L
insicurezza non è una moda.
07.05.08
- Linsicurezza
non è una moda. Tutti
noi siamo circondati da una frenesia
sottile e perversa, forse pericolosa,
certamente fondata su fatti di
cronaca emotivamente forti e dolorosi.
Si sta riaffermando intorno a
noi la contrada della paura? Quanto
è forte la relazione politica-paura?
Le metropoli, le regioni, loccidente
sono in preda ad un delirio irrazionale
oppure la paura-pericolo ha ragioni
così profonde che ormai
orienta addirittura le nostre
scelte politiche? La insicurezza
ci confonde , ci eccita o ci consiglia?
La questione è tremendamente
seria. Ricordiamo che negli
Anni 90 il nemico inizia a cambiare,
non è piu determinato
e visibile, ma subdolo, ostinato
poco incline alla condiscendenza,
non tratta, sempre lavora sottacqua.
La figura del nemico quindi muta.
Disse Georgij Arbatov, in Urss
«Vi faremo, a voi occidentali,
la cosa peggiore che si possa
fare a un avversario: vi toglieremo
il nemico», meraviglioso
veggente! Scomparso il nemico
visibile, percepiamo che siamo
circondati da una paura crescente
nel nostro privato, ci sentiamo
assediati, il pericolo ci viene
addosso allimprovviso. Non
è un a paura globale, ma
intima e interna. Eppure non è
scoppiato il conflitto nucleare
straminacciato durante la guerra
fredda. Violentano e uccidono
la nostra moglie in pieno giorno,
la figlia in ascensore, i nostri
parenti assaltati in villa e uccisi,
nel bagno del super sodomizzano
il nostro figlioletto, il medico-ginecologo
narcotizza la nostra ragazza e
la violenta insieme alla infermiera,
il padre per oltre venti anni
violenta la figlia e mette al
mondo 6 figli, altro padre violenta
3 figlie, altro padre vende le
figlie a maniaci per fare orge,
ci rubano un cellulare e ci uccidono.
Che succede?
La caduta del muro di Berlino
alla lunga ci presenta il conto.
Sono al confronto utopie vecchie
e nuove, conflitti di assestamento,
un mondo nuovo non ci appare come
ciascuno di noi vorrebbe. Scomparsi
i sogni. I fatti di cronaca nera
assumono un valore simbolico di
grande spessore: i mezzi di comunicazione
di massa ne sono invasi, le scelte
governative condizionate, le campagne
elettorali influenzate. Il tema
della sicurezza diviene uno straordinario
valore politico, con tutto il
suo carico di paura e tormento,
e desiderio di rivincita o di
vendetta, comunque si respira
una aria di regolamento di conti.
Insomma, la questione non è
neutra: e`di destra o di sinistra.
Ha un colore politico la causa
della paura.
La paura-pericolo sociale non
è un fantasma. È
la convinzione che la nostra tranquillità
è sotto minaccia continua
dinanzi a un nemico invisibile
ma presente e ingannevole. La
preoccuoazione diventa una costante,
la paura e la speranza si confondono
e ci conducono verso scelte politiche
che possono anche punire lautorità
governo-partito che non ha saputo
cogliere il grave problema del
disaggio sociale ed eleborare
risposte credibili: sta sovrattutto
in questa incapacità della
sinistra la causa principale della
sconfitta alle politiche e al
comune di Roma.
Le elezioni del 2008 sono state
paurizzate, narcotizzate
da un clima di totale insicurezza
che non trovava risposta e da
un malgoverno che ha tartassato
gli italiani senza dare uno spiraglio
di paziente speranza. Rutelli,
stanco e bruciato cavallo di ritorno,
incapace di dare risposte convincenti
sul tema, ha solo balbettato tra
incertezze e ipocrite difese dei
piu deboli; così
la paura diviene il fermento della
vicenda elettorale, la tradizionale
proposta politica perde forza,
e si afferma l`auspicio che il
fatto criminale odioso possa trovare
rimedio e possa essere prevenuto:
chi tratta con sincera convinzione
e credibilità il tema-risposta
alla paura fa propria la scelta
di schieramento dellelettore.La
destra ha saputo interpretare
questa profonda istanza sociale,
ed ha vinto.
Esiste una precisa relazione ,
profonda e articolata,una causa-effetto,
tra evento elettorale e sentimenti.
Ma molti hanno manifestato con
i comportamenti di non conoscerla.
La smania della insicurezza ha
mostrato il volto dello investimento
politico. Si è trasformato
il sentimento, e nel ballo delle
elezioni si indica il problema
per mostrare soluzioni; i mezzi
di comunicazioni di massa tritano
i fatti criminosi e li dispensano,
e cosi nasce un incredibile
profitto della paura : profitti
economici per la grande stampa
e rotocalchi, profitti elettorali
per chi sa gestire la questione
come risposta , collocazione politica.
Insomma, mai come nel 2008 le
elezioni sono state manipolate
dalla onda lunga del risentimento
emozionale generato dalla paura.Fa
specie che la intelligenza della
sinistra non abbia saputo cogliere
il noccilo della lotta elettorale
in corso; vuol dire che aveva
proprio perso da tempo la sintonia
con la realtà della società
in divenire. Per questo starà
fuori dal Governo per almeno venti
anni, perchè lattuale
generazione di dirigenti è
incapace di sintonizzarsi con
il nuovo che sale dalla società.Buona
notte.
Ermanno Filosa*
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Corriere d'Italia