo nei primi cento giorni. Si scrivono e riscrivono bozze di liste dei ministri e sottosegretari. Un gran fermento. È naturale che sia così.

Tutti i sondaggi descrivono una clamorosa sconfitta elettorale per il centrosinistra. Berlusconi ha benificiato in forma gratuita di un formidabile spot elettorale: i quasi 600 giorni del governo Prodi, e la permanente conflittualità fra le varie forze politiche che compongono lo schieramento governativo. Insomma fiutando la sconfitta, i politici del centro-sinistra , si preparano al peggio e rischiano di mettere in campo comportamenti scomposti e improvvisati , come quello di Veltroni che adesso ci parla di “Governo di grande intese”. Cose da altro mondo. Anche D' Alema tenta di evitare il ritorno immediato alle urne e consentire il formarsi di un esecutivo tecnico che si incarichi della riforma elettorale e che consenta quindi di andare oltre gli scenari attuali. Egli vorrebbe evitare un governo Prodi in carica per il disbrigo degli affari correnti che condannerebbe il Pd ed il centrosinistra ad una sonora disfatta elettorale. Ma la parola spetta decisiva a Berlusconi-Fini -Casini che dicono “ subito al voto”.

La destra, però, corre dei pericoli. La annunciata Caporetto elettorale per la sinistra, non deve indurre a sottovalutare alcune arcane questioni, considerato che il processo elettorale non è contemplazione o generoso slancio mistico. É lotta, ricerca nel dare i piu’ efficaci colpi bassi all’avversario, capacità di persuadere chi deve andare alla urne. Insomma è intensa competizione vera e propria. Vediamo le questioni che assumono le vesti di “incognite”.

La prima questione. La natura dell’ uomo Berlusconi. Sarà geniale, sarà vincente, ma l’indole lo puo’ portare nella voglia di esprimersi a “straparlare”, con effetti negativi per il consolidamento dei consensi. Vi ricordate’! Disse, e con impeto “Gli italiani non sono così coglioni di votare per la sinistra” . E si trovò alla opposizione. Molti che lo avrebbero votato, si ritirarono sull’ avventino o cambiarono fronte a dispetto, perchè troppo violenta emozionalemte fu la battura del Cavaliere. Ottenne l’effetto cotrario. Diede la impressione di essere il padrone della coscienza di tutti, e molti si ribellarono. Quindi la preoccupazione per lo “straparlare “ di Silvio ci sono tutte.

La seconda. Berlusconi ha ripeturo fino alla nausea che la legge elettorale va cambiata, che non si può governare con pochi voti di scarto; e ha ricordato che nel suo governo lui stesso fu molto frenato nella sua azione riformatrice dal particolarismo degli alleati. Contraddizione: dinanzi a questa ragionevole diagnosi, ora si oppone a qualsiasi cambiamento della legge elettorale. E fa bene, il tempo lavora per la sinistra che tenta di riparare i danni; votare a minestra fredda, significa per la sinistra recuperare un poco. Votare subito, infatti, porta in trionfo la destra sull’onda di una potente spinta politico-emozionale, non vi alcun dubbio. Lo svolgimento della campagna elettorale ci dirà fino a che punto questa contraddizione verra`messa in risalto e quanto nuocerà alla destra.

Terza questione. La destra non ha ancora radici profonde nella articolazione del sociale, tranne An che puo’ contare aderenti di base tenaci e scaltri; Casini ha solo aderenti senza voglia di lavoro di base. La intelaiatura di FI ancora è debole, nella base è minima la tenacia che nasce dalla costante milizia politica. I “Circoli della libertà” della Brambilla o di Dell’ Utri in gran parte “sono sulla carta” o con adesioni di base senza esperienza di prassi politica o sconoscono il senso del sacrificio del lavoro politico. Tanto, ci si consola, ci pensa la immagine di Silvio e la chioma rossa della Brambilla che appare con constanza in tv; insomma il cenro destra appare come una gran carcassa lucida e televisivamente forte ma con debole ossatura. Ancora non si è consolidata una formidabile struttura portante. Effetto: il centro destra no sa controllare i seggi elettorali, e adesso la capacità di imbrogli sarà moltiplicata con disperazione al massimo, per fare fesso il centro detra. Il voto all’estero fu un gran imbroglio organizzato. Gran parte dei militanti di sinistra sono veri e propri campioni nel manipolare i seggi elettorali; da altre 40 anni esiste una struttura interna incaricata e allenata allo scopo. E viene anche alimentata economicamente. Ancora una volta Berlusconi dovrà fare i conti con “questa invisibile e scaltra macchina di manipolazione dei seggi elettorali che è abituata a usare mille artifizi a vantaggio della sinistra”.

La quarta questione. Si tratta dei possibili nuovi protagonisti della lotta elettorale. I sondaggi sono fatti a bocce ferme, ossia con gli attuali partiti. Ma che cosa succederebbe se dovessero scendere in campo altri attori? La sfida elettorale dell’antipolitica, tipo Beppe Grillo o Girotondi. Quanti voti perderebbero i partiti più grandi? E di fronte a una sfida liberaldemocratica, tipo«volonterosi»? E Montezemolo? E di fronte a una sfida radicata al centro senza tentennamenti, tipo «Rosa bianca» o Family day? Difficile la risposta, sarà poi interessante analizzarlo a fatti avvenuti ( e se avvengono).

Finalmente la quinta questione. Gli italiani all’estero e il comportamento del partito invisibile degli indecisi, incerti, delusi, stufi, amareggiati, disgustati, arrabbiati, furibondi. Gli italiani all’estero sono una dannazione per Berlusconi, al quale non è stato ben spiegato la forte potenzialità sia elettorale che economica; Fini dovrà affrontare l’urto passionale di Tremaglia e la voglia di nuovo proposto da Zacchera che in questo ultimo anno ha girato il mondo intero tentado di prospettare il volto della riscossa alla destra mortificata dalla sconfitta elettorale. Il partito “Italiani nel Mondo” di De Gregorio, è la solita operazione di vertice e non ha nessuna presenza anzi è inviso nei cinque continenti; le associazioni “Azzurri nel mondo" di FI e “Comitato Tricolore” di An, presenti in gran parte dei cinque continenti vivono un momento di delusa attesa, dopo un travagliata crisi. Insomma, ancora una volta gli italiani all’estero e il partito degli indecisi possono elargire sorprese sia alla destra che alla sinistra.

I processi elettorali sono frutto della intelligenza. Ma a volte il celebralismo si scontra con la prassi e l’azione di base; e i voti non si contano in tv o nelle piazze, ma nei seggi elettorali dove la volontà di brogli è sempre viva e permanete. Speriamo che questa volta Belusconi e amici della destra non siano indotti a ricriminare piu’ di tanto. Ma le esperinze del passato non ci consolano molto.

Ermanno Filosa - Italia Chiama Italia - Il Corriere d'Italia



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Ermanno FILOSA
Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"AZZURRI NEL MONDO - FORZA ITALIA - DELLA REPUBBLICA DOMINICANA ", inoltre e'

Presidente del
COM.IT.ES.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)







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