Grillo,
Santoro e il clima di odio
10.05.09
- Santoro,
quello di Annozero,
sembra animato da una forma speciale
di anarco-cretinismo. Finalmente
il presidente della Rai Claudio
Petruccioli è intervenuto
sulla puntata di «Annozero»
che Santoro giovedì ha
dedicato a Beppe Grillo. «A
nessuno, quindi neppure a Michele
Santoro - ha detto il presidente
della Rai - è consentito
confondere la libertà del
giornalista e la responsabilità
del conduttore con l'appalto,
di fatto, della Tv Pubblica a
Terzi che ne fanno un uso arbitrario
e indecente». Parole sante.
E ancora Petruccioli: "Beppe
Grillo dagli schermi della Rai
ha rivolto insulti inconcepibili
e privi di qualunque giustificazione
al Presidente della Repubblica,
oltrechè ad una personalità
universalmente stimata come il
Professor Umberto Veronesi. Il
danno, l'umiliazione e la vergogna
che vengono al Servizio Pubblico
da questi episodi, sono incalcolabili.
Perfetto, con amarezza e disgusto,
anche rabbia.
Santoro adesso dice di «attendere
fiducioso» le iniziative
che Petruccioli intenderà
intraprendere. In ogni caso non
ritiene che «esse potranno
continuare a consentire ai leader
dei partiti di dire quello che
vogliono nella televisione pubblica,
proibendo invece a un unico soggetto
politico, Beppe Grillo, di esprimere
il proprio pensiero». E
ancora: La Rai - ricorda Santoro
- appartiene infatti al pubblico
e non ai partiti e la libertà
d'espressione è tutelata
dalla Costituzione Repubblicana».
Ecco la questione stimolante,
quasi pungente. Si dice ci
troviamo dinanzi a una «gogna
mediatica» ispirata «più
allamore per laudience
che allamore per la verità».
Richiamo respinto da Santoro come
«una censura pubblica, generica
ed immotivata». Allora:
se la Tv è del pubblico
e non dei partiti, fissiamo tre
ore alla settimana di TV di TUTTI,
un programma dove ciascuno va
e dice quello che vuole, per almeno
5-10 minuti, senza conduttore,
senza regia, solo una bella sala
e microfoni: si va, si esterna
in libertà il proprio pensiero,
si rilascia la copia del documento
di identità e via. Ecco
la Tv del pubblico, di tutti,
e poi ciascuno risponde davanti
alla legge se dice cose diffamatorie
o ingiurie gravi, sempre su eventuale
azione della parte lesa. Una sorta
di piazza, vera e aperta a tutte
le istanze senza alcuna censura,
spontanea, dove il tema è
libero e si dice e fa di tutto.
Vi ho dato una bella idea Signori
Rai, e rinuncio ai diritti di
autore a favore dei bimbi poveri
del sud Italia.
Ma veniamo a noi. Basta con questo
Grillo, siamo alla nausea. Grillo
copre un vuoto? Sciocchezze. Interpreta
un malumore e lo aizza. Lo usa.
È un barbaro, incapace
di dare risposte alla questione
Italia, di elaborare un programma
per realizzare la riforma del
sistema. Non ha la risposta, ma
la protesta. È il giocoliere-saltibanco
che cavalca la tristezza dei nostri
tempi. Non un buffone, ma un allegro
e accattivante cantastorie.
"La
parola ai cittadini", è
il suo slogan preferito. Da una
parte Grillo propone soluzioni
sensate per moralizzare il parlamento,
ma dall'altra la sua aggressività
e i suoi discorsi hanno una forte
componente demagogica. Come Santoro
la Rai ai cittadini,
e avanti a cavalcare ondate di
offese verso il Presidente della
Repubblica e altre figure importanti
dela societa' civile.
È
uno degli effetti di quel Colpo
di Stato strisciante che fu loperazione
Mani Pulite del 92.
La morte di alcuni grandi partiti
storici (Pci e Dc) ha comportato
anche la fine dell'idea classica
di rappresentanza politica; e
il nuovo e lo sforzo per
uscire dalle difficoltà
venne affidato a soggetti terzi
rispetto a quelli che solitamente
dovevano mediare fra Stato e cittadino.
Ecco allora che ci si affida alla
società civile, a manager
di successo, ai girotondini, e
ai movimenti.
E adesso si diffonde il Grillismo,
una sorta di vomito emozionale
che una parte di noi fa per liberarsi
dalle frustazione e dal balletto
di una politica ingessata nello
ardente-glaciale voglia di fare
tutto e il contrario di tutto.
Si imbarbarisce il confronto in
tv, e Santoro guida una straordinaria
gogna mediatica dagli effetti
devastanti. Siamo in continuo
sbandamento. Molti ritengono che
la trasmissione Annozzero sia
obbiettivamente perniciosa e violenta,
cinica e a volta istiga all'odio;
e Il clima di odio, così,
si impadronisce della mente di
giovani forse frustrati, emarginati;
di fronte all'inquietante fatto
di Verona con la morte del giovane
Nicola, osserviamo un clima culturale
politico nel quale si vanno affermando
principi di intolleranza e di
odio verso i più deboli,
laffermazione di una sottocultura
di violenza gratuita. Una prepotenza
e un cinisco senza degna causa,
come quella di Santoro. Tutti
noi dobbiamo adoperarci per togliere
la maschera alla falsa idea che
il farsi giustizia da soli sia
un atto eroico. Dobbiamo tutti
collaborare perchè non
torni un clima di violenza politica
e di insicurezza; ma Grillo e
Santoro, non ci aiutano a superare
il diffondersi di un pericoloso
clima, quello classico anarco-insurrezionalista.
Qualcuno dica loro che le prossime
vittime peseranno amaramente sulle
loro coscienze.
Ermanno Filosa*
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Corriere d'Italia