Candidati,
Comites e Consolati, sindrome
perversa
Bisogna
evitare che gli italiani allestero
passino dalla illusione alla
allucinazione. Allinganno
crescente. Qualcuno dai Palazzi
romani risponde chissenefrega.?
È probabile. Ma democrazia
è non solo partecipazione
e libertà, ma anche
volontà di dare risposte
alle emergenti osservazioni
critiche, altrimenti saremo
invasi da una marea di Grillo.
28.03.08 - La
campagna elettorale galoppa.
E riguardo al mondo degli
Italiani allestero se
ne sentono di tutti i colori.
Ogni candidato ha la sua ricetta,
i partiti tentano di elencare
priorità; sinceramente,
osservo un gran marasma. Poche
idee, e confuse. Si annaspa,
e si infiamma una grande illusione.
La nascita dei Comites, prima,
la introduzione del voto politico
agli Italiani residenti allestero
poi, e la conseguente presenza
in parlamento di 18 Parlamentari
eletti appunto dai cittadini
residenti allestero,
ha alimentato in prima battuta
la convinzione che finalmente
il Sistema Italia volesse
fare sul serio riguardo alla
politica diretta agli Italiani
nel mondo qualificati sempre
come una risorsa preziosa.
Tutte balle.
Lon Bucchino, deputato
uscente Ds eletto nel Nord
e Centro America, e poi la
senatrice uscente Antonella
Rebuzzi di Forza Italia, hanno
lanciato in passato un grido
di allarme sulla situazione
della rete consolare italiana.
Consolati Italiani:
che vergogna!, intitolavano
la gran parte dei siti dedicati
agli italiani nel mondo, riportando
una accorata lettera dellon
Bucchino; chiamiamo la
madre di tutte le guerre
la lotta per rendere i Consolati
italiani degni di questo nome,
e metterli finalmente in condizione
di dare un servizio come si
deve agli utenti.
La questione è seria,
più di quello che si
intravede a prima vista. LItalia
esce da una crisi politico-morale
di vasta proporzione; assistiamo
ad una crisi di valori che
diventa sempre piu intensa
ed aspra, forse temeraria,
probabilmente pericolosa.
E in questo clima, chi pensa
agli italiani allestero,
ai Consolati in ginocchio,
agli Italiani inferociti per
i disservizi, ai Comites impotenti?
I candidati nelle liste estere
fanno promesse che non potranno
essere realizzate se i partiti
di appartenenza non vanno
al governo; e una volta al
governo i fatti dimostrano
che non sempre i buoni propositi
elettorali hanno una degna
risposta. Tantè.
LUfficio
Consolare è un ufficio
pubblico che eroga servizi
ed il console è il
capo ufficio che
assicura, tra le altre mansioni,
che il cittadino riceva i
servizi ai quali ha diritto
e, cito ancora dal sito del
Ministero degli Esteri, I
servizi consolari sono erogati
secondo principi di eguaglianza,
imparzialità, efficienza
e trasparenza. Parole
belle. Solo parole? Non sempre
i servizi sono trasparenti
ed imparziali, sovrattutto
efficienti. Scrive Bucchino:
Da anni conosciamo questa
situazione ma, anche noi,
lasciandoci forse prendere
dallincanto del far
politica e del sentirci investiti
di chi sa quale potere, invece
di metterci a gridare, lottare,
di dimetterci tutti in massa,
di incatenarci davanti alle
sedi dei Consolati, invece
di occupare civilmente (ma
pur sempre occupare) Consolati,
Ambasciate e Ministero degli
Esteri, facciamo anche noi,
ormai da anni, interminabili
riunioni nelle quali diciamo
che allestero bisognerebbe
aumentare il contingente del
personale a contratto assunto
in loco.
Attenzione, ecco il punto.
Ho avuto modo, per lavoro
e per diletto, di girare i
cinque continenti, e nei nostri
consolati ne ho viste e sentite
di cotte e di crude. Una mortificazione.
Assumere personale in loco,
sembra in teoria una soluzione
equa; ma allatto pratico,
bisogna prendere atto che
probabilmente il personale
assunto in loco
forma una cordata di solidarietà
che imprigiona lattività
dei consolati. Gli stessi
ambasciatori e consoli sono
in balia del personale locale
che da decenni ha le mani
in pasta nel tran-tran quotidiano
della attività consolare,
e con mille artifizi alimenta
la corruzione. Lambasciatore
è un manager a metà,
non potendo licenziare il
personale locale protetto
sempre dai sindacati.
E poi vi è un altro
abbaglio che prende Bucchino,
quando ritiene che i vice-consoli
onorari siano una formidabile
soluzione per dare un servizio
efficiente nei consolati.
Niente di piu sbagliato.
I vice-consoli onorari e il
personale assunto in loco
formano, di fatto, una alleanza
strategica e duratura
per avere mani libere e probabilmente
condizionare, orientare, influenzare,
a volte dominare, lattività
consolare vera e propria,
soprattutto in materia di
visti e riconoscimeto di cittadinanza.
I portatori dello spirito
della alleanza stragetica
riaffermano con protervia:
loro, i consoli e gli ambasciatori,
sono dei piccioni che vanno
e vengono, noi stiamo sempre
qui. Tutto chiaro. Ho incontrato
consoli e ambasciatori, che
sanno superare il suggestionamento
che proviene dalla citata
alleanza strategica, ma non
sono molto diffusi.
E poi i Comites, in simbiosi
diabolica con i consolati.
Una interdipendenza spietata,
perchè a volte malignamente
filtrata dalla citata alleaza
strategica che suppone
di veder insidiato il proprio
orto da sospetti di ingerenze
e supposte pretese di controllo.
Non sempre i consoli e gli
ambasciatori riconoscono il
giusto ruolo dei Comites e
delle associazioni, e sono
in errore considerato che
la dirigenza locale degli
italiani allestero spesso
è la memoria
storica delle vicende
consolari con tutte le sfumature
e le ombre e le luci possibili.
È auspicabile, nellambito
della tanto citata riforma
dei Comites, che lautorità
consolare e il comitato assicurino
un regolare flusso dinformazioni;
le attività promosse
nellambito della circoscrizione
consolare dallo Stato Italiano,
dalle regioni, dalle province
autonome e dagli altri enti
territoriali italiani, dalle
camere di commercio, dovrebbero
vedere il Comites coinvolto
e co-protagonista. Altrimenti
il ruolo del Comites si riduce
a quello del bel vaso di fiori
; e sinceramente non era questo
lo spirito che ne ha animato
la nascita. Bisogna evitare
che gli italiani allestero
passino dalla illusione alla
allucinazione. Allinganno
crescente. Qualcuno dai Palazzi
romani risponde chissenefrega.?
È probabile. Ma democrazia
è non solo partecipazione
e libertà, ma anche
volontà di dare risposte
alle emergenti osservazioni
critiche, altrimenti saremo
invasi da una marea di Grillo.
Contenti voi.
Ermanno Filosa-Italia chiama
Italia-Gente d'Italia-Il Corriere
d'Italia