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Le Firme * Ermanno Filosa

Berlusconi, Fini, dite qualcosa!

"Berlusconi e Fini dovrebbero prendere in considerazione l'idea di dire sempre e con rilievo, nelle occasioni appropriate, qualcosa "di Italiani all’estero"


18.03.08 - Queste elezioni politiche sono una macchina che produce illusioni? Gli italiani nel mondo sono stufi, e non ne possono più. Hanno in mente i commenti maligni alle loro giuste richieste: “Ma se ne sono andati dall’Italia, adesso che cosa vogliono?”. E poi, durante la campagna elettorale, sentono dire, in forma aulica: “Gli italiani nel mondo sono una preziosa risorsa”. Evidente la contraddizione. Vi è uno stato mentale, un retropensiero, che viene captato dai piu’ attenti e che quindi lascia smarriti. Pensierosi.

Aspettano, da decenni. Sono in attesa di una risposta. In questi giorni il ministro D'Alema, secondo l'ufficio stampa del Pd, "ha confermato l'impegno del Partito Democratico per gli italiani all'estero". Non dimentichiamo le vostre esigenze - ha detto D'Alema - siete una straordinaria risorsa per il nostro Paese". Ma dove siamo? Ci prendono in giro. Ci chiediamo come mai, se davvero D'Alema considera gli italiani all'estero "una risorsa per il nostro Paese", il governo Prodi, del quale D'Alema è stato protagonista, abbia cancellato per prima cosa il Ministero "per gli italiani nel mondo", e poi continuato a smantellare la rete consolare italiana. Le furbizie lessicali non ci fanno sognare. Ci deludono, e rischiano di togliere credibilità ad un'intera classe politica.

A volte pare di vivere in un'epoca di neooscurantismo che favorisce l’insorgere di un clima da cover-up sottile e invisibile. Forse la domanda è impossibile e la risposta non esiste. Oggi, dietro le questioni geopolitiche internazionali, il ruolo degli italiani all’estero è diventato fondamentale; in Italia, gli eletti dal centrosinistra al Senato hanno determinato nel governo Prodi una maggioranza poco onesta e poco credibile. E' finita come è finita. Siamo di nuovo qui, coltivando la speranza di un nuovo governo che abbia in testa le idee chiare per dare risalto al Sistema Italia.

Non si vede ancora una volontà strategica che determini nei discorsi di leaders come Berlusconi e Fini la messa in risalto con forza ed entusiasmo della tanto decantata “risorsa degli italiani all’estero”. Già questo silenzio venne osservato durante i memorabili confronti televisivi Berlusconi-Prodi-Fini-Casini, in occasione delle politiche del 2006. Silenzio, sugli italiani all’estero. Il tema non venne mai toccato, sfiorato, nè da Prodi nè da Berlusconi, come se sull’argomento vi fosse una “congiura del silenzio”, un accordo bipartisan. Anche il Presidente Napolitano, nei discorsi di fine anno al Paese, non ha dedicato un pensiero articolato agli italiani all’estero.

In occasione della piu’ grande manifestazione della destra, quella del 2 dicembre 2006, che vide la partecipazione di oltre due milioni di persone, Berlusconi e Fini, insieme a Bossi, si sono alternati ai microfoni. Silenzio sugli italiani all’estero, eppure erano presenti, si è affermato, in oltre diecimila, oltre a centinaia di migliaia di italiani nel mondo che hanno seguito la manifestazione in tv. Ancora una volta nessuna considerazione sul ruolo degli italiani oltreconfine.

Qualcosa non funziona, e non si capisce questo silenzio. Certo, la cosa non può essere casuale, una specie di dimenticanza. Leaders di tal calibro non possono soffrire di una amnesia costante su un argomento così serio. Berlusconi e Fini dovrebbero prendere in considerazione l' idea di dire sempre e con rilievo, nelle occasioni appropriate, qualcosa "di Italiani all’estero”. Non si vedono le ragioni per non farlo.Vi è qualcosa di sfuggente che non si riesce a capire, una sorta di cover-up che fa nascere perplessità e stupore, soprattutto volontà di comprendere quali sono le motivazioni del silenzio. Dovremmo consolarci dicendo “ai posteri l’ardua sentenza"?! No di certo. Anche perchè i posteri ci potrebbero mandare a dire: “ma dove eravate voi, perchè non avete posto il problema?”. E' un tema da corridoio, non viene affrontato politicamente come 'grande questione'. A volte si coglie sulla sostanza 'italiani all'estero' una certa sopportazione o sofferta stanchezza, piuttosto che un severo rigore a rimboccarsi le maniche e andare fino in fondo.Veramente sconfortante.

Ritorniamo sull'ultima contraddizione: nei programmi si scrive che gli italiani all'estero sono una risorsa straordinaria, poi in Tv e nelle grandi manifestazioni nessuno ne parla. Chi lo capisce è bravo. Ma avete mai visto, ad esempio, un 'Porta a Porta' con Berlusconi e Fini, Veltroni e Fassino, dedicato all' argomento 'Quale politica per gli Italiani all' estero?'. E poi quando gli italiani nel mondo tentano di far valere le proprie ragioni, vengono bollati come " rissosi ". Frustrante. Se tale trasmissione non si è mai fatta, vuol dire che vi è la volontà politica di non andare al di là della sofferta tolleranza. Comprenderne le ragioni, è veramente una sfida politico-culturale avvincente. Chi la raccoglierà?

 

Ermanno Filosa-Italiachiamaitalia-Gente d'Italia-Il Corriere d'Italia



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Ermanno FILOSA
Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"AZZURRI NEL MONDO - FORZA ITALIA - DELLA REPUBBLICA DOMINICANA ", inoltre e'

Presidente del
COM.IT.ES.
(COMITATO DEGLI ITALIANI ALL' ESTERO - CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI SANTO DOMINGO - HAITI - GIAMAICA)







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