Nasce
la Terza Repubblica?
10.04.08
- Una
campagna noiosa. L'Italia
sbadiglia. Mai, a memoria
di politologo, il Paese ha
conosciuto una campagna elettorale
così insipida, priva
di contrasti-dibattiti credibili
sul fronte delle proposte
realizzabili. La compagna
elettorale è lontana
dalle attese delle famiglie,
i giovani non sanno che pesci
pigliare.I lavoratori, le
tute blu, sembrano scomparsi;
si fa riferimento ad un variegato
blocco sociale,e avanti.Orchestrare
le polemiche preelettorali,
scatenare tempeste mediatiche,non
mi pare. La politica estera,
una misconosciuta! In questa
campagna quasi non se ne è
parlato. Osservo dalla mia
posizione di italiano nel
mondo, che la stampa internazionale
sia stupita di fronte a un
dibattito costruito
sul nulla, sulle schede
elettorali forse ingannatrici,
sullincubo dei brogli,
su Mangano eroe mafioso-antimafioso
che muore in carcere di cancro
pur di non inventare false
storie su Berlusconi, sul
Bossi che parla di fucile
e cannoni, su test psico-attitudinali
per i pm, sul mese della
libertà cioè
un mese senza tasse, su DellUtri
che vuole cambiare i libri
di storia, sulla lettera di
Veltroni che chiede al Cavaliere
un impegno sulla lealtà
repubblicana.
Figuriamoci. Veltroni non
ha mai criticato il proprio
passato, anzi ha detto che
il comunismo è un'utopia
positiva che non è
stata realizzata. Noi sappiamo
che la storia ha dimostrato
che il comunismo è
un'impresa criminosa. Il Pd
di Prodi-Veltroni vacilla,
non sa accendere nella coscienza
delle masse ladesione
ad una proposta credibile.
Il PdL di Berlusconi-Fini
da limpressione di voler
avviare un Governo del Grande
Cambiamento, il governo del
fare, una sorta di liberazione
dalla storturee malgoverno
del passato; però quando
parla di Ponte sullo Stretto
di Messina fa storcere il
naso ai precari,e a coloro
che non riescono a tirare
avanti fino alla fine del
mese. E sono milioni di famiglie.
La crisi economica e politica
italiana è evidente.Ventisette
governi in trent'anni; una
dipendenza assoluta dal petrolio;
la spesa pubblica che consuma
il 40 per cento del pil; il
debito pubblico al 105 per
cento; le mafie che controllano
ampi settori dell'economia;
solo il 58 per cento dei cittadini
che lavorano (contro il 64
dell'Ue); un tasso di occupazione
femminile del 45 per cento;
le tasse più alte d'Europa
e i salari appena più
alti di quelli del
Portogallo;
un aumento delle famiglie
con difficoltà economiche
del 60 per cento in 15 anni.
Sono alcuni dei dati che illustrano
la crisi economica italiana,
un argomento che però
non sembra al centro delle
preoccupazioni dei principali
candidati alle elezioni del
13 e 14 aprile.Invece si parla
di Tav e Ponte sullo Stretto
di Messina, di patto di lealtà
costituzionale. Non appare
chiara la proposta politica
e operativa. Lo so, è
difficile. Belusconi ci fa
intravedere comunque un deciso
cambiamento, la nascita di
un possibile nuovo Rinascimento;
Prodi e Velroni confusione
e incertezza. Comunque, si
annaspa.
La
democrazia italiana sembra
unimbarcazione che sta
per naufragare, ha scritto
Eric Jozsef,corrispondente
da Roma del quotidiano Les
Temps. Larticolo riprende
lallarme lanciato pochi
mesi fa dal ministro degli
esteri Massimo DAlema
uomo politico con un self
control non comune, e che
non ha esitato a dire in una
intervista ormai citatissima
che «è in atto
una crisi della credibilità
della politica che travolgerà
il Paese con sentimenti come
quelli che segnarono la fine
della Prima Repubblica».
È vero, piuttosto,
che non cè mai
stata tanta sfiducia nella
politica come oggi. Disincanto
e indifferenza prevalgono
tra la gente, forse addirittura
avversione e sprezzo. Il rischio
del collasso, come evitarlo?
Se la Seconda Repubblica,
è già un cadavere
in attesa di funerale, che
fare? In che sperare. Ma come
sarà - se ci sarà
- la Terza Repubblica?
Possiamo immaginare un sussulto,
una orgogliosa e fantasiosa
scossa della politica. Dunque,
una forte soprassalto, quasi
uno sconvolgimento da parte
di tutto il mondo politico
italiano. Non dico una rivoluzione,ma
una fermentazione creativa.
Un rinnovamento-rovesciamento.
De Gaulle, cercò di
costruire nuove istituzioni,
la Thatcher, ridiede vigore
agli ideali liberisti. In
Italia? Il malinconico Veltroni
non ha la stoffa del grande
condottiero del sussulto.
Mi aggrappo alla speranza
che dal centrodestra vengano
simili tentativi, e che Berlusconi
completi la sua tenace lotta
nel dare contenuto chiaro
alla idea del Nuovo Rinascimento
Italiano: e quindi accenda
la miccia del cambiamento
globale ed istituzionale aprendo
le porte alla possibile Terza
Repubblica. Fondata sulla
creatività, concepibile
e ammissibile. Non tutti i
sogni muoino allalba.
Ermanno
Filosa*
ItaliachiamaItalia-Gented'Italia-Il
Corriere d'Italia
* Presidente
" Azzurri nel Mondo-Forza
Italia Repubblica Dominicana
e Caraibi " - Presidente
COMITES RD.