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Le Firme * Ermanno Filosa

Il Pd illuminato dalle ombre

24.07.08 - Cos’è il Pd nel Mezzogiorno? La bufera giudiziaria che in Abruzzo ha coinvolto il presidente della Regione Ottaviano Del Turco, assessori e molti amministratori della Sanità; la vicenda dei rifiuti in Campania, le disavventure giudiziarie che hanno coinvolto il Pd calabrese, e infine il risultato elettorale siciliano gettano una ombra riprovevole sul meccanismo di formazione della classe dirigente del Partito Democratico nel Sud.

Il Pd è nato con progetti e dichiarazioni di intenti altisonanti, accompagnati da ambizioni ed adesioni a volte disinteressate. E nella prassi abbiamo assistito a una una fusione a freddo dei gruppi dirigenti locali della Margherita e dei Ds; ecco il punto: la modalità di gestione dei poteri locali ha determinato la formazione dei gruppi dirigenti; Comuni, Province, Regioni hanno offerto spazio per far crescere dirigenti sedotti dalle lusinghe del potere vero e proprio. E poi la proliferazione di assistenti e consulenti che hanno colonizzano gli enti pubblici, unitamente ad una moltitudine di amministratori di società pubbliche e semipubbliche. Insomma, i post-comunisti e i catto-comunisti hanno presentato il volto di essere “la continuità del potere democristiano” che era stato punto di riferimento in passato per avviare lotte politiche forti e costanti.

Nel Pd è assente la voglia di avviare una analisi profonda e scrupolosa, allo scopo di configurare una identità di partito nella realtà locali del Sud e comprendere quali contenuti dare al disegno di opposizione da avviare in Sicilia. La pura e semplice incrostazione del potere per il potere coincide con l`essere Partito democratico. Adesso Veltroni, impressionato dalla bufera giudiziaria Abrezzese, parla di “etica” senza fare riferimento ad una necessaria osservazione di carattere politico e che coinvolga il processo di formazione delle classi dirigenti del Mezzogiorno; sottomesso al gusto del potere, il Pd ha dimenticato la qualità del dibattito politico e la propria applicazione alla rivendicazione sociale, politica e culturale. Ecco perchè ha perso in Sicilia. Difficile, così, che nasca la partecipazione volontaria dei giovani ed il ricambio delle classi dirigenti, determinato tramite il confronto politico e l` impegno ideologico che combina la questione della etica con la essenza della politica.

È evidente storicamente, che tutto ciò si lega strettamente con quella che è stata definita la «questione meridionale»: da Giustino Fortunato a Luigi Sturzo. Con la variante che oggi si disaggrega il Partito democratico. I democristiani di sinistra non possono che rimanere democristiani, ma essi non hanno fascino proprio nel mondo cattolico: le sinistre democristiane sono morte con la Dc. E allora D'Alema pensa che il partito unico «cattocomunista», figlio del trauma del golpe strisciante di Mani Pulite del 1992, di Tangentopoli, è fallito e che bisogna ritornare a due partiti: uno cattolico e uno comunista. Intanto la sinistra, figlia del democraticismo giacobino, non sempre è attrezzata per il dilemma legalità-legittimità, etica-politica, e per far proprio quel che scrisse Bobbio nell'84: «Lo Stato liberale è il presupposto non solo storico ma giuridico dello Stato democratico». E allora: quale sarà il futuro del Pd nel Mezzogiorno?

Ermanno Filosa
ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il Corriere d'Italia



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Il dott. Ermanno Filosa, vive in Santo Domingo, è Presidente dell' Associazione di italiani
"Azzurri nel mondo - Forza Italia - della Repubblica Dominicana", inoltre e'

Presidente emerito del COM.IT.ES., con funzioni di Vice-Presidente Tesoriere.
(Comitato degli italiani all' estero - Circoscrizione Consolare di Santo Domingo - Haiti - Giamaica)







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