Voto
all`estero. Un un mostro
sordo e cieco?
07.10.08
- Il
voto degli italiani allestero
è lattuazione di
un dettato costituzionale del
1948. I cittadini di altri Paesi
con sistema democratico consolidato,
come Stati Uniti e Francia, Spagna
e Germania, Portogallo al Belgio,
e che vivono al di là dei
confini nazionali, esercitano
il diritto di voto. La nostra
Costituzione riconosce a ogni
cittadino italiano il diritto
di voto, senza distinzione tra
luoghi di residenza, e la legge
ordinaria ha assunto tutti gli
strumenti per consentire a ognuno
il godimento di questo essenziale
diritto politico. Notissima è
la lotta di Mirko Tremaglia, perchè
il voto degli italiani nel mondo
divenisse realtà.
Ma votare non basta. Ho sempre
sostenuto che la questione non
è se esiste la democrazia,
ma se i singoli vengono coinvolti
nel processo democratico e se
possono incidere in forma realistica
ed effettiva per lo sviluppo della
democrazia. Senza partecipazione
la democrazia è una scatola
vuota. Altrimenti tutto è
astratto, e solo un pronunciamento
nominalistico, parole senza contenuto.
Insomma, un clima vago e inderminato.
Senza applicazione concreta.E
libertà e giustizia sociale,
binomio rapito dalla vaghezza
della prassi. Dalla nullatenenza
che spesso assilla gli uomini.
Il politologo Giovanni Sartori,
sul finire del secolo scorso,
in un editoriale sul "Corriere
della Sera" si espresse contro
"il buio profondo di una
circoscrizione nella quale quasi
nessun votante conosce quasi nessun
candidato" riferendosi al
voto all`estero. E continuava:
"la rappresentanza stratosferica
inventata da Tremaglia è
la rappresentanza del nulla. Gli
italiani dispersi per il mondo
sono appunto italiani dispersi.
Non hanno interessi comuni, non
vivono in situazioni simili, e,
nemmeno, possono solidarizzare
in chiave di contiguità;
e ai loro interessi di italiani
devono o dovrebbero provvedere
le nostre rappresentanze diplomatiche".
Soprendente. Giudizio anarchico
e privo di mete strategiche o
maledetta pura e semplice verità?
Certamente un giudizio sfrontato
che ha fatto conoscere almeno
il nome di Sartori agli Italiani
nel mondo.
Rispose comunque l`ìntramontabile
Tremaglia, padre del Voto all`estero,
con un articolo dove precisava,
tra l`altro,.... fanno internazionalizzazione
reale del Paese più milioni
di italiani all'estero, con la
loro presenza diffusa, che le
migliaia di piccoli imprenditori
che battono i mercati internazionali.
Una tale importanza socio-economica
va riconosciuta nelle sue diverse
forme di impegno e di rappresentanza.....
Questo a grandi linee lo stato
dell`arte. La questione a mio
avviso deve essere ampliata avendo
riguardo ai mezzi di informazione
di massa che possono dare voce
agli italiani nel mondo; è
necessario dilatare la visione
ed adattare la questione a questa
nostra straordinaria epoca digitale.
Si, gli eletti all `estero sono
li, beati tra gli scanni del Parlamento
italiano espressione di un mondo
apparentemente senza voce e coralità.
Ed invece la coralità espressiva
può essere esercitata con
la informazione-on line, di alto
valore universale, che può
esser eletta senza essere fermati
da confini o da limiti di diffusione
cartacea. Ed appare subito evidente
che l` informazione on-line è
vitale per dare significato politico
alla nascita della circoscrizione
estero, altrimenti dovremmo parlare
in riferimento al voto degli italiani
nel mondo di un mostro sordo
e cieco" che annaspa e barcolla,
senza meta, divoratore di illusioni,
un miraggio spezzato, un volontario-involontario
inganno alla coscienza globale
degli italiani nel mondo.
Vi sono degli errori di valutazione
che devono essere superati. I
tagli attuati sul versante delle
risorse finanziarie per le comunità
italiane allestero sono
preoccupanti; ridurre il bilancio
per gli italiani allestero
a 32 milioni di euro, significa
mettere in crisi i servizi resi
agli italiani nel mondo. Strutture
di rappresentanza, come Comites,
ne soffriranno. Ma chi lo dice
ad un Berlusconi che gode di un
62% di gradimento e che lo mette
in imbarazzo? Invece
noi siamo turbati....per tanti
motivi.
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dItalia-Il Corriere d'Italia