Chavez,
oltre lEuropa e gli Usa
19.05.08
- In fuga da Chavez, gli italiani
lasciano il Venezuela. Si trasferiscono
in Miami e Europa, nei Caraibi.
Ho incontrato in tempi recenti
molti italo-venezuelani, e qui
nei Caraibi comprano ville e terreni,
e si dedicano ad attività
economiche con tenacia e competenza.
Aprono ristoranti, piccole cliniche,
avviano aziende agricole con mezzi
moderni.
Fuga dal Venezuela, obiettivo
primo degli italiani. Una media
di 50 passaporti al giorno, con
15 mila passaporti emessi nel
2007 quello di Caracas è
stato il consolato italiano a
sbrigare il maggior numero di
pratiche di questo tipo nel mondo.
A colpo docchio: è
sufficiente passare alle 7 del
mattino in avenida Mohedano, nel
quartiere esclusivo de La Castellana,
dove si osserva una lunga fila
di persone attendere il proprio
turno per entrare nel Consolato
Italiano.
La politica di Chavez inquieta,
non lascia le acque tranquillle.
Chavez, va oltre lEuropa
e gli Usa, e alimenta polemiche
e propaganda, un vago senso di
volontà egemonica che si
proietta su tutta la regione.
Non una sfida, ma la messa in
azione di una trama costante per
coinvolgere in una mescolanza
politica e di interessi.
Un polverone velenoso è
stato sollevato dal Presidente
venezuelano dopo che il cancelliere
tedesco Angela Merkel aveva dichiarato
in un'intervista, all'agenzia
stampa tedesca Dpa che Chavez
non è la voce della regione
e cioè della America Latina,
e ciò in previsione del
meeting che si terrà venerdì
a Lima come vertice UE-America
Latina. Il cancelliere tedesco
con toni moderati, aveva dichiarato
che il «populismo di sinistra»
non ha la adeguata spinta per
risolvere i problemi delle popolazioni
disagiate: «Basandoci sulla
nostra esperienza in Europa, non
credo che i Paesi con l'economia
guidata dallo Stato possano portare
a risposte migliori o più
sostenibili», concludeva
la Merkel .
Apriti cielo. Chavez con toni
retorici e sarcasmo velenoso mal
celato, risponde da Caracas in
Tv nel programma del regime «Alo
presidente» e dice: «Il
cancelliere tedesco appartiene
alla stessa destra che ha sostenuto
Hitler ed il fascismo».
Un parallelo antistorico tra la
Merkel e nientemeno che Adolf
Hitler. Zittire Chavez significa
alzare il livello del confronto
retorico e demagogico. Quindi
meglio un gelido e diplomatico
silenzio. Come si puo daltronde
rispondere ragionevolmente ai
paradossi ingiuriosi? Chavez non
vuole ingerenze, e una simile
presa di posizione da parte del
Venezuela comunque significa soltanto
una cosa: Chavez non è
interessato ad alcuna cooperazione
con Europa o Stati Uniti.
Una Nato sudamericana. E' questa
la proposta che il presidente
venezuelano Hugo Chavez ha avanzato
al suo omologo brasiliano Luis
Inacio Lula da Silva. Si chiamerà
Otas (Organizacion del Tratado
del Atlantico Sur), in contrapposizione
alla Nato, che nel subcontinente
viene definita Otan. Si tratta
di un Consiglio di Difesa regionale
a cui parteciperebbero tutti i
Paesi sudamericani. Un progetto
ambizioso, in termini economici
e politici. Argentina e Cile hanno
già comunicato un primo
assenso informale. È la
prima risposta alla crisi politica
che alcune settimane fa ha spinto
Colombia, Ecuador e Venezuela
sull'orlo di una guerra.
Nota finale, che fa riflettere.
Il presidente venezuelano Hugo
Chavez "ha finanziato a armato
le Forze armate rivoluzionarie
colombiane (Farc)". A muovere
l'accusa e' il quotidiano progressista
spagnolo 'El Pais' sulla base
di documenti - denunciati come
dei falsi da Caracas - ottenuti
dal governo colombiano che in
piu' occasioni ha accusato Chavez
di contiguita' con le Farc.
Sulla base di alcuni file trovati
sul computer del numero due delle
Farc, Raul Reyes, ucciso il 1
marzo scorso dalle truppe colombiane
in Ecuador, El Pais scrive che
"l'8 novembre (2007) Chavez
ricevette a Caracas Luciano Marin,
conosciuto come 'Ivan Marquez',
dirigente delle Farc". L'incontro
era stato organizzato ufficialmente,
sostiene il Pais, "per promuovere
un accordo per uno scambio tra
i 44 ostaggi (tra cui Ingrid Betancourt)",
nelle mani delle Farc e, "i
500 guerriglieri prigionieri di
Bogota'". In realta' in quell'occasione
Chavez "approvo' la richiesta
di 300 milioni di dollari (194
di euro) avanzata dai guerriglieri
marxisti".
In questo clima si apre lincontro
di Lima con la partecipazione
del Ministro agli esteri Franco
Frattini. Staremo a vedere.
Ermanno Filosa*
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- Il Corriere d'Italia