L'anti-berlusconismo
non paga più
15.07.08
- Il circo Barnum dei manettari
si è radunato l`altra settimana
a Roma in piazza Navona. Scontato
il copione. Trionfo del giustizialismo
accompagnato dalle ombre delle
forche e gli insulti all'avversario
politico. Neanche la penombra
di una proposta politica, lo sforzo
per predisporre un disegno programmatico
per il bene del Paese. Niente,
tutto si è mosso tra uno
spirito anarchico e il nullismo;
evidente un esasperato anti-berlusconismo
.
Il
circo Barnum ha presentato i teatranti
dell`accusa. Il Papa (Sabina
Guzzanti: «Tra 20 anni
Ratzinger sarà morto e
sarà all'inferno, tormentato
da diavoloni e procioni attivissimi»),
Napolitano (Marco Travaglio: «Fino
ad ora il Quirinale ha firmato
tutto, compresa l'aggravante razziale.
Speriamo che la smetta»;
Beppe Grillo: «La banda
dei quattro ha firmato una cosa
che mai altri avrebbero firmato.
Ma ve lo immaginate Pertini che
firma una legge che lo rende immune
dalla giustizia? Io neanche Ciampi
e Scalfaro me li immagino. E allora
chi è quest'uomo? Un primo
cittadino o uno che difende i
partiti? Quando c'era la gente
in piazza a Chiaiano, lui dov'era?
A Capri, a sentire musica con
due inquisiti, Bassolino e la
moglie di Mastella. Che esempio
ho io da questa gente? Io non
ne voglio più sapere di
questa gente»). È
facile osservare che la barbarie,
la rozzezza politico-sociologica
si è impadronita di una
manifestazione puramente selvaggia.
L`ex-pm
Antonio Di Pietro, sempre
più scalmanato e vandalo,
cercava un trampolino di lancio,
alla conquista di una sempre maggiore
visibilità e spazio politico
ai danni del Pd e dei partiti
antagonisti; la manifestazione,
però, si è rivelata
un boomerang per lo stesso Di
Pietro: i teatranti di chi
la spara più grossa
sono stati in parte smentiti proprio
dallo stesso ex magistrato che
è stato costretto a prendere
le distanze dagli attacchi a Napolitano
e al Papa. Un clima da vergogna
e protervia, sfrontatezza e cinismo
tipito delle società primitive.
Apprezzabile il fiuto di Veltroni
che, peraltro, sentendo puzza
di bruciato, aveva già
preso le distanze dalla manifestazione
dei soliti ignoti-noti.
Il
messaggio da funamboli illusi--opportunisti
di piazza Navona è stato
comunque forte e chiaro: caro
Walter, l'opposizione non si fa
con il dialogo ma con i vaffa
di Beppe Grillo, gli insulti della
Guzzanti, il verbo di Travaglio
e le manette di Di Pietro e anti-berlusconismo
ad oltranza.
Il
mondo della sinistra è
allo sbando. Sparpagliata
la visione di Veltroni, quasi
scomposto e disorientato. L'anti-berlusconismo
di oggi resta l'unico, debole
e illusorio collante per l'intera
sinistra, ma non paga più
politicamente, sovrattutto dopo
piazza Navona. Dal mondo della
sinistra si è già
staccato un pezzo forte, cioè
il Pd. Anche se parlare di Pd
al singolare è ormai un
errore di correttezza politica,
perché il Pd è una
transitoria mescolanza di frazioni
che non producono proposta politica
armoniosa. Senza il Pd non esiste
la sinistra, né il centrosinistra.
La sinistra appare come una carcassa
recuperata nel deserto che in
molti si affannano a riempire
di contenuti e di proposte; la
tentazione di ripercorrere la
strada dell'anti-berlusconismo
sembra per un attimo ridarle vita.
Sembra impossibile ricomporre
l'Unione, con i neo-comunisti,
i post-comunisti e i catto-comunisti
che gridano in coro contro Berlusconi;
l'idea base è stata sempre
quella di nascondere il partito
comunista, di mantenere intatto
il suo gruppo dirigente, la sua
nomenclatura, la sua memoria,
la sua militanza, ma abolendone
il nome. Ma la storia comunista
non si può cancellare.
Ormai i giochi truccati sono stati
scoperti, e non rimane che il
giustizialismo forcaiolo e gli
insulti all'avversario politico.
Non si dice, forse, che chi si
accontenta gode?
Ermanno Filosa
ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il
Corriere d'Italia