Ma
non è finita ...
26.05.08
- La
politica italiana, flagellata
dalla partitocrazia e dalla conflittualità,
dal frammentarismo settario, resta
ancora debole. Lintesa tra
Berlusconi e Veltroni, non è
un inciucio. Non sentiamo odore
di una nuova casta; lo scenario
politico italiano ha visto piu
volte le regole democratiche scardinate
da patti occulti di potere: non
è questo oggi il clima.
Viviamo una nuova fase, quella
del cambiamento, una trasformazione
che si percepisce decisa e forte
. Si ha comunque limpressione
che Berlusconi voglia aprire un
vero e proprio ciclo politico,
al di là di una sola legislatura.
E' una visione politica che si
alza al di sopra degli opportunismi
e degli attuali assetti di potere.
Ma non è finita. Il Pdl
dovrà superare volontà
egemoniche, e non interessa a
nessuno, se non allex-pm
Di Piero, che venga percepito
un Pd in genuflessione.
La nostra politica vive così
un passaggio delicato, e lintesa
per il futuro non deve ridurre
Veltroni a una comparsa di Berlusconi;
il Pd ha rifatto il look della
sinistra, perciò la sua
leadership è così
mal sopportata a sinistra. In
questo momento per Veltroni è
meglio la legittimazione di Berlusconi
che la nostalgia di D'Alema per
il centrosinistra.
E poi il nostro Walter si ritrova
con lunico alleato che in
questo momento fa l'opposizione
all'opposizione, lex-pm
Di Pietro. Sopravvissuta allo
sterminio dei piccoli partiti,
oggi l'Italia dei Valori è
un nano circondato da due giganti.
L'antiberlusconismo continuo di
Di Pietro, conferisce un penoso
ritaglio di visibilità
privo di proposte; il ruolo sabotatore
di una visione di progresso e
di intese sulle cose da fare,
irrita la scena politica e ci
riconduce a volte a una fase primitiva
del fare politica.
Ma non è finita. Nel Pd
si stanno moltiplicando nidi di
vespe. Le voci del dissenso diventano
sempre piu forti nel processo
interno per trovare il capro espiatorio
in relazione alla sconfitta elettorale.
Una pletora di capi, gerarchi
e dirigenti rimasti senza poltrona,
adesso si muovono nel cono dombra
della rivalità tra Veltroni
e il presidente DAlema.
È una sottile lotta partitica
di posizione che potrebbe condurre
a sussulti politici non concordanti
con l attuale intesa Veltroni-Berlusconi.
Ora Berlusconi è legittimato,
i suoi alleati non lo considerano
più come espediente, ma
come una soluzione; e il Partito
democratico lo ha finalmente preferito
a Prodi. La monnezza di Napoli
e luso dello esercito: sono
preoccupato. Sinceramente. E se
ci scappa il morto? Le lotte elettorale
e i sentimenti: il nostro Cavaliere
ha dimostrato di conoscerne i
meandri piu sottili per
girare il consenso verso la sua
parte politica. Silvio!: e se
a Napoli ci scappa il morto?!
Pensalo, pensalo bene. Il Governo
sarebbe impiccato nella coscienza
popolare.
Ermanno Filosa*
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- Il Corriere d'Italia