Questa
Giustizia? No, grazie
31.07.08
- Il Parlamento risponde periodicamente
al popolo, che lo conferma o lo
cambia, a seconda dei risultati
conseguiti, ogni cinque anni.
Il governo risponde al parlamento,
il quale gli accorda o gli nega
la fiducia. La magistratura non
risponde a nessuno. La carriera
del giudice è a vita; egli
è inamovibile ed è
soggetto solo alla legge. Ma anche
la legge è attivata tramite
la promozione dell'azione penale
dei pubblici ministeri, che sono
giudici essi stessi, e che, nonostante
la c.d. obbligatorietà
dell'azione penale, scelgono oggetti,
tempi e modi della sua attivazione;
la legge è, inoltre, interpretata
dai giudici che, specialmente
nei primi stadi del giudizio,
usano spesso eccessiva disinvoltura
o leggerezza, come ben dimostrano
le innumerevoli sentenze che rigettano
gli iniziali teoremi accusatori.
I parlamentari, inoltre, vengono
giudicati dai giudici, appartenenti
ad un diverso organo. Anche i
ministri vengono giudicati dai
giudici, appartenenti ad un diverso
organo. I giudici vengono giudicati
anch'essi dai giudici, collegati
ad essi da spirito di corpo, non
solo per i loro reati, ma anche
per le nomine, le carriere, le
responsabilità civili,
disciplinari e penali, scrive
Roberto Merchiorre.
È
urgente, quindi, la riforma del
sistema giudiziario. Ab imis:
cioè totalmente e dalle
fondamenta. La locuzione latina
serve al premier Silvio Berlusconi
per dire quanto la giustizia in
Italia vada riformata. Il giudice
per le indagini preliminari Clementina
Forleo deve lasciare Milano.
Lo ha deciso il plenum del Csm,
che ha disposto il suo trasferimento
d'ufficio per incompatibilità
ambientale. Una decisione straordinaria.
Ma la Forleo aveva preso di mira
dirigenti della sinistra come
D`Alema: anche qui un avvertimento
verso certa magistratura perchè
stia alla larga da precisi ambienti
politici? Intanto la Forleo dice
che non c'è posto per un
giudice indipendente. "Un
giudice indipendente, che non
appartiene e non vuole appartenere
a nessuno, in questo paese non
può ancora esistere"."Un
tempo ero dipinta come magistrato
di sinistra attaccata dalla destra,
ora avviene il contrario".
Quindi la riflessione sul giudice
indipendente che "non
può ancora esistere".
Giuseppe
Gargani, parlamentare europeo
di Forza Italia, con tutta probabilità,
avrà il compito di coordinare
un comitato di saggi e dovrà
aiutare il Guardasigilli a stendere
la riforma della giustizia. Gargani
ha ben chiaro dove si devono mettere
le mani per riformare la giustizia.
Occorre tornare a quella
parte del programma con cui vincemmo
nel 2001.
Entrando
nei dettagli, Gargani osserva
che i punti rilevanti sono cinque:
«La separazione delle
carriere tra pm e giudici, il
ripristino dellimmunità
parlamentare e quindi una diversa
disciplina delle autorizzazioni
a procedere, una revisione del
Csm che introduca la parità
tra membri togati e laici,
cosa questa che a parole trova
favorevole anche Luciano Violante,
e per quanto riguarda lazione
penale vanno indicate le priorità,
bisogna cioè dare degli
indirizzi, dei criteri ai quali
i magistrati devono attenersi
e non più affidarsi alla
loro discrezionalità».
Ci auguriamo che il Pd di Veltroni
e compagni abbia maturato per
settembre la idea che sulla radicale
riforma della giustizia bisogna
essere disponibili, per avviare
un sereno dialogo al fine di approvare
insieme alla maggioranza importanti
cambiamenti istituzionali.
Ermanno Filosa
ItaliachiamaItalia-Gente dItalia-Il
Corriere d'Italia