È
Pasqua
21.03.08
- È
il tempo della Pasqua. Ancora
una volta siamo travolti dal
mistero, dalla forza di un
uomo chiamato Gesù
che risorge, superando la
morte. Si rimane turbati,
e capirne il signicato è
una sfida secolare.
Credo di non disturbare quelli
che stanno inchiodati con
i piedini sulla terra se parlo
di Resurrezione. La vicenda
di Cristo risponde a una domanda
vera e profonda che ci accompagna:
la nostra vita è eterna,
vivremo per sempre? Fosse
vero. L'interrogativo esiste,
specie quando le perdite,
il dolore e la morte, le malettie
suonano il loro campanello
d'allarme.
La nostra vita è, infatti,
seminata di privazioni, sogni
svaniti, speranze e gioie
che durano poche stagioni.
La paura ci attanaglia per
ciò che accade e accadrà,
le sfide perdute ci mortificano,
quelle vinte non ci esaltano.
A volte non sappiamo chi siamo
e dove andiamo, e non ci rimane
che guardare in silenzio,
da soli, il cielo. Ci uniamo
alluniveso. Mai ci sentiamo
totalmente sicuri e felici,
vi è sempre un angolo
buio dentro di noi che cerca
la risposta. Una luce sconosciuta.
Vittime dell' incompletezza
e insuccesso, perchè
le nostre speranze si sono
tradotte in illusioni, andiamo
alla ricerca di beni quali
la ricchezza, la salute, l'
amicizia, l' amore. In questo
sforzo di conquista, avvertiamo,
nel profondo del nostro essere,
tratti illusori, incapacità
e limiti. La consapevolezza
dei nostri limiti ci avvicina
alla Resurrezione di Cristo
che appare come un sole che
riscalda ma non brucia, un'apertura
alla speranza: e riteniamo
che non è necessario
morire per rinascere, possiamo
rivitalizzare la nostra esistenza
se sappiamo sempre incontrare
noi stessi.
Da vivi.
Serena Pasqua a tutti gli
Italiani nel Mondo
Ermanno
Filosa-Italiachiamaitalia-Gente
d'Italia-Il
Corriere d'Italia