Che
cosa vuol dire essere Italiani
nel mondo?
"Senza
la cultura italiana, senza
la creatività e lo
spirito di iniziativa che
ci hanno reso protagonisti
della Storia, il mondo oggi
sarebbe diverso, forse peggiore"
25.02.08, In Italia vi è
chi considera la presenza
degli italiani nel mondo una
risorsa, a tal punto da affermare
addirittura che loro sono
un pozzo di petrolio;
altri invece non comprendono
i termini del problema e affermano
sono andati via dall
Italia,che cosa vogliono adesso?
Questione stimolante.
Osserviamo
che certi italiani d
Italia, ogni volta che saccaniscono
contro la propria identità,
usano l'espressione fare
una cosa allitaliana
come sottinteso di approssimazione.
Allestero, fare
una cosa allitaliana
per molti significa farla,
allopposto, con talento,
con intelligenza strategica
e innovativa, da liberi uomini
di frontiera, forti e coraggiosi.
Insomma fare una cosa allitaliana,
significa presentare leccellenza.
Ma poi arriva la monnezza
della Campania e la questione
dellIslam; ed allora
lItaliano nel
mondo sente sulla propria
pelle e sulla propria attività
le ripercussioni, e viene
coinvolto e travolto da un
giudizio negativo. Forse deriso
e schernito. Negli ultimi
anni i fatti italiani hanno
rischiato di mettere in crisi
severa la italianità
nel mondo; e così gli
italiani nel mondo dichiarano
la propria esasperazione dinanzi
al disfacimento politico del
momento esistente in italia.
Gli
Italiani sono presenti sovrattutto
in Occidente. Qui si sente
il peso delle organizzazioni
non democratiche: Islam contro
Islam, Al Qaeda contro tutti.
Una continua insidia. Ecco,
lOccidente. Da decenni
oramai la societa è
riformata, e nei vari diritti
di famiglia sono state introdotte
importanti innovazioni; le
fondamenta della società
patriarcale, gerontocratica
e autoritaria sono state definivamente
incrinate. Ma è insidiato
dallIslam. Attaccato.
Sembra che lOccidente
sia avviato a cancellare la
sua identità, cristiana,
sottomessa al principio di
dare vita ad una civiltà
pluralistica. Spariscono
Gesù dal Presepio e
i canti cristiani; scompare
e riappare il Crocifisso dalle
pareti; la Chiesa in certi
Paesi è costretta a
fronteggiare soprusi e tentativi
di messa al bando. In questi
Paesi al cristiano spetta
la prigione se propaganda
il cristianesimo, se mostra
simboli religiosi, vietato
costruire chiese. La civiltà
pluralistica a senso
unico rischia di annichilire
ogni forma di razionale convincimento.
Riflettiamo.
In occidente è l'ostentazione
della nostra debolezza a renderci
vulnerabili agli occhi dei
terroristi, non il contrario.
E' la convinzione che non
siamo politicamente e moralmente
in grado di contrastarli che
ci rende aggredibili; la nostra
stessa italianità,
si dice da piu parti,
è messa in pericolo.
Un momento, ci sono gli italiani
allestero; agli Italiani
allestero spetta il
compito di difendere la italianità,
gravemente compromessa. Non
vi è cultura maomettana
che tenga; siamo cattolici,
europei, occidentali, moderni
e progressisti. Italiani veri,
siamo globalizzanti,
e quindi indispensabili al
processo di modernizzazione
universale. Basta, quindi,
con la civiltà
pluraliastica a corrente
alternata. Noi Italiani allestero
non ci facciamo infinocchiare.
Tocca
allora proprio agli Italiani
allestero, lonore
- e l'onere - di indicare
alla insopportabile tribuna
degli italiani anti-italiani
il senso dello straordinario
patrimonio sotto i loro occhi
che non vedono. LItalia
è grande, culla millennaria
di civiltà storiche:
essere italiani significa
portare nel mondo il senso
del buon vivere, la qualità
della pace, la forza dell'essere
intrepido, il coraggio di
essere tenaci e sopportare
il clima dell' adattamento
alle nuove situazioni ambiental-culturali.
Significa essere forti. Nellanimo.
Nella certezza dei sentimenti.
Nella qualità dei valori
assoluti. Gli Italiani all'estero
sapranno difendere la loro
storia e il loro futuro di
italianità.
Senza
la cultura italiana, senza
la creatività e lo
spirito di iniziativa che
ci hanno reso protagonisti
della Storia, il mondo oggi
sarebbe diverso, forse peggiore:
perchè linnesto
dell'intelligenza italiana
ha reso possibili conquiste
essenziali per il progresso
della umanità e ha
dato risalto all'avventura
umana sulla terra.
Le
nostre capacità e la
nostra dedizione al lavoro,
la forza creatrice, la tenacia,
sono riconosciute in tutto
il mondo. Cent'anni fa, il
6 dicembre 1907, nella tragedia
mineraria di Monongah in Usa,
sono scomparsi minatori italiani
impegnati con il loro duro
lavoro nella costruzione di
un grande Paese dellOccidente;
tutto il mondo Occidentale
riconosce adesso che aver
accolto l'emigrazione italiana
ha reso più veloce
il progresso sociale e civile,
morale ed economico di intere
generazioni.
Il
"Made in Italy"
è protetto dagli italiani
allestero, che con orgoglio
lo segnalano alle popolazioni
ospitanti, e indicano la qualità
superiore della tecnologia
e della scienza, oltre che
dei settori tradizionali.
La ristorazione italiana nel
mondo ha insegnato a tutti
il buon vivere, i sentimenti
dello stare insieme intorno
ad una buona tavola, il gusto
del colloquio aperto con leccellente
vino italiano e la difesa
di valori eterni come quello
della famiglia e della pace,
il rispetto della amicizia.
Essere
Italiani nel Mondo
oggi significa consolidare
nella prassi principi universali,
diffondere la scintilla della
genialità leonardesca.
Senza gli Italiani le vicende
dello sviluppo economico-sociale
nei cinque continenti avrebbe
sofferto imponenti battutte
di arresto. Senza gli italiani
e le italiane nel mondo, lItalia
del dopo guerra non avrebbe
potuto registrare il famoso
miracolo economico
verificatosi sovrattutto grazie
alla forza-lavoro dell'emigrazione
interna e alle rimesse di
chi era andato a lavorare
oltre confine. Essere Italiani
nel mondo significa
saper vincere. Berlusconi,
Fini e Veltroni non lo dimentichino.
Ermanno
Filosa
- Italia Chiama Italia - Il
Corriere d'Italia