Fini,
e il general Tempo
30.04.08
- Un pezzo di Ermanno Filosa,
scritto lo 07.03.08 che mette
ben in luce la figura del neo
Presidente della camera GianFranco
Fini.
Ha
dimostrato che sa superare i risentimenti
perchè e` in grado di congelare
il proprio ruolo di leader, ed
operare come un potente e indiscusso
numero due. Non rinuncia, ma prepara
la giusta risposta quando il general
Tempo gli affiderà il ruolo
del dopo-Belusconi. Un attendismo
invidiabile.
07.03.08, - Condannato a fare
politica, Fini appare sempre piu`come
uno stratega, anche se Casini
dice: "Fini replicante
di Berlusconi". Sa aspettare,
e codividere scelte di visioni
politiche. Ha dimostrato che sa
superare i risentimenti perchè
e` in grado di congelare il proprio
ruolo di leader, ed operare come
un potente e indiscusso numero
due. Non rinuncia, ma prepara
la giusta risposta quando il general
Tempo gli affiderà il ruolo
del dopo-Belusconi. Preoccupati
gli uomini-azienda del Cavaliere
trascinati in politica. Altro
che replicante, Fini
sarà lo inevitabile epigono-successore
del mondo politico berlusconiano.
Un potente avversario-ostacolo
per la vita politica di Casini.
Dopo
il "discorso sul predellino"
tenuto a Milano, in piazza San
Babila, Berlusconi fa chiarezza,
supera il frammentarismo ed si
avvia verso la costruzione della
formazione politica Popolo
della Libertà. Nasce
la svolta nel mondo della destra.
Casini si defila: «Governo
di ectoplasmi. Io non c'entro»,
e di fatto rafforza la prospettiva
di Fini e rende credibile il Veltrusconi,
cioè il possibile governo
delle Grandi Riforme.
La
posizione di Fini è privilegiata,
ma non a babbo morto. Deve apparire
protagonista senza assumre il
ruolo da premiership , riservato
a Berlusconi; deve superare le
possibili opinioni del disonore
che lo giudicherebbero in posizione
parassitaria. Ma non lo è.
Fini appare avvantaggiato se dimostra
in concreto, ogni giorno, senza
perdere una battuta, che sa fare
politica; e quindi deve mettere
in moto un costante sforzo di
eleborazione cultural-politico,
deve proporre iniziative, deve
presentare nuove possibili idee
che rafforzano la piattaforma
del Popolo della Libertà
. Insomma, deve dimostrare che
è pronto per essere riconosciuto
un premiership di razza.
Fini
viene da lontano. Ha superato
il vecchio Mis, e con Alleanza
Nazionale ha trasportato lelettorato
missino in un area di condivisione
di confermati valori democratici
e costituzionali, fino al definitivo
rifiuto di ogni nostalgia post-fascista;
una operazione di strategia politica
che adesso si dimostra premiante.
Egli ha svolto a destra l
azione che Occhetto ha svolto
nel Pci e a sinistra.
Spesso
le svolte politiche rappresentano
la messa in gioco della propria
figura personale. E Fini lo sa.
Molti palchi e tribune lo attendono,
e sarà visto come un numero
due carico di futuro, il comprimario
nel fondare il Pdl, luomo
nuovo che proviene dalla speranza
del nuovo protetto dal general
Tempo. È giovane. Fini
ha fatto ogni sforzo per apparire
un sistematico signor
no, impossibile farne
a meno; è un caso forse
unico di leader politico carico
a volte di antipatia, dispettoso.
Irritante ma non maligno, provocatorio,
con sgarbata gentilezza ha sventolato
un manto permanente di sospetti
e dubbi. Non battuto, dimostra
di saper rinunciare al suo ruolo
di guida, ed è protagonista
essenziale nel condividere il
disegno della nuova formazione
politica. Si dice che sia candidato
alla Presidenza della Camera,
sarà anche vero . Ne ha
le capacità.Sarà
un erede naturale, indiscusso
del Cavaliere. Anche se poi dovrà
lottare contro gelosie organizzate,
Fini ha la grande forza della
costante e sofferta milizia politica.
È difficile essere Fini,
ma lui lo fa bene.
Ermanno Filosa*
ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il
Corriere d'Italia